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Finanza alternativa, ERP e fatturazione elettronica: come creare un unico ecosistema



In che modo una piattaforma fintech può spingere verso la digitalizzazione dei processi e contribuire all’integrazione dei vari sistemi, rendendo più semplici e snelli i cicli di liquidità? Ne parliamo con Valentina D’Ambrosio di CrescItalia

di Redazione EconomyUp

Pubblicato il 05 Dic 2022


Il mondo delle piccole e medie imprese si rivolge sempre di più alla finanza alternativa per ovviare alla stretta creditizia dei canali tradizionali. Una domanda aumentata ulteriormente all’indomani della pandemia, sia in seguito alla grave crisi causata dai vari lockdown del 2020 sia per la carenza di materie prime, la curva inflazionistica che continua a impennarsi e il caro energia che non accenna a finire.

Ciò accade perché, nel cercare di ottenere liquidità, tantissime organizzazioni in sofferenza rischiano di vedersi rigettare le richieste di prestito. Per questo, è diventata un’opzione preferenziale, quando non obbligata, la scelta delle PMI di orientarsi verso realtà che possano facilitare l’accesso alle risorse finanziarie di cui necessitano mediante la cessione del credito (invoice trading) e l’anticipo fatture (invoice financing).

CrescItalia è una di queste realtà e punta ad agevolare le attività di conferimento della liquidità grazie alla sua piattaforma proprietaria, totalmente integrabile con i sistemi gestionali delle aziende clienti.

Finanza alternativa, dalla fatturazione elettronica all’integrazione con gli ERP

Per quanto basso sia il grado di digitalizzazione di un’impresa, almeno su un aspetto oggi non può più essere elusa: si tratta della fatturazione elettronica che, fra l’altro, è stata estesa anche a una parte dei regimi forfettari a partire dal luglio scorso.

La gestione del ciclo di fatturazione normalmente viene affidata a società di consulenza o studi professionali di commercialisti che affiancano l’azienda per la corretta conservazione delle fatture nel cassetto fiscale, impiegando di solito piattaforme ERP (Enterprise Resource Planning). Oggi tale conservazione costituisce un elemento fondante sulla strada della dematerializzazione documentale e predispone a un’integrazione più ampia dell’intero workflow amministrativo con la piattaforma di CrescItalia.

Quest’ultima dialoga infatti con qualsiasi ERP e sistema gestionale tramite API (Application Programming Interface) – sia dell’azienda sia della società di consulenza che assiste l’azienda per la parte di contabilità – rendendo automatici i processi condivisi dalla PMI con la fintech. “Abbiamo una struttura IT interna che lavora costantemente alla piattaforma e allo sviluppo delle varie API, cercando di creare un ecosistema unico dove le aziende non solo possano gestire i loro flussi di cassa, la cessione e i finanziamenti, ma anche avere una valutazione dei propri debitori e pianificare il loro fabbisogno di liquidità. L’idea è quella di offrire un ambiente digitale che renda il più possibile i processi semplici, rapidi e, soprattutto, trasparenti”, spiega Valentina D’Ambrosio, Inside Sales Inbound e Gestione Partnership di CrescItalia.

Oltre all’integrazione con i vendor dei sistemi gestionali più diffusi, la piattaforma può interfacciarsi con ogni infrastruttura aziendale esterna proprio in virtù del reparto IT di CrescItalia e alla sua capacità di sviluppare progetti ad hoc in funzione di specifiche esigenze.

Finanza alternativa, una piattaforma che incentiva la digitalizzazione delle PMI

Sebbene non tutte le imprese che si rivolgono a CrescItalia dispongano di un ERP e a prescindere che la relazione sia diretta o passi dalla mediazione della società di consulenza che si occupa della parte amministrativa e contabile, la piattaforma funge da abilitatore per accelerare i processi di digitalizzazione delle PMI, molte delle quali sono ancora in una fase iniziale del loro percorso di digital trasformation. “Si sta manifestando un’evoluzione marcata verso la cultura digitale e il fatto stesso che diverse aziende decidano di servirsi della finanza alternativa come la nostra lo dimostra chiaramente”, sottolinea Valentina D’Ambrosio.

In altre parole, anche se la digitalizzazione non costituisce la priorità per le piccole e medie imprese, la preferenza accordata a un player che nel suo DNA possiede una spiccata componente innovativa e tecnologica, qual è appunto una fintech, rappresenta di per sé un tassello importante in questa direzione.

Non occorrono particolari skill per utilizzare la nostra piattaforma e, in ogni caso, per qualsiasi eventuale difficoltà sopperiamo noi. Un eventuale basso livello di digitalizzazione dei nostri interlocutori non costituisce un ostacolo, tenuto conto che ciò che li spinge a contattarci quasi sempre sono i tempi d’attesa eccessivi del sistema creditizio classico.

Un’istruttoria bancaria può durare anche dei mesi, mentre da noi tendenzialmente è sufficiente una settimana”, dice ancora D’Ambrosio. Una differenza dovuta anche alla piattaforma digitale messa a disposizione da CrescItalia per supportare tutte le fasi del processo di finanziamento: dall’onboarding del flusso documentale a tutte le fasi di gestione che seguono.

Finanza alternativa, un tassello in più dell’ecosistema: l’open banking

L’interazione tra i vari strumenti consente alle aziende di tenere sotto controllo facilmente il ciclo di liquidità e garantisce un’operatività complessiva più fluida. Ma CrescItalia sta compiendo un ulteriore passo affinché l’ecosistema del credito all’interno della finanza alternativa non preveda alcun ostacolo e sia senza soluzione di continuità. Per questo, si rivela fondamentale l’open banking.

Si tratta di un altro ramo di attività su cui la fintech si sta impegnando per poter accedere a tutti i conti correnti europei – previa autorizzazione dei rispettivi titolari. “Le aziende potranno consultare in modalità aggregata tutti i loro dati bancari e le loro transazioni. In quest’ottica, integrazione, quadratura e rendicontazione della fatturazione elettronica che passa dall’ERP diventeranno un tutt’uno – chiosa Valentina D’Ambrosio – e adesso stiamo lavorando all’interfaccia e ci stiamo focalizzando sulle questioni di sicurezza e sui meccanismi di autorizzazione”.

L’implementazione del modulo di open banking nella piattaforma di CrescItalia consentirà ai partner della fintech di avere una visione completa, aggregata e in tempo reale dei conti correnti di tutti i propri clienti e di automatizzarne la ricezione e lo scaricamento dei dati, così da realizzare report puntuali e sempre aggiornati e ridurre al minimo la possibilità di errore.

Allo stesso modo, la valutazione e il monitoraggio sul rischio saranno più accurati e permetteranno di offrire condizioni migliori a tutti i clienti di CrescItalia. Le piccole e medie imprese potranno beneficiare di qualche punto in meno in termini di costo del denaro, mentre i clienti istituzionali potranno godere di un abbassamento del costo del rischio. In particolare, le prime potranno usufruire gratuitamente di questo servizio con accesso sicuro ai propri conti e la possibilità di ottenere analisi aggregate, suddivise per cluster, di tutte le transazioni, nonché – a coronamento di un’offerta di finanza alternativa che aiuta ad avere il pieno controllo sui conti – un sistema di alerting che segnala per gli eventuali scostamenti.

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