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Open innovation, 10 startup italiane che aiutano a gestire meglio l’energia

08 Nov 2017

Smart Energy è stato il tema del secondo workshop dell’Osservatorio Startup Intelligence del Politecnico di Milano. Durante l’incontro sono state presentate alcune delle imprese che hanno sviluppato soluzioni innovative in ambito energetico. Ecco quali sono e che cosa fanno

Qualche giorno fa sulla propria pagina Facebook Stefano Mainetti, consigliere delegato di PoliHub, commentava la notizia secondo cui il futuro di Tesla  sarebbe meno roseo di quanto oggi spesso siamo tentati a credere, complice una trimestrale tutt’altro che positiva. Secondo i dati presentati da Musk e soci, infatti, Tesla ha concluso il periodo luglio-settembre 2017 con una perdita di 619 milioni di dollari, pari a – 2,92 dollari per azione. «Storytelling e suggestioni non bastano più». Scrive Mainetti sul social network. «Alla fine si tratta di produrre quanto promesso. Si tratta di fare industria. E i parametri per valutare l’industria, ancorché piuttosto miopi, esistono da tempo. Per Tesla siamo al dunque».

È un po’ lo stesso concetto che Mainetti ha ribadito in occasione del secondo workshop dell’Osservatorio Startup Intelligence del Politecnico di Milano, dedicato al tema della Smart Energy, che si è svolto martedì 7 novembre a Milano. Perché il business dell’energia, in cui Tesla è ampiamente coinvolta (ricordate la Giga Factory?), mette sul piatto opportunità significative per le startup di tutto il mondo. In altre parole – citando ancora Mainetti – siamo al dunque anche per quanto riguarda l’imprenditoria innovativa.

A questo proposito la fotografia scattata dall’Osservatorio mette in luce un divario significativo, in materia di investimenti ricevuti, tra le startup italiane e quelle straniere. Eppure non mancano, nel nostro Paese, esempi di realtà imprenditoriali che possono dire la loro nel campo energetico. Alcune tra queste, dieci per la precisione, sono state presentate proprio durante il workshop dell’Osservatorio Startup Intelligence. Peraltro, la mission di questa iniziativa è favorire, in ottica di open innovation, la contaminazione tra il mondo delle startup digitali e le imprese che puntano sull’innovazione come un fattore critico di successo. Ecco, quindi, quali sono le startup italiane da tenere d’occhio in ambito smart energy.

Almadom.us
Fondata nel 2015 da Marco Zanchi e Alessandro Benedetti, ha realizzato un dispositivo di home automation (Domoki) che, sfruttando le moderne tecnologie utilizzate anche nei cellulari, è installabile al posto dei normali interruttori della luce e può implementare alcune funzionalità della Smart Home. Ogni dispositivo, ad esempio, può controllare fino a tre apparecchiature elettroniche contemporaneamente (luci, tapparelle, termostato). Ad oggi ha ricevuto investimenti per 568mila dollari.

Drone Radio Beacon
Nasce nel 2015 su iniziativa di Diego Piazza, Giuseppe Mena e Luca Reggiani. Propone un sistema progettato per le ispezioni autonome di droni in impianti di energia rinnovabili e di linee elettriche. Il sistema è in grado di guidare localmente un drone con una precisione nell’ordine di centimetri. La soluzione comprende stazioni di terra dotate di un sistema di antenne comunicanti con l’algoritmo di posizionamento del drone.

Enerbrain
Fondata da 4 cervelli in fuga nel 2015, Enerbrain si pone l’obiettivo ambizioso di aumentare l’efficienza energetica e la qualità dell’aria in edifici già esistenti. In che modo? Installando sensori connessi all’interno di un edificio, capaci di rilevare in tempo reale una serie di dati ambientali, dalla temperatura alle emissioni CO2, e trasmetterli al sistema informatico. Grazie all’utilizzo di una centralina connessa, inoltre, è possibile modificare gli stessi parametri, riducendo gli sprechi e migliorando l’aria all’interno degli ambienti.

Evja
Attiva nel settore della smart agriculture, ha sviluppato Opi un sistema che permette di ricorrere a modelli previsionali allo scopo di prevenire l’insorgere di agenti patogeni e rendere più efficienti potatura, irrigazione e gestione delle piantagioni. Fondata a Napoli nel 2015, ha ricevuto un investimento a giugno 2017 di cui però non si conosce l’importo

Midori
Startup torinese fondata nel 2011 ha sviluppato Ned, una soluzione in grado di identificare quali elettrodomestici sono in funzione e quanta energia consumano, grazie a un unico dispositivo che si collega al contatore o al quadro elettrico.

PhPower
Altra startup torinese. Fondata nel 2013 propone soluzioni per la gestione intelligente dei consumi energetici in ambito industriale e commerciale. In che modo? Tramite una piattaforma IoT che fornisce dettagli sui consumi di macchinari e impianti. A maggio 2017 ha ricevuto un investimento da 420mila dollari.

Sense4Green
È una startup bolognese, fondata nel 2014, che offre sistemi intelligenti a basso costo che migliorano le prestazioni delle infrastrutture idriche, utilizzando tecnologie di rilevazione e di analisi in real-time

Sentetic
La piattaforma hardware/software sviluppata da Sentetic, nata nel 2014, analizza i dati di funzionamento delle macchine industriali. Grazie all’utilizzo di algoritmi di machine learning e artificial intelligence, è in grado di stimare la probabilità di guasto e di prevenire i blocchi della produzione dovuti alle anomalie

SmartDhome
Startup milanese attiva dal 2014, ha realizzato MyVirtuoso un sistema di domotica senza fili per creare scenari e regolo in grado di tenere monitorati i consumi di gas ed elettricità.

Zaphiro Technologies
La neonata Zaphiro Technologies ha l’obiettivo di migliorare l’affidabilità delle infrastrutture energetiche grazie a sensori, controller e software di automazione, ottimizzando la gestione dei sistemi di alimentazione elettrica a media e bassa tensione.

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Fabrizio Marino
Giornalista

Sono stato responsabile della sezione Innovazione e Tecnologia de Linkiesta, ho gestito la comunicazione di Innogest, sono Content Creator per PoliHub. Per EconomyUp mi occupo di innovazione e startup.

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