Nel dibattito sulla diffusione dell’auto elettrica in Italia ed Europa si continua spesso a parlare di incentivi, infrastrutture e autonomia. Tutti elementi importanti, ma non sufficienti a spiegare perché la transizione proceda con tanta difficoltà in Paesi come l’Italia. I dati UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri, l’Associazione delle Case automobilistiche estere che operano in Italia nella distribuzione e commercializzazione di autovetture) mostrano infatti un nodo strutturale molto più semplice: l’elettrico è arrivato tardi – e in modo sbilanciato – proprio nei segmenti dove invece si concentra la domanda reale.
IL FOCUS
Elettrico e mercato reale: in Italia la svolta passa da city car e utilitarie
La mobilità elettrica di massa non passerà dai SUV premium, ma dalle utilitarie e dalle compatte, segmenti che concentrano la domanda effettiva. L’Italia non l’aveva capito. Ma il 2025 è stato il primo anno in cui ha cambiato direzione. La lettura dei dati UNRAE
Professore ordinario di Chimica all’Università di Milano-Bicocca

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