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Tecnologia solidale

Il cavaliere che aiuta a saltare gli ostacoli quotidiani

17 Apr 2015

Ferdinando Acerbi, ex atleta olimpico di equitazione, dopo un incidente che ha compromesso l’uso delle gambe, ha fondato Henable.me. La startup, incubata da H-Farm, ha lanciato un’app per semplificare l’accesso alle zone ZTL in tutta Italia

Ferdinando Acerbi, fondatore di Henable.me
«Sono un innovatore “sociale”. Dunque creo prodotti che usando il digitale diano soluzione ad alcuni problemi quotidiani delle persone disabili». Così si presenta Ferdinando Acerbi, fondatore di Henable.me #digitalmenteabili.

Ferdinando, ex atleta azzurro di equitazione (ha partecipato alle selezioni dei giochi di Seul, Barcellona e Atlanta), fa l’istruttore subacqueo e lo skipper. Nel 2004 un incidente iperbarico gli compromette l’uso delle gambe.

La disabilità lo fa riflettere su quante siano le barriere, fisiche ma non solo, che una persona diversamente abile è costretta a fronteggiare nella propria quotidianità.

Essendo un tipo testardo ed entusiasta, fa di necessità virtù. L’ostacolo deve diventare una rampa di lancio, non una barriera insormontabile. Così, dopo un percorso di formazione, fonda H-enable S.r.L., società nata ed incubata in  H-Farm, con l’obiettivo di trasformare la sua esperienza in una opportunità imprenditoriale per sè e per altre persone disabili. 

Il primo prodotto è Henable ZTL, app per smartphone che semplifica l’accesso alle zone ZTL. Quando la persona disabile va in un comune diverso da quello di residenza deve richiedere un’autorizzazione specifica per poter transitare nelle zone a traffico limitato. Henable ZTL consente di richiedere l’autorizzazione di transito in pochi passaggi. Questa app si scarica gratuitamente e l’abbonamento costa 3,50 euro all’anno. 

«Henable ZTL – dice Ferdinando – continua ad essere distribuita con ritmi di circa 50 download al mese, cosa che ci ha permesso di avere sempre più municipalità aderenti. Ora, con l’aiuto dei digital champion, stiamo operando un ulteriore censimento sul territorio per evidenziare in quali comuni italiani sia richiesto alla persona disabile il pagamento del parcheggio qualora non occupasse stalli a lei riservati. Integreremo questa info nell’app, in modo che possa diventare sempre più esaustiva».

Questo è il primo passo del progetto  Henable.me, piattaforma di discussione e raccolta di idee, consigli, feedback. L’obiettivo è la ricerca di soluzioni digitali a problemi concreti della vita quotidiana delle persone disabili, realizzate in base alle loro stesse segnalazioni.

«Noi disabili – è la “filosofia” di Acerbi – siamo una comunità con esigenze specifiche. Dobbiamo farci sentire, proporre soluzioni che siano funzionali per noi e, di conseguenza, buone e utili per tutti. La mia idea è di costruire una comunità attiva, che genera soluzioni concrete. Prodotti concreti, “piccole” cose che però realizzano grandi miglioramenti nella vita quotidiana di tutti». 

La piattaforma sarà a breve online con la nuova versione, che tra le altre cose conterrà un motore di ricerca verticale, indicizzato su tutti i comuni italiani, che per parola chiave restituisce come risultato i contenuti relativi alla disabilità. Questo prodotto potrebbe essere embeddato nei siti delle varie municipalità e diventarne la sezione “accessibile”, con contenuti aggiornati automaticamente. 


Insomma, un continuo fermento: «Esatto. Abbiamo da poco anche fondato una cooperativa, di cui è presidente Roberto Scano, per continuare il nostro lavoro di digitalizzazione di servizi per persone con disabilità e avviare anche processi di reinserimento lavorativo di persone svantaggiate».

Da cosa nasce cosa, dunque. A tal proposito Ferdinando Acerbi è da gennaio ufficialmente entrato a far parte del team dei Digital Champion locali. Con questo ruolo, a partire dal suo territorio, Ferdinando stimola la comunità locale per promuovere l’inclusione dei diversamente abili, incentivandone l’imprenditorialità, perché possano essere protagonisti del proprio destino. Questo è ciò che sta facendo Ferdinando Acerbi, che ha fatto della sua disabilità il cavallo da portare alla fine del percorso a ostacoli. Del resto, un campione di equitazione gli ostacoli è abituato a saltarli… 

 

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