Driverlesscar, l’Italia si prepara a partire dalla Salerno-Reggio Calabria

Anas mette sul piatto 80 milioni di euro per rendere le autostrade pronte alla circolazione di veicoli senza conducente. I lavori partiranno dall’Eterna Incompiuta del Sud. Dove saranno installati sistemi per il wifi in-motion, il monitoraggio dei dati e la produzione di energia elettrica

Pubblicato il 30 Set 2016

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L’autostrada più problematica d’Italia, l’eterna incompiuta, la A3 Salerno – Reggio Calabria, si prende la sua rivincita diventando il primo tratto autostradale italiano (e uno dei primi al mondo) ottimizzato per la circolazione delle auto del futuro, quelle senza conducente.

Un futuro molto prossimo, in realtà, quello previsto per questo nuovo genere di veicoli che stravolgerà non solo la mobilità, ma anche l’economia e la società.

E l’Italia, così come altri Paesi europei, si sta preparando: se la Germania investe per arrivare prima e conquistare sopratutto la leadership industriale, anche qui nello stivale non si vuole essere da meno e gli investimenti a quanto pare cominciano ad esserci.

L’Anas, che è il gestore della rete stradale ed autostradale italiana il cui socio unico è il Ministero dell’Economia, sotto il controllo ed la vigilanza tecnica ed operativa del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha messo a disposizione 80 milioni di euro per il progetto “Smart Road”, che nasce con l’idea di dotare le strade, soprattutto quelle strategicamente più importanti, di infrastrutture tecnologiche di ultima generazione idonee a supportare la circolazione delle auto senza conducente.

I primi lavori, per i quali è già stata indetta la gara d’appalto lo scorso giugno con una dotazione di 20 milioni di euro, riguarderanno l’intera A3 Salerno-Reggio Calabria e il raccordo autostradale Salerno-Avellino in quanto accesso all’A3. E l’obiettivo è di estendere il progetto alla rete nazionale di Anas.

Cosa prevede il progetto?

Secondo quanto riporta CorCom, le nuove Smart Road saranno dotate di diversi innovative tecnologie, tra cui:

– SISTEMI DI CONNESSIONE RADIO. Il Wi-Fi “in motion” permetterà una continuità del segnale ai veicoli in movimento anche alle velocità massime consentite.

– SISTEMA DI COMUNICAZIONE DATI. Il progetto prevede, tra l’altro, la posa di fibra ottica compatibile anche con le esigenze del “piano banda larga” del governo.

– SISTEMA DI PRODUZIONE DELL’ENERGIA ELETTRICA. Sono previste le cosiddette Green Island per la produzione di energia pulita, che funzioneranno anche come aree di ricarica per veicoli elettrici, droni e mezzi per la logistica.

– SISTEMI DI MONITORAGGIO. La strada sarà dotata di moderni sensori per il monitoraggio continuo di tutti i parametri per mitigare i fattori di rischio, elevare la sicurezza e il confort di guida, intervenire efficacemente in casi di emergenza.

Il progetto #smartroad è stato illustrato a Roma nel corso del Meeting mondiale organizzato da Anas e dall’Associazione mondiale della strada (World Road Association), in cui si sono incontrati delegati dei 120 Paesi associati, oltre ai maggiori organismi ed enti internazionali che si occupano di mobilità su gomma, che si sono confrontati sul tema delle nuove tecnologie per la sicurezza stradale. In particolare quest’anno, il tema driverless car è stato centrale.

All’evento è stato sottolineato come all’Italia spetti un importante riconoscimento, quello di essere uno dei primi Paesi all’avanguardia nel settore della guida dell’auto senza conducente, fatto dimostrato da alcune storie importanti, come la “MilleMiglia in Automatico”realizzata da un gruppo italiano di ricerca già nel 1998. E, ancora, il primo viaggio intercontinentale Parma-Shanghai con veicoli automatici ed elettrici nel realizzati da VisLab, progetto nato all’ Università di Parma, poi come spinoff accademico, e poi venduta alla multinazionale della Silicon Valley Ambarella. Oggi quest’auto si chiama Deeva.

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