Tesla, i numeri che spiegano perché porterà scompiglio nell'industria dell'auto | Economyup
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Tesla, i numeri che spiegano perché porterà scompiglio nell’industria dell’auto

di Luciana Maci

23 Gen 2017

La società di Elon Musk annuncia nuovi modelli e punta all’espansione anche in Italia. Molti sono ancora scettici sul suo futuro, ma l’azienda sta lavorando a una costante riduzione dei prezzi delle batterie, che sono continuamente in calo. Così l’auto elettrica più cool del momento potrà presto cominciare a correre…

Il futuro dell’auto elettrica è già qui…ma costa ancora troppo. Di recente Tesla Motors, società statunitense dell’automotive e dell’energia capitanata dall’eclettico imprenditore Elon Musk, ha inaugurato una nuova concessionaria a Milano, in piazza Gae Aulenti, e ha proposto anche agli italiani l’acquisto di alcuni modelli in leasing. Ma i prezzi (dai 25mila euro in su) non sono ancora particolarmente appetibili per il mercato di massa. Per questo una parte degli analisti è scettica su una rapida affermazione di questo tipo di autovetture. Altri invece sono convinti che l’automobile elettrica avrà un impatto sempre più pesante sull’industria automobilistica tradizionale e, a conferma della loro tesi, sottolineano un indicatore significativo, ovvero il calo costante del prezzi delle batterie, che dovrebbe a sua volta contribuire alla riduzione dei prezzi delle auto. A guidare questa rivoluzione è appunto Tesla Motors,che progetta, produce e vende veicoli elettrici. Tesla ha recentemente annunciato due nuove versioni di due suoi modelli e sta pensando di aprire una seconda fabbrica europea a Parigi, dopo quella in Olanda a Tillburg. Ma punta anche sull’Italia: oltre all’apertura del nuovo punto vendita milanese, ha fatto installare finora un migliaio di Destination Charger (punti di ricarica presso hotel, parcheggi, centri commerciali e ristoranti) in Europa, 170 dei quali nel nostro Paese (principalmente al Nord e al Centro). A imprimere un’accelerazione all’affermazione dell’auto elettrica in Italia e nel resto del mondo potrebbe essere dunque il graduale ma – sembra – inarrestabile calo dei prezzi delle batterie, sceso dai 1000 dollari per kWh del 2010 ai 227 di oggi. Questo, come rileva un’analisi di Business Insider, dovrebbe tradursi in un costo complessivo delle vetture più accessibile rispetto a quello attuale. Non a caso, come rilevato da un recente report di McKinsey, l’elevato prezzo delle auto elettriche è il primo ostacolo al loro acquisto. Caduta questa barriera, il mercato potrebbe rapidamente espandersi, facendo da innesco della disruption di quella parte dell’industria automobilistica che non ha saputo ancora innovarsi. Ma vediamo qual è lo scenario attuale.

Chi è Elon Musk e perché ha puntato (anche) sull’auto elettrica – Nato nel 1971 a Pretoria (Sudafrica) e naturalizzato americano, Elon  Musk è conosciuto soprattutto per aver creato e guidato la Space Exploration Technologies Corporation (SpaceX), azienda aerospaziale statunitense con sede a Hawthorne, Usa, di cui è amministratore delegato e Cto (Chief Technology Officer). È inoltre presidente di SolarCity,  compagnia specializzata in prodotti e servizi legati al fotovoltaico, e ha cofondato PayPal, il principale sistema di pagamento via internet del mondo. Musk ha co-fondato Tesla Motors nel 2003 a Palo Alto (California).

L’auto elettrica è ferma ma Elon Musk sta costruendo la fabbrica di batterie più grande del mondo. Perché?

Tesla, la storia e un po’ di numeri – La società ha conquistato i riflettori sfornando la prima automobile elettrica, la Tesla Roadster, un modello sportivo. Il secondo modello, la Model S, rivolto al mercato luxury, è stato costruito nella Tesla Factory in California nel 2012: nel 2015 è risultato il veicolo elettrico più venduto e a novembre 2016 ha toccato il record di 150mila unità vendute. Intanto a febbraio 2012 era uscito il terzo prodotto dell’azienda: la Tesla Model X, che si presenta come un SUV. Il 31 marzo 2016 è stata presentata la Tesla Model 3, primo modello della casa destinato ad un pubblico più vasto. Di recente Tesla ha reso noto l’arrivo di due nuove versioni delle Model S e X, che rilanciano ulteriormente la sfida nell’ambito dell’autonomia con 100 kWh di batterie, puntando maggiormente sulla possibilità di percorrere più chilometri. Tesla ha chiuso il 2016 immatricolando 76.230 vetture, rimanendo sotto l’obiettivo originario fissato ad oltre 80 mila unità, pur aumentando i volumi del 51% rispetto al 2015. La crescita è stata determinata dal primo anno a regime del suv Model X, il mancato raggiungimento del target si deve invece ad alcuni problemi tecnici che hanno causato ritardi nelle consegne. L’azienda californiana è ora concentrata sullo sviluppo della sua vettura più economica, la Model 3.

La questione prezzi – Stanno scendendo i prezzi delle batterie delle auto elettriche: questo è un fatto. Secondo una stima di Bloomberg New Energy Finance, pubblicata da McKinsey, il prezzo medio di un pacco di batterie per auto è sceso dai 1000 dollari per kWh del 2010 ai 227 di oggi. Che differenza fa per il prezzo complessivo di un’auto elettrica? Una differenza notevole. Se prendiamo per esempio in considerazione la Tesla Model S, l’auto elettrica attualmente a più popolare negli Usa con una capacità della batteria dai 75 a 100 kWh, la batteria della macchina adesso viene a costare 23mila dollari, rispetto ai 100mila dollari di un paio di anni fa. (Qui il grafico di Statista)

Infographic: Can Falling Battery Prices Push Electric Cars? | Statista

 

Gli ostacoli – Tutto questo, però, va letto in prospettiva perché, allo stato attuale, le vendite di veicoli elettrici sono ancora relativamente basse per una serie di motivi. Secondo la ricerca condotta da McKinsey su potenziali acquirenti di questi autoveicoli negli Stati Uniti e in Germania, il 25% vede come principale ostacolo il prezzo troppo elevato, il 24% il tempo medio di percorrenza prima che le batterie si scarichino e il 18% pensa alla questione legata alla ricarica. Inoltre McKinsey nota che solo “la metà” dei consumatori in Germania e Usa comprende effettivamente come funziona un’auto elettrica e il numero di stazioni di ricarica è ancora effettivamente basso.

Tesla e l’Italia – A fine dicembre Tesla ha inaugurato il suo nuovo punto vendita a Milano, in piazza Gae Aulenti 4, dopo aver chiuso quello aperto nel 2011 in via Cerva. L’operazione rientra nella strategia di crescita elaborata dal marchio statunitense, che dovrebbe lanciare nel 2018 la berlina Model 3 e punta ad incrementare sensibilmente il numero di auto vendute a livello globale: il suo amministratore delegato, Elon Musk, ha annunciato di voler tagliare fra due anni il traguardo delle 500.000 vendite l’anno. La crescita dovrebbe essere trainata proprio dalla Model 3, più economica rispetto agli altri modelli.  L’azienda ha bisogno perciò di nuovi spazi e maggiore visibilità, anche in Italia. Nel nostro Paese i concessionari ufficiali Tesla sono a Milano, Padova e Bolzano. Inoltre la società ha annunicato anche per gli italiani la possibilità di stipulare un contratto di leasing per avere una vettura completamente elettrica a scelta tra Model S e Model X.  

 

Luciana Maci

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale

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