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Fincantieri investe 600 milioni per acquisire 4 realtà dell’underwater: ecco quali



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La società Next Geosolutions e le scaleup deeptech italiane WSense, Graal Tech e Defcomm sono state acquisite da Fincantieri con l’obiettivo di potenziare il polo della subacquea. I dettagli sulle tecnologie

Pubblicato il 6 lug 2026



Pierroberto Folgiero, Amministratore Delegato di Fincantieri
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Punti chiave

  • Fincantieri acquisisce Next Geosolutions, WSense, Graal Tech e Defcomm per creare un polo underwater integrato e offrire servizi end-to-end.
  • Obiettivo strategico: sfruttare il mercato underwater per sicurezza, energia e infrastrutture; pro‑forma 2026 ricavi >1,1 mld ed EBITDA ≈220M, target 2030 ricavi 1,8 mld.
  • Operazioni: reinvestimento dei founder e permanenza dei manager, consolidamento graduale e opzioni put/call; Defcomm potrà essere consolidata al 51% tramite opzione.
Riassunto generato con AI


Fincantieri scommette sulle realtà innovative più strategiche per il suo business. L”azienda pubblica italiana che è uno dei gruppi più importanti al mondo nel settore della cantieristica navale, ha concluso gli accordi relativi a quattro acquisizioni strategiche nel segmento underwater: le società acquisite sono Next Geosolutions, WSense, Graal Tech e Defcomm. In questo modo Fincantieri vuole posizionarsi in un segmento sempre più centrale per la sicurezza, l’energia e lo sviluppo delle infrastrutture critiche.

Next Geosolutions, società quotata nel segmento Euronext Growth Milan, è tra le aziende attive a livello internazionale nel settore delle survey e delle geoscienze marine e nei servizi di supporto alle costruzioni offshore.

Wsense, Graal Tech e Defcomm sono scale up high tech italiane specializzate, rispettivamente, nel campo delle comunicazioni subacquee e dell’internet of underwater things, nei droni autonomi subacquei e nei droni autonomi di superfice.

Le quattro società entreranno a far parte del polo della subacquea di Fincantieri che avrà il compito di coordinare lo sviluppo di sinergie di prodotto e di mercato, anche tramite soluzioni integrate per la subacquea non convenzionale. Il polo evolverà in un operatore internazionale della subacquea, composto da 8 aziende leader nei rispettivi settori di attività e fortemente integrate verticalmente che, lavorando in maniera sinergica, porteranno una forte cross-contaminazione all’interno del gruppo.

La struttura delle quattro operazioni prevede la permanenza dei manager/azionisti chiave attraverso il reinvestimento di quote rilevanti nel capitale delle singole società, assicurando continuità industriale e valorizzazione delle competenze distintive, elemento fondamentale per l’esecuzione del percorso di crescita condiviso con ciascuna azienda.

L’operazione prevede un esborso iniziale di circa 600 milioni di euro, destinato alla prima fase delle acquisizioni e finanziato attraverso l’aumento di capitale da 500 milioni e altre risorse del Gruppo. Una successiva OPA sul capitale residuo di NextGeo potrà essere finanziata separatamente. I 600 milioni, quindi, non rappresentano il valore complessivo dell’investimento, ma solo quello della fase iniziale dell’operazione.

L’iniziativa, si legge in un comunicato aziendale, segna un passaggio evolutivo nel Gruppo, che espande la propria offerta al business dei servizi a mare ed amplia così il proprio ruolo da fornitore di soluzioni tecnologiche e piattaforme a primo operatore industriale in grado di integrare competenze, sistemi e servizi lungo l’intera catena del valore nel segmento underwater.

Il mercato dell’underwater

Il mercato dell’underwater sta assumendo un ruolo sempre più strategico, spinto dall‘instabilità geopolitica e dalla necessità di garantire sicurezza, continuità delle forniture e comunicazioni globali. I fondali marini custodiscono risorse essenziali, come petrolio, gas, terre rare e nuove opportunità per l’acquacoltura, ma restano in gran parte inesplorati: circa l’80% dei fondali e il 98% degli abissi non sono ancora stati studiati. Cresce inoltre l’esigenza di proteggere infrastrutture critiche come porti, rigassificatori, condotte, impianti eolici offshore e cavi sottomarini, dai quali dipende il 99% del traffico Internet mondiale e una quota crescente del trasporto di energia elettrica.

In questo scenario si aprono opportunità nei settori della Difesa, del dual use e del civile. La Difesa punta su sistemi unmanned e piattaforme integrate, il dual use sulla protezione delle infrastrutture strategiche, mentre il comparto civile evolve verso modelli sempre più automatizzati, digitali e orientati ai servizi, grazie a piattaforme intelligenti e connesse.

Il valore dell’investimento subacqueo per Fincantieri

Il segmento underwater, che nel 2025 ha registrato ricavi per 667 milioni di euro e ha inciso per il 6,7% dei ricavi sul portafoglio del Gruppo, è destinato a crescere a ritmi significativi con ricavi pro-forma 2026, anche grazie alle acquisizioni, superiori a 1,1 miliardi di euro ed EBITDA, pari a circa 220 milioni di euro, anticipando di 4 anni l’obiettivo di ricavi e EBITDA underwater previsti al 2030 nel Piano Industriale 2026-2030. Le nuove acquisizioni contribuiscono inoltre all’utile di gruppo per oltre 60 milioni di euro. I ricavi al 2028 raggiungeranno 1,4 miliardi di euro per attestarsi a 1,8 miliardi di euro al 2030. Il margine EBITDA UW, pro-forma per le acquisizioni, cresce al 19,2% nel 2026, raggiungendo il 21% nel 2028 per arrivare al 23% nel 2030. Al 2030 il contributo delle acquisizioni all’utile netto del gruppo raggiunge circa 130 milioni di euro.

Le acquisizioni consentono di rafforzare in modo significativo la capacità di Fincantieri di creare un campione internazionale, con un impatto rilevante sull’EBITDA, utile netto e marginalità. Le acquisizioni abilitano un’accelerazione del profilo di crescita del gruppo, con ricavi generati da servizi ad alto contenuto tecnologico, con prospettive di aumento dell’EBITDA e dell’utile netto rispettivamente del 13% e del 40% rispetto agli obiettivi 2026 del Piano Industriale 2026-2030.

La natura dual-use delle soluzioni acquisite

Elemento distintivo dell’operazione di rafforzamento nel segmento underwater è inoltre la sua forte natura dual-use. Le tecnologie e le competenze integrate consentono infatti di rispondere in modo sinergico alle esigenze della Difesa e del mercato civile, in linea con l’evoluzione del settore verso modelli sempre più integrati e interconnessi, in ambiti che spaziano dalla protezione delle infrastrutture critiche subacquee alla sicurezza marittima e ai servizi offshore.

In questa prospettiva, Fincantieri rafforza un modello industriale capace di coniugare sviluppo tecnologico e capacità operativa, evolvendo verso un posizionamento sempre più orientato ai servizi e all’integrazione delle soluzioni.

Focus sulle 4 realtà acquisite da Fincantieri


Le acquisizioni di NextGeo, WSense, Graal Tech e Defcomm rappresentano uno dei pilastri della strategia underwater di Fincantieri. Insieme alle competenze già presenti nel Gruppo – dal business dei sottomarini a Remazel, WASS e IDS – consentono infatti di presidiare l’intera catena del valore del dominio subacqueo, dalla progettazione delle piattaforme alle tecnologie digitali, fino ai servizi operativi. Un’integrazione verticale che costituisce un elemento distintivo a livello internazionale e che permette alle diverse società di lavorare in modo sinergico, mettendo in comune competenze e tecnologie. Vediamo meglio cosa fanno queste quattro società.

NextGeo

NextGeo è una società italiana fondata nel 2014 e oggi tra i principali operatori europei nelle geoscienze marine e nei servizi di supporto alle costruzioni offshore. Opera nei settori delle energie rinnovabili offshore, dell’oil & gas e dei cavi sottomarini, seguendo l’intero ciclo di vita delle infrastrutture subsea: dalla survey alla costruzione, fino all’ispezione, manutenzione, riparazione e decommissioning. Con ricavi pari a circa 300 milioni di euro nel 2025 e la quotazione su Euronext Growth Milan, rappresenta uno dei pochi operatori europei con competenze complete lungo tutta la filiera. Per Fincantieri, NextGeo diventa l’abilitatore del modello “Underwater as a Service”, ampliando il presidio del Gruppo verso servizi end-to-end destinati sia al mercato civile sia a quello della difesa.

WSense

WSense è una scale-up deep tech nata come spin-off dell’Università La Sapienza di Roma e specializzata nelle comunicazioni subacquee e nell’Internet of Underwater Things (IoUT). L’azienda sviluppa modem acustici, hardware e software in grado di creare reti sottomarine sicure per lo scambio di dati in tempo reale tra sensori, piattaforme e veicoli autonomi, anche in ambienti marini complessi. Già partner di Fincantieri nel progetto DEEP e in numerose iniziative di monitoraggio infrastrutturale, WSense rafforza la capacità del Gruppo di realizzare sistemi di comunicazione resilienti, diventando l’abilitatore tecnologico delle reti digitali sottomarine.

Defcomm

Defcomm è una startup italiana specializzata nella progettazione e costruzione di droni di superficie autonomi (USV), dotati di sistemi proprietari di navigazione, comunicazione radio e satellitare e progettati per operare con elevata autonomia e velocità. L’ingresso nel Gruppo permette a Fincantieri di rafforzare la propria integrazione verticale in uno dei segmenti oggi più richiesti dal mercato: quello dei mezzi unmanned di superficie. Queste piattaforme trovano applicazione nelle missioni di difesa, nel pattugliamento delle infrastrutture critiche, nella sorveglianza dei porti e nei servizi civili di survey e monitoraggio delle opere marittime.

Graal Tech

Graal Tech, spin-off dell’Università di Genova, sviluppa invece robot subacquei modulari, veicoli autonomi (AUV e ROV) e sistemi digitali per missioni di monitoraggio, ispezione e intervento. Le sue tecnologie sono già integrate nella piattaforma DEEP di Fincantieri e vengono impiegate sia nel settore offshore civile sia in ambito dual use e difesa. Con questa acquisizione Fincantieri consolida le proprie competenze nello sviluppo di veicoli subacquei unmanned di piccole e medie dimensioni e dei relativi sistemi di controllo, simulazione e gestione delle missioni, rafforzando uno degli asset tecnologici più strategici dell’intera underwater economy.

Come avverranno le acquisizioni

NextGeo

Il Contratto di Compravendita prevede l’acquisto da parte di Fincantieri, direttamente o tramite un veicolo appositamente costituito dell’intera partecipazione detenuta da Marnavi in NextGeo, pari a complessive n. 25.250.000 azioni (di cui n. 23.750.000 azioni ordinarie quotate e n. 1.500.000 azioni di Categoria A non ammesse a negoziazione e che con il trasferimento si convertiranno in azioni ordinarie), rappresentative del 52,60% del capitale sociale della società. Contestualmente, sulla base degli accordi in corso di finalizzazione con i Soci Reinvestitori, Fincantieri acquisterà dai veicoli di alcuni Soci Reinvestitori una quota non superiore al 30% delle azioni NextGeo da essi complessivamente detenute rappresentative del 4,48% del capitale sociale di NextGeo.

WSense

L’acquisizione di WSense avverrà tramite una società veicolo appositamente creata, partecipata da Fincantieri, nella quale saranno conferite le quote detenute dei soci fondatori. La società veicolo sottoscriverà accordi di acquisto delle quote con i soci fondatori, che reinvestiranno il 75% delle loro quote, e con tutti gli attuali soci di WSense. Il perfezionamento degli accordi è soggetto alle usuali condizioni sospensive, tra cui le autorizzazioni Golden Power e FDI, ed è soggetta all’accettazione dell’offerta da parte dei soci di minoranza. Al termine di questa prima fase Fincantieri deterrà una quota del 61,95% della società veicolo. A 24 mesi dalla data del closing, Fincantieri salirà fino al 75% delle quote della società veicolo, che deterrà circa il 95% di WSense. Fincantieri e i soci fondatori deterranno opzioni put e call attivabili nei successivi tre esercizi ad una valorizzazione della società che dipenderà dalle performance consuntivate negli esercizi 2028, 2029 e 2030.

Defcomm

Fincantieri ha raggiunto un accordo vincolante con Fedcomm Holding Italia S.r.l. (“Fedcomm”) unico azionista per l’acquisizione delle quote della società in tre fasi distinte. Fincantieri acquisirà inizialmente il 49% di Defcomm attraverso la sottoscrizione di un aumento di capitale ed un acquisto diretto delle quote. Entro un periodo massimo di due anni dal closing, Fincantieri potrà esercitare un’opzione call per l’acquisto di un’ulteriore quota del 2% del capitale della società che le consentirà di arrivare al 51%. Decorsi tre anni dalla scadenza dell’esercizio dell’opzione call, Fincantieri e Fedcomm potranno esercitare un’opzione put e call sul rimanente 49% del capitale della società.

Graal Tech

Fincantieri ha recentemente acquisito dai soci fondatori il 51% di Graal Tech. Il perfezionamento dell’acquisizione è soggetto all’autorizzazione Golden Power. Il rimanente 49% del capitale sociale sarà oggetto di opzioni put e call ad un prezzo di esercizio che dipenderà dalle performance consuntivate dalla società negli anni 2026-2031.

La struttura di tutte le operazioni prevede la permanenza nel medio termine dei soci fondatori e manager chiave al fine di preservare le competenze industriali e di business distintive di ciascuna Società.

NextGeo, WSense e Graal Tech verranno integralmente consolidate in Fincantieri a partire dalla data di perfezionamento delle rispettive operazioni mentre Defcomm sarà consolidata integralmente nel caso di esercizio dell’opzione call che porterebbe Fincantieri a detenere il 51% del capitale sociale della società.

Parla l’AD Folgiero

Pierroberto Folgiero, Amministratore Delegato di Fincantieri, ha commentato: “L’operazione rappresenta una trasformazione industriale storica per Fincantieri, che crea un campione internazionale dell’Underwater, grazie alla completa integrazione lungo la catena del valore di tecnologie, competenze e capacità operative. Queste acquisizioni ci consentono inoltre di accelerare nell’attuazione del Piano Industriale, rafforzando in modo significativo la redditività e valorizzando un mercato in forte espansione, dove la componente dual-use è destinata a diventare sempre più rilevante. Abbiamo inoltre scelto di valorizzare la continuità industriale delle società acquisite, mantenendo i management team esistenti, perché riteniamo che competenze ed execution siano un elemento essenziale della crescita del Gruppo.”

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