TECNOLOGIA SOLIDALE

Mamma Maria, 90 anni, e quella chat WhatsApp che tiene unita tutta la famiglia



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A 90 anni Maria Calafiori usa WhatsApp per coltivare relazioni, memoria e autonomia. La sua storia mostra il volto più umano della tecnologia: non prestazione, ma presenza. Un digitale semplice, utile, capace di accorciare le distanze e combattere la solitudine

Pubblicato il 8 mag 2026

Antonio Palmieri

Fondatore e presidente di Fondazione Pensiero Solido



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A 90 anni, Maria Calafiori usa WhatsApp per tenere unita una famiglia intera e lo fa con una grazia che molti di noi hanno dimenticato, nella frenesia dell’uso quotidiano del digitale.

Ho conosciuto la sua storia proprio mentre stavo pensando a come unire festa della mamma e tecnologia. Francesco Benvenuto, nella vita direttore Relazioni Istituzionali di Cisco, mi ha mandato, con motivato orgoglio, un messaggio con la foto di sua mamma intenta a mandare il suo consueto messaggio alla chat WhatsApp di famiglia, “Noi Tutti”. Così ho scoperto la vicenda (straordinaria?) di mamma Maria.

Maria Calafiori è nata il 19 febbraio 1936, quindi ha 90 anni compiuti. Maestra elementare, vedova, ha tre figli, sei nipoti, una bisnipote. Ha iniziato a usare di sua iniziativa lo smartphone una quindicina di anni fa, quindi a 75 anni. Non ha mai usato il pc e, per i suoi 90 anni, ha chiesto ai figli un tablet in regalo. Naturalmente, la richiesta è stata esaudita, quindi ora lei usa tablet e smartphone.

Whatsapp e il digitale semplice

“Usa soprattutto whatsapp – mi dice Benvenuto – per mantenersi in contatto con tutti i suoi figli e nipoti. Solo testi scritti e foto: non usa le video chiamate perché non vuole farsi trovare in disordine. La mamma è completamente autonoma, molto curiosa, si documenta e approfondisce tramite il digitale i temi di suo interesse, soprattutto religiosi e politici. Usa le mappe, apprezza molto quando riceve foto da località a lei sconosciute. Nel gruppo WhatsApp “Noi Tutti” è la prima a fare gli auguri di compleanno e onomastico e a condividere la sua gioia per ogni bella ricorrenza”.

Come si può vedere, si tratta di un uso del digitale “semplice”, a misura dell’età e degli interessi personali. Il digitale non la travolge, Maria lo governa e lo usa alle sue condizioni, vale a dire per ridurre di molto le distanze con i familiari senza essere invasiva.

Un utilizzo che soddisfa basilari necessità di relazione e di cura dei propri interessi, lo stesso utilizzo che stiamo riscontrando nel quartiere Corvetto a Milano, nel corso di formazione all’uso dello smartphone per persone anziane, realizzato dalla cooperativa “La Strada” con la Fondazione Pensiero Solido. Niente frenesia, niente prestazioni: solo relazioni, autonomia, dignità.

La longevità è un tema di relazioni

La longevità non è un tema tecnologico: è un tema di relazioni. Quando si parla di longevità e digitale alla fine di questo si parla: usare strumenti tecnologici per aumentare la possibilità di condurre una vita piena di relazioni e di interessi, vale a dire umana.

Ne è un commovente esempio cosa ha scritto Maria nel gruppo di famiglia quando si era appena trasferita a Diamante, poco prima dei suoi 90 anni: “Carissimi, nella mia casa di Diamante, da me voluta quando è nata Antonella, dove vedo incontrare il mare con il cielo, dove sono in vacanza anche senza uscire di casa, mi sento in un vero angolo di Paradiso.

Qui dove il sole splende e il mare mi rinfresca, sento l’aria pulita e la brezza a tutte le ore.

Sento forte l’essenza delle mie radici, della mia infanzia, dell’amore per Giovanni e di Giovanni, che mi accompagna per tutta la vita.

Qui ho trascorso i miei momenti più belli e li sto rivivendo uno ad uno.

È un luogo magico dove mi sento in armonia con me stessa e con il mondo.

Sento presenti i miei genitori e tutte le persone care che mi hanno voluto bene e le mie sorelle a pochi passi da me.

Vedo Teresa stare meglio e ne sono molto felice. Abbiamo trovato una bravissima donna che ci aiuta e noi dobbiamo solo riposarci e godere di tutto questo.

Gioisco con la benedizione del Signore, che ha voluto che fossi qui. Pensatemi felice”.

Questo messaggio non cambia il mondo. Però cambia il mondo di Maria e dei suoi familiari e lo fa attraverso una chat. Il digitale non deve stupire, deve servire. Quando serve a far sentire qualcuno più vicino, ad avvicinare le persone e a sconfiggere malinconia e solitudine allora è tecnologia solidale.

Buona festa della mamma!

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