FS Italiane: come funzionano i primi Innovation Hub di Roma e Napoli | Economyup

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FS Italiane: come funzionano i primi Innovation Hub di Roma e Napoli



FS Italiane ha aperto i suoi primi Innovation Hub a Roma e e Napoli: spazi in cui aziende, istituzioni e investitori potranno incontrare e collaborare con giovani innovatori e startup. Il primo è dedicato alle smart city, il secondo al turismo. Seguiranno altre aperture: Reggio Calabria, Puglia, Milano, Torino, Bologna

21 Dic 2020


L'innovation hub di FS a Roma Termini

Anche FS Italiane ha deciso di dotarsi di un Innovation Hub, un centro dedicato all’innovazione e all’open innovation. Lo ha aperto il 20 dicembre 2020 a Roma Termini in occasione del settantesimo anniversario della maggiore stazione del Paese per grandezza e traffico. Contestualmente ne ha inaugurato un altro a Napoli. L’hub romano sarà focalizzato sulle Smart City, quello napoletano sul Turismo.

Da qualche anno una delle più importanti società di mobilità del Paese ha deciso di puntare su innovazione tecnologica, internazionalizzazione e digitalizzazione. Per questo, nel 2017, ha avviato un importante percorso di riorganizzazione interna per la gestione dell’innovazione, creando, a livello di Holding, la Direzione Innovazione e Sistemi Informativi. Ne è scaturito, tra le altre cose, il progetto Innovate: un percorso di intrapreneurship del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane attraverso una “Call4Ideas” che nel 2018 ha coinvolto gli 80.000 dipendenti dell’azienda.

Da allora il gruppo ha continuato a perseguire ed attuare iniziative di innovazione, fino a decidere di creare un proprio hub dedicato all’open innovation, il paradigma individuato una ventina di anni fa dallo studioso americano Henry Chesbrough per definire la ricerca di idee e realtà innovative orientata al di fuori dalle mura aziendali.

Come funzionerà l’Innovation Hub di Termini

L’Innovation Hub di Roma Termini funzionerà da cabina di regia con il ruolo di dirigere e coordinare l’attività degli altri hub che saranno realizzati nei prossimi anni, in maniera diffusa, in tutta Italia e che lavoreranno su programmi di innovazione tematici. Insieme all’Innovation Hub della Stazione Termini, infatti, è stato inaugurato nello stesso giorno a Napoli, nel Campus di San Giovanni a Teduccio dell’Università di Napoli Federico II, anche il primo degli hub satelliti del network dell’innovazione di FS Italiane, che sarà gestito in collaborazione con Campania NewSteel, incubatore promosso e partecipato da Città della Scienza e dall’ateneo federiciano.

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L’Innovation Hub di FS: luogo di contaminazione e condivisione di idee

Il progetto prevede la realizzazione di spazi in cui aziende, istituzioni e investitori si incontrano e collaborano con giovani innovatori e startup, con l’obiettivo di intercettare nuove opportunità di business e ricercare soluzioni innovative in grado di rispondere alle nuove sfide tecnologiche imposte dal mercato. Gli Innovation Hub sono luoghi di condivisione e contaminazione delle idee, sede di un vero e proprio ecosistema dell’innovazione, dove le aziende possono apprendere dalle startup come integrare le nuove tecnologie all’interno dei propri processi industriali. Per FS Italiane innovazione, tecnologia e digitalizzazione offrono una enorme possibilità di cambiamento e discontinuità e sono fattori fondamentali per promuovere lo sviluppo sostenibile e aumentare il benessere delle persone.

FS: Innovation Hub a Roma e Napoli, poi altri in tutta Italia

La creazione di un network dell’innovazione formato da vari Innovation Hub distribuiti sul territorio nazionale va proprio in questa direzione: applicare l’ormai imprescindibile paradigma dell’open innovation per incoraggiare la creazione e sperimentazione di nuovi business, processi, prodotti o servizi con l’obiettivo di consolidare una cultura imprenditoriale orientata all’innovazione. Entro il 2023, FS Italiane prevede di aprire, oltre a quelli di Roma e Napoli, dedicati rispettivamente ai temi Smart City e Turismo, altri cinque Innovation Hub tematici: Reggio Calabria (Tutela del Territorio), Puglia (Logistica e Merci), Milano (Industria), Torino (Mobilità) e Bologna (Agrifood).

Dentro gli hub di Roma e Napoli: gli spazi

La funzione che svolgono gli Innovation Hub, quali luoghi di condivisione e contaminazione, trova traduzione nello stile che li contraddistingue. Gli spazi sono pensati e progettati per aumentare le opportunità di interazione, favorire una efficace cross-contamination e lo scambio reciproco di idee. L’Innovation Hub di Roma Termini, così come quello di Napoli, è caratterizzato da aree di lavoro temporanee e flessibili, che possono essere riconfigurate velocemente: un open space con postazioni lavorative tradizionali, dove i tavoli possono essere spostati e riadattati facilmente in base alle esigenze per trasformarsi in spazi di incontro; una sala riunioni tradizionale; sale chiuse per stand-up meeting; pod per incontri informali; un phone booth per maggiore riservatezza o particolare concentrazione; un’area relax e un’area break. Anche i colori e il modo in cui vengono percepiti contribuiscono a incoraggiare e stimolare la creazione e condivisione delle idee. Infine, il controsoffitto, che prende spunto dal gioco dello Shangai, rappresenta in modo visivamente accattivante il processo creativo e innovativo che è alla base degli Innovation Hub. Nell’ottica della sostenibilità ambientale, gli Innovation Hub sono spazi eco-friendly la cui progettazione ha seguito precise linee guida green. Le ampie vetrate consentono di sfruttare al massimo l’illuminazione naturale e all’interno sono usate esclusivamente lampade a led, i cui consumi energetici sono nettamente inferiori rispetto a quelle tradizionali. Inoltre si è fatto ricorso a vernici innovative con proprietà antibatteriche e in grado di sanificare gli ambienti. Anche i complementi d’arredo provengono da lavorazioni a ridotto impatto ambientale, privilegiando materiali naturali, riciclabili e che utilizzano packaging compatti e leggeri.