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L’algoritmo legge l’82% delle targhe invisibili: così l’AI ridisegna le autostrade senza casello



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La transizione digitale delle infrastrutture italiane accelera grazie all’intelligenza artificiale e alla tecnologia V2X, ridefinendo la gestione dei transiti autostradali, la manutenzione delle batterie elettriche e la governance delle grandi flotte aziendali

Pubblicato il 30 giu 2026



Come il casello delle autostrade cambia con l’AI
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La digitalizzazione delle reti di trasporto nazionali sta vivendo una fase di profonda accelerazione strategica, in cui la connettività di bordo si unisce alla sensoristica di terra per ridefinire i flussi di traffico e la sicurezza delle infrastrutture. I dati raccolti ed esaminati dall’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility presso il Politecnico di Milano evidenziano come la transizione verso sistemi stradali evoluti non sia più una scommessa teorica, ma una realtà industriale consolidata che coinvolge concessionarie, partner tecnologici e amministrazioni locali. Al centro di questo cambiamento radicale vi è la necessità di strutturare un dialogo bidirezionale continuo tra il conducente e il gestore della rete, trasformando la vecchia concezione di asfalto in un ecosistema digitale integrato in grado di ottimizzare la gestione stradale.

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I partecipanti al convegno dell’Osservatorio

Come si sta muovendo l’italia verso il modello di smart road tra infrastrutture e connettività

La modernizzazione delle infrastrutture del Paese richiede lo sviluppo coordinato di una rete capace di accogliere vetture automatizzate e di scambiare informazioni in tempo reale. Per raggiungere un simile traguardo, le aziende della filiera stanno investendo nella costruzione di un’architettura tecnologica complessa che connetta fisicamente i mezzi in circolazione con i centri di controllo remoti. Marta Lamanna, Connected Mobility System Engineer di Sinelec (Gruppo ASTM), evidenzia come l’obiettivo principale consista nel supportare sia le concessionarie interne sia i soggetti esterni nell’implementazione di soluzioni concrete sul territorio, creando progressivamente tutti i tasselli di una catena del valore che parte direttamente dal veicolo connesso e si estende fino alla sala radio.

Il ruolo del decreto ministeriale settanta per la diffusione dei sistemi its

Le linee guida nazionali per la trasformazione digitale delle strade trovano il proprio fulcro normativo e operativo nel Decreto Ministeriale 70, un testo fondamentale che disciplina la progressiva diffusione dei sistemi di trasporto intelligenti (ITS) e delle soluzioni legate al concetto di smart road. L’applicazione di questa normativa spinge i gestori autostradali ad adottare piattaforme avanzate per il monitoraggio e la gestione del traffico. Attraverso lo sviluppo e l’implementazione di applicazioni dedicate e di unità di bordo (On-Board Unit, OBU) dotate di tecnologia di connessione a corto raggio, gli operatori stradali possono oggi verificare sul campo l’efficacia dei sistemi di comunicazione, segnalando tempestivamente anomalie e turbative della viabilità direttamente alla sala operativa centrale.

Come l’intelligenza artificiale trasforma la gestione dei transiti nelle autostrade senza casello

L’eliminazione delle barriere fisiche rappresenta una delle innovazioni più rilevanti per garantire fluidità e sostenibilità ai trasporti moderni, ma introduce sfide complesse sul piano del tracciamento e della trasparenza tariffaria. L’integrazione di algoritmi avanzati consente di superare i limiti strutturali delle vecchie tecnologie di rilevamento. Federica Capuzzo, Direttore Processi e Tecnologie in Autostrada Pedemontana Lombarda, spiega che le infrastrutture autostradali stanno affrontando investimenti mirati a potenziare le capacità di calcolo ed elaborazione dei dati per ottimizzare i processi di esazione, offrendo al contempo una migliore esperienza di viaggio all’utente finale.

Il caso di autostrada pedemontana lombarda e l’ottimizzazione dei portali tecnologici

L’autostrada A36, gestita da Autostrada Pedemontana Lombarda, si distingue nel panorama nazionale per una duplice natura: una quota parte della tratta è già pienamente operativa e in gestione, mentre un’altra parte risulta ancora in fase di costruzione. La vera peculiarità della struttura risiede però nel suo modello di esazione interamente basato sul sistema free flow. La circolazione avviene senza la presenza di tradizionali caselli autostradali, sostituiti da portali tecnologici sotto i quali le vetture transitano liberamente. Il meccanismo prevede lo scatto di fotografie anteriori e posteriori del veicolo per derivare la targa, l’identificativo di transito e il profilo del proprietario.

Tuttavia, fattori esterni possono compromettere la nitidezza delle immagini. Per risolvere questa criticità, la società ha avviato un piano di revamping tecnologico introducendo un algoritmo di intelligenza artificiale appositamente condizionato. Questa soluzione ha permesso di raggiungere una performance dell’ottantadue per cento nella lettura delle targhe originariamente illeggibili e, parallelamente, una correttezza dell’ottantadue per cento nella classificazione della classe del veicolo. L’automazione del processo ha ridotto la mole di dati che gli operatori dell’enforcement dovevano processare manualmente, consentendo un riposizionamento del personale su attività aziendali a maggior valore aggiunto.

Dal cell broadcasting al dialogo diretto con il veicolo connesso

La totale assenza di barriere fisiche può generare un problema di percezione nell’automobilista, il quale spesso attraversa la tratta senza rendersi conto di trovarsi su una strada a pagamento, rimanendo sbalordito al momento della ricezione della richiesta di saldo tramite l’ID di transito. Nonostante la presenza di una cartellonistica stradale estesa e dettagliata, la concessionaria sta cercando di sviluppare nuovi canali di comunicazione diretta per aumentare la consapevolezza degli utenti.

Le opzioni attualmente al centro dello sviluppo industriale si dividono tra l’adozione del sistema di cell broadcasting e l’integrazione della tecnologia V2X (Vehicle-to-Everything). Come confermato da Federica Capuzzo: “Il progetto prevede o di andare verso il cell broadcasting oppure verso il V2X. Stiamo cercando di definire meglio il tutto perché ci sono una serie di vincoli normativi (di cui si è parlato durante la mattinata) che effettivamente ci stanno creando dei problemi, ma che comunque siamo certi di poter superare.”. L’interlocuzione costante con partner istituzionali punta a superare questi ostacoli in tempi brevi, garantendo un incremento sostanziale della trasparenza commerciale lungo la rete.

La tecnologia di comunicazione tra veicolo e infrastruttura tra tratte autostradali e nodi urbani

Lo sviluppo delle infrastrutture di tipo smart road richiede l’estensione dei servizi digitali oltre i confini delle reti extraurbane, creando un’architettura unificata capace di operare sia sulle grandi direttrici sia all’interno dei centri cittadini. La connettività cooperativa (C-ITS) rappresenta lo strumento ideale per unire questi due mondi, garantendo che le informazioni viaggino istantaneamente tra i computer di bordo delle auto e le sale di controllo operative.

Lo stato dell’arte della copertura sulla torino milano e l’integrazione con le sale radio

Sul fronte della sperimentazione e della messa in produzione delle tecnologie a corto raggio, la tratta pilota della A4 Torino-Milano, gestita dalla concessionaria SATAP, costituisce uno dei banchi di prova più avanzati d’Europa. Marta Lamanna evidenzia che sul tracciato autostradale è stata già raggiunta una copertura compresa tra il sessanta e il settanta per cento lungo tutta la tratta, con l’obiettivo dichiarato di completare l’intera estensione nel minor tempo possibile. La tecnologia si basa sull’installazione di Roadside Unit (RSU) posizionate a bordo strada, ma la piattaforma C-ITS proprietaria di Sinelec, denominata EMERAS, è stata predisposta anche per il canale a lungo raggio.

Questa flessibilità permette di sfruttare la rete cellulare standard per propagare i messaggi e gli eventi di viabilità a una platea più ampia di utenti. La piattaforma è dotata nativamente di interfacce di comunicazione che dialogano con le sale radio centrali attraverso API dedicate o mediante il protocollo standard Datex II, completando lo scambio informativo e riducendo drasticamente i tempi di reazione delle sale operative in caso di incidenti o rallentamenti. Per accelerare la diffusione sul mercato di massa, Sinelec sta inoltre finalizzando una collaborazione strategica con un importante carmaker europeo, un accordo mirato a rendere operativi i servizi digitali direttamente sul parco auto circolante e sui modelli attualmente in produzione.

Le sfide dell’ecosistema digitale nel passaggio dai corridoi extraurbani alla città

La flessibilità di una piattaforma C-ITS si misura nella sua capacità di adattarsi a contesti stradali differenti. Una delle principali sfide ingegneristiche affrontate dai tecnici ha riguardato proprio l’adattamento di un sistema software originariamente concepito e sviluppato per la gestione autostradale, trasferendolo all’interno del perimetro urbano. Questa transizione è stata testata a Torino, grazie a una collaborazione tra Sinelec, la società 5T e il Comune di Torino, nell’ambito del progetto Automove incentrato sulla mobilità autonoma.

Attraverso l’installazione di ventotto unità RSU sia nel centro cittadino sia nei nodi strategici di ingresso e uscita connessi alla tangenziale, la piattaforma ha permesso di inviare le fasi semaforiche direttamente al computer di bordo di una navetta autonoma. I test effettuati, estesi anche ai progetti SHOW e SCALE, hanno confermato un’estrema precisione nella geolocalizzazione degli eventi stradali e un netto miglioramento delle tempistiche operative, confermando l’efficacia del modello. Nelle parole di Marta Lamanna emerge chiaramente la portata della tecnologia: “Aver dato agli operatori stradali la possibilità di sperimentare già il V2X permette loro di capire il potenziale di questa tecnologia e di riscontrarne loro stessi i benefici.”.

Il valore dei dati predittivi per ottimizzare le flotte aziendali e la ricarica

La disponibilità di una mole enorme di dati generata dai veicoli connessi apre scenari inediti per l’efficientamento operativo delle imprese e per la gestione della mobilità privata. Il passaggio cruciale consiste nel superare la vecchia visione del dato puramente statico, limitato a mostrare la condizione del veicolo in un determinato istante, per muoversi verso un utilizzo proattivo delle informazioni raccolte in cloud. Giuseppe Morleo, Manager presso Storm Reply, sottolinea che il vero valore di business risiede nella capacità di personalizzare i messaggi e le notifiche, traducendo i parametri ingegneristici in indicazioni d’uso immediate e su misura per l’utente.

Lo strumento del battery coach per supportare il guidatore e superare l’ansia da autonomia

L’adozione dei veicoli elettrici trova ancora oggi una barrera psicologica e tecnica legata alla durata delle batterie e ai timori sulla percorrenza massima. Per rispondere a questa specifica esigenza di mercato, i team di sviluppo hanno realizzato un progetto denominato Battery Coach. Questa soluzione raccoglie i dati provenienti direttamente dal veicolo, monitora lo stato della batteria e analizza lo stile di guida dell’utente, trasformando queste informazioni complesse in consigli semplici, pratici e intuitivi.

Come spiegato da Giuseppe Morleo: “L’obiettivo di questo progetto non era mostrare numeri, informazioni statiche o tecniche, ma andare in qualche modo a migliorare la vita del guidatore fornendo suggerimenti utili su come caricare il veicolo, quando e come farlo, al fine di migliorare nel tempo la durata utile della batteria e cercare di ridurre quell’ansia da autonomia.”.

La personalizzazione del messaggio permette di inviare notifiche nel momento esatto in cui l’utente ne ha bisogno, consolidando la fiducia del consumatore nei confronti della transizione elettrica e offrendo dati preziosi ai reparti aziendali di ingegneria, qualità e post-vendita (aftersales) per progettare soluzioni vicine alle reali aspettative del mercato. Inoltre, le sperimentazioni in corso includono progetti di ricerca volti a prevedere le intenzioni di ricarica del guidatore, così da attivare in anticipo i sistemi di precondizionamento termico della batteria e massimizzare l’efficienza energetica durante la sosta alla colonnina.

Le piattaforme digitali per la governance e l’efficientamento dei veicoli commerciali

La connettività trova un’applicazione fondamentale nei sistemi di Fleet Management dedicati alle flotte aziendali, in particolare per quelle imprese che gestiscono la transizione verso la mobilità a zero emissioni. La gestione quotidiana di un parco auto elettrico comporta la necessità di monitorare i veicoli, i conducenti, le sessioni di ricarica e i tetti massimi di spesa, coordinando l’erogazione delle card per l’avvio della ricarica. Le soluzioni sviluppate integrano dashboard intuitive e sistemi di reportistica avanzati, garantendo alle aziende un processo di governance trasparente ed efficiente.

Nel comparto dei veicoli commerciali e dell’aftersales, l’obiettivo strategico consiste nel creare una piattaforma unificata e scalabile capace di far dialogare i dati del mezzo, i servizi cloud, i sistemi aziendali esterni e gli strumenti di intelligenza artificiale. Questo approccio integrato abbatte i tempi legati alle operazioni manuali e innalza l’efficienza della catena logistica, dimostrando come la collaborazione tra partner tecnologici e utenti di business rappresenti la vera chiave per estrarre valore concreto dalle infrastrutture stradali di nuova generazione.

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