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Che cosa resta di Banzai dopo la vendita dell’editoria a Mondadori

10 Mag 2016

La cessione al gruppo di Segrate, chiusa per 45 milioni di euro, arriva dopo quella della divisione Consulting e una non soddisfacente vita in Borsa. Adesso alla società fondata da Paolo Ainio e guidata da Pietro Scott Jovane, rimangono le attività ecommerce. Che nel 2015 valevano 106 milioni (circa il 90% del fatturato)

Paolo Ainio, fondatore di Banzai
Dopo una lunga trattiva, l’affare  si è chiuso: Banzai cede il ramo media a Mondadori per 45 milioni di euro. Un altro passo decisivo nel progressivo dimagrimento di quella che è una delle storiche internet company italiane che, partita con tre divisioni (consulting, media e ecommerce) oggi si ritrova solo con l’ultima. Nonostante il collocamento in Borsa.  Vediamo come e perché.

► LA STORIA – Fondata nel 2006 da Paolo Ainio, considerato uno dei padri di internet in Italia (che già alla fine degli anni Novanta aveva creato uno dei più noti portali italiani, Virgilio, venduto poi a Seat Pagine Gialle), e da altri investitori privati, in pochi anni Banzai è diventata una società attiva nei settori dell’ecommerce, del consulting (ramo ceduto nel 2013 a Dnsee Interactive Thinking, oggi Doing dopo l’acquisizione di Hagakure) e dei media online (ora acquisito da Arnoldo Mondadori Editore, ad eccezione del segmento news che contiene Giornalettismo e la partecipazione ne Il Post).

LA CAMPAGNA DI ACQUISIZIONI – Già poco tempo dopo la nascita Banzai acquisisce studenti.it, sito di riferimento per gli studenti italiani, ed ePrice (uno dei principali negozi online italiani, specializzato nella vendita di prodotti high tech e grandi elettrodomestici), e subito dopo lancia SaldiPrivati, sito dedicato alle Private Sales per la vendita di prodotti di marca a prezzi scontati. Nel 2008, l’ingresso nel mondo delle news online con il lancio di Liquida, aggregatore di contenuti con un algoritmo proprietario, e il 16 settembre 2009 l’allargamento del ramo media con l’acquisizione di GialloZafferano, sito dedicato alla cucina. A dicembre 2009 un’ennesima acquisizione, quella di Born4shop, poi integrato in SaldiPrivati.

LA CRESCITA DEL SETTORE MEDIA–  Tra il 2010 e il 2011 Banzai rafforza la propria posizione nel settore media, prima lanciando Pianeta Donna, che diventerà in breve uno dei siti femminili più visitati in Italia, e successivamente, nel dicembre 2011, con l’acquisizione di Giornalettismo e con l’ingresso nel capitale sociale de Il Post.

IL POLO DELL’ECOMMERCE – Nel giugno 2013, con l’acquisizione del 100% del capitale sociale di Terasiti (società che possiede i marchi Mr.Price, ePlaza, Bow, Compra&Dono e Ovo), Banzai consolida la propria leadership nel mercato dell’e-commerce, e nel febbraio 2014 il gruppo è tra i primi a collocare sul territorio il cosiddetti Pick&Pay, punti di ritiro e pagamento automatici dei prodotti acquistati online su ePrice e su SaldiPrivati. Viene invece ceduto a Dnsee il ramo consulting, che comprende le controllate ExpertWeb e Melazeta, acquisendo in Dnsee una quota di minoranza. Da quel momento Banzai inizia a camminare su due gambe: una, più gracile (poco meno di 15 milioni di ricavi nel 2015), è quella dell’editoria verticale; l’altra, più robusta (106 milioni), è quella dell’ecommerce. Dopo la cessione a Mondadori, dunque, la società rimane con il ramo, quello delle attività ecommerce, che vale di più: circa il 90% del fatturato.

LO SVILUPPO DEI MEDIA – Nel frattempo, forte del grande successo del sito, nel novembre 2013 GialloZafferano diventa anche una trasmissione televisiva, e nel giugno 2014 nasce (con quote paritetiche di Manzoni, Banzai Media, italiaonline, Mediamond e RCS MediaGroup) la nuova concessionaria Gold 5, specializzata nell’offerta di soluzioni di video display advertising. Negli anni entrano a far parte del ramo media anche altri siti verticali come PianetaMamma, FarmacoeCura, Mypersonaltrainer, CookAround, altervista, Soldionline, Zingarate e AndroidWorld. Intanto, lo scorso anno, ad arricchire il management del gruppo è arrivato Pietro Scott Jovane, che da amministratore delegato della casa editrice del Corriere della Sera è passato al ruolo di capo azienda del gruppo digitale fondato da Paolo Ainio, diventato presidente esecutivo.

LO SBARCO IN BORSA – Nel febbraio 2015, infine, lo sbarco in Borsa, dove però la quotazione viene accolta con freddezza: il debutto viene fissato a 6,75 euro per azione, nella parte bassa della forchetta individuata in fase di Ipo. Il primo giorno di contrattazioni i titoli viaggiano in rosso, e nei successivi 13 mesi i titoli della società perdono il 40%, arrivando, a marzo 2016, a valere poco meno di 4 euro. E con l’annuncio della cessione del ramo media a Mondadori il prezzo scende ancora: oggi vale 3,82 euro, con un calo dell’1,24% rispetto alla chiusura di ieri (3,94), mentre a guadagnare a Piazza Affari è la casa editrice di Segrate, in rialzo del 3,56%.

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