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Industrie & Ricerca

Innovazione modello Cambridge, dall’Università al fondo per le startup

24 Ago 2016

Cambridge Innovation Capital, il fondo dell’ateneo inglese che ha già finanziato 13 nuove imprese nate in ambito universitario, ha raccolto 75 milioni di sterline: li investirà nei prossimi 2-3 anni in progetti tecnologici e di healthcare del Cambridge Cluster, l’area in cui si incontrano e fanno rete “cervelli” e aziende

Il fondo che investe sulle startup uscite dall’Università di Cambridge ha raccolto 75 milioni di sterline in attesa dell’Ipo (Initial public offering) prevista entro i prossimi 18 mesi.

Si chiama Cambridge Innovation Capital (Cic), la sua missione è investire in società provenienti dall’Università di Cambridge ma anche dalla più ampia comunità di ricercatori e imprenditori della regione di Cambridge (Cambridge Cluster) e ha ricevuto la consistente cifra da una serie di nuovi investitori: Woodford Investment Management, Winton Ventures e Oman Investment fund.

Finora Cic ha investito 33 milioni di sterline in 13 startup provenienti sia dall’Università sia dal Cambridge Cluster, l’intera area industriale della regione che il Ceo di Cambridge Innovation Capital, Victor Christou, definisce “una delle più ricche di innovazione scientifica e tecnologica al mondo”. Grazie al nuovo round di finanziamenti, Cic avrà a disposizione in tutto 95 milioni di sterline da investire nei prossimi due o tre anni con investimenti che vanno in media da 2 a 5 milioni di sterline. “Cambridge è ben fornita di finanziamenti seed – dice il Ceo Christou – e l’Università ha un’eccellente esperienza nel ‘portare a terra’ le industrie, ma aveva bisogno di una migliore struttura per l’erogazione di finanziamenti follow-on”.

Come è nato e cosa fa il Cambridge Innovation Capital – È stato fondato nel 2013 dalla stessa Università di Cambridge con un investimento iniziale di 50 milioni di sterline provenienti sia da risorse proprie sia da investitori esterni quali Lansdowne Partners,  uno degli hedge funds più importanti di Londra, e dal gruppo tecnologico Arm Holdings. Anche dopo la recente raccolta fondi, l’Università rimane il principale azionista di Cic: circa un terzo della società è di sua proprietà. Cic si autodefinisce “l’investitore preferito” dell’Università di Cambridge. Lo scopo per cui è nato è identificare, formare e ispirare startup e giovani società nei settori tecnologici a rapida crescita. In prevalenza si occupa del settore heathcare e tecnologico, ma non solo. Il focus è su startup che hanno ricevuto finanziamenti seed da investitori early stage e stanno cercando ulteriori fondi per sostenere la propria crescita, ma se si presenta l’opportunità può effettuare anche finanziamenti seed. Cic lavora a stretto contatto con Cambridge Enterprise, il braccio di trasferimento tecnologico dell’ateneo, che offre opportunità di co-investimento e accesso ai diritti su società uscite dall’Università. Il Cambridge Innovation Capital attua una strategia ribattezzata “evergreen fund”, che fornisce capitale a lungo termine per sostenere la crescita senza sentirsi in obbligo di ricercare l’exit vendendo prematuramente quote della società dopo un determinato periodo.

Le startup nelle quali ha investito Cic – I 13 investimenti realizzati finor da Cic sono divisi equamente tra healthcare e tecnologia. I 33 milioni di sterline investiti hanno portato con sé altri 70 milioni da co-investitori. Una delle startup finanziate è Congenica, spinout del Wellcome Trust Sanger Institute, che sviluppa programmi di informatica per decodificare malattie genetiche dall’esame del Dna. Un’altra, Jukedeck, è stata fondata da un laureato in musica di Cambridge per portare l’intelligenza artificiale nella composizione musicale, per esempio creando colonne sonore per videogiochi o video. L’ultimo investimento annunciato il mese scorso è quello in Medical Robotica, che sviluppa robot in grado di eseguire operazioni di microchirurgia.

Cos’è il Cambridge Cluster – Come detto, Cic finanzia anche imprese del Cambridge Cluster, che è nato nel lontano 1960, fondato dai Cambridge Consultants, gruppo costituito allo scopo di “mettere i cervelli dell’Università di Cambridge a disposizione dell’industria”. All’epoca a Cambridge esistevano già diverse aziende di ingegneria, ma era ancora considerata “una piccola città di provincia al centro di una grande cintura verde”. Con la nascita del Cambridge Science Park per opera del Trinity College nel 1970, il cluster ha cominciato a svilupparsi rapidamente. Dal 1960 al 1969 c’erano 39 nuove imprese, negli anni Settanta ne sono state costituite 137 ed entro il 1990 ormai nascevano in media due aziende a settimana. Oggi Cambridge è considerato uno dei più grandi cluster tecnologici d’Europa. Circa 57mila persone sono impiegate in oltre 1500 imprese tecnologiche dell’area, con un fatturato complessivo annuale pari a circa 13 miliardi di sterline. L’Università di Cambridge è il principale datore di lavoro, provider tecnologico e fonte di conoscenze e competenze dell’intera regione. 

di Luciana Maci

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