C’è grande fermento, anche nel mondo delle startup, per il quantum computing o calcolo quantistico. Ma chi se ne occupa in Italia? Dove si fa ricerca sull’hardware e sul software? Ecco la mappa preparata da EconomyUp.
Collocata all’incrocio tra informatica, fisica e matematica, il quanto computing usa le proprietà della meccanica quantistica per elaborare informazioni e affrontare problemi complessi. Le sue potenziali applicazioni spaziano dalla ricerca di nuovi farmaci e materiali all’ottimizzazione delle reti energetiche e della logistica, fino alla finanza. Molte, però, sono ancora sperimentali: sviluppare sistemi affidabili e capire dove possano offrire un vantaggio concreto richiede ricerca, competenze e investimenti.
Studiare il calcolo quantistico è quindi più importante che mai. In Italia se ne occupano università, laboratori e centri di ricerca che lavorano sull’hardware, sugli algoritmi e sulle possibili applicazioni del quantum computing. Quali sono e cosa fanno? Ecco una rassegna che punta a essere il più possibile esaustiva, con i principali filoni di ricerca e alcuni degli esperti che lavorano nel nostro Paese.
Indice degli argomenti
Le reti nazionali ICSC e NQSTI
ICSC
Il Centro Nazionale di Ricerca in High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing (ICSC) è uno dei cinque centri strategici per la competitività del sistema Paese istituiti grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Fondato nel 2022 con un finanziamento iniziale di 320 milioni di euro, il centro aggrega università, enti di ricerca e imprese per promuovere l’uso di supercalcolo, dati, intelligenza artificiale e tecnologie emergenti come il quantum computing.
A quest’ultimo è dedicato lo Spoke 10, guidato da Paolo Cremonesi del Politecnico di Milano, affiancato da Simone Montangero dell’Università di Padova come co-leader. Il gruppo lavora su algoritmi per piattaforme quantistiche reali ed emulate, strumenti per programmare i sistemi e confrontarne le prestazioni, prototipi hardware basati su superconduttori, fotoni, atomi neutri e ioni. Sono inoltre in corso attività per integrare i processori quantistici con le infrastrutture di supercalcolo del Centro, utilizzandoli come acceleratori per specifici problemi.
Sul fronte delle applicazioni, lo Spoke ha avviato 10 progetti di innovazione industriale con aziende e organismi pubblici nei settori fintech, cybersecurity, utilities, simulazione scientifica e intelligenza artificiale. Altri 16 progetti – finanziati attraverso bandi a cascata – coinvolgono startup, PMI e soggetti pubblici su machine learning quantistico, software, applicazioni energetiche, simulazioni avanzate e sviluppo hardware.
NQSTI
Sempre dal PNRR nasce il National Quantum Science and Technology Institute (NQSTI), avviato nel gennaio 2023 con un finanziamento pari a 116 milioni di euro. Il consorzio riunisce università, centri di ricerca e imprese per accompagnare le tecnologie quantistiche dalla ricerca di base ai prototipi e alle applicazioni industriali.
I suoi nove spoke coprono l’intero ambito quantum: elaborazione e comunicazione dell’informazione, simulazione, sensori e metrologia, piattaforme basate su atomi, fotoni ed elettroni, integrazione dei componenti e realizzazione di sistemi completi. Due spoke sono dedicati al trasferimento tecnologico e alla formazione e divulgazione. Il presidente è Claudio Pettinari; il coordinamento delle attività coinvolge i responsabili dei diversi spoke, tra cui Francesco Saverio Cataliotti, Fabio Sciarrino, Fabio Beltram ed Elisabetta Paladino.
Nel febbraio 2026 NQSTI ha annunciato l’ammissione al finanziamento del progetto Q-SUD – Southern Centre for Quantum Innovation, nell’ambito del Programma nazionale ricerca, innovazione e competitività 2021-2027. Il progetto, della durata di 24 mesi, prevede un polo nel Sud Italia con un computer quantistico superconduttivo da oltre 60 qubit, integrato con il supercalcolo e collegato attraverso un canale quantistico a Salerno. Sono previsti accesso remoto, sperimentazioni su algoritmi e machine learning quantistico, oltre a corsi e laboratori che consentano alle imprese di provare le soluzioni prima di investire nella loro adozione.
Università e gruppi di ricerca sul quantum computing
Politecnico di Milano
Capofila del già citato Spoke 10 di ICSC è il Politecnico di Milano, dove opera QC@Polimi, il laboratorio di ricerca dedicato al calcolo quantistico, coordinato da Paolo Cremonesi. Il laboratorio studia l’impiego dei computer quantistici nell’intelligenza artificiale, nel machine learning e nel calcolo ad alte prestazioni. Tra le altre cose, il gruppo sviluppa algoritmi quantistici per ottimizzare la pianificazione della produzione e migliorare i sistemi di raccomandazione, che selezionano contenuti e prodotti in base agli interessi degli utenti.
Università di Padova
Il Quantum Computing and Simulation Center (QCSC) dell’Università di Padova, diretto da Simone Montangero, riunisce competenze di diversi dipartimenti dell’ateneo e collabora con enti di ricerca, università e imprese italiane ed europee. Lavora allo sviluppo di un computer quantistico a ioni intrappolati, affiancando la ricerca sull’hardware allo studio di algoritmi, simulazioni e possibili applicazioni scientifiche e industriali. Nel 2026 l’ateneo ha inaugurato il Quantum Computing Lab, dedicato allo sviluppo di questa tecnologia. Il centro punta anche a mettere competenze e infrastrutture a disposizione delle imprese interessate a sperimentare il calcolo quantistico.
Sapienza Università di Roma
Il Quantum Lab del Dipartimento di Fisica dell’Università di Roma La Sapienza, guidato da Fabio Sciarrino, studia come utilizzare i fotoni, le particelle della luce, per elaborare informazioni quantistiche. Il gruppo sviluppa circuiti ottici integrati e sperimenta protocolli di calcolo e simulazione quantistica. Ne fa parte anche Nicolò Spagnolo, che lavora sull’impiego di stati quantistici composti da più fotoni.
Tra i risultati c’è Qolossus 2.0, un computer quantistico fotonico modulare sviluppato nell’ambito di ICSC, in sinergia con NQSTI. Il progetto è coordinato dal laboratorio, con il contributo del gruppo di Roberto Osellame del CNR-IFN di Milano, che ha realizzato il processore fotonico, e di Daniele Bajoni dell’Università di Pavia. Il dispositivo può elaborare sia qubit sia qudit, unità di informazione quantistica che possono assumere un numero di stati superiore a due.
Università di Napoli Federico II
Il QTlab dell’Università di Napoli Federico II costruisce e sperimenta i componenti dei computer quantistici. Si concentra sui qubit superconduttivi, circuiti che funzionano a temperature prossime allo zero assoluto, studiando come controllarli e renderli più affidabili. Nel gruppo lavorano Francesco Tafuri, Davide Massarotti e Giovanni Piero Pepe. Nel maggio 2024 l’ateneo ha inaugurato un centro dedicato al calcolo quantistico con questa tecnologia.
Politecnico di Torino
Il laboratorio congiunto L-QCS nasce dalla collaborazione tra il Politecnico di Torino, la Fondazione LINKS, che sviluppa tecnologie e ne accompagna il trasferimento alle imprese, e l’Istituto nazionale di ricerca metrologica (INRiM), l’ente pubblico che si occupa della scienza delle misure. Il laboratorio mette a disposizione di ricercatori, studenti e imprese strumenti per sperimentare il calcolo quantistico e svilupparne le applicazioni.
Dal maggio 2025 dispone di Lagrange, un computer quantistico a cinque qubit superconduttivi, prodotto da IQM e gestito da LINKS. Tra i docenti del Politecnico impegnati in queste attività ci sono Giovanna Turvani e Bartolomeo Montrucchio, che studiano possibili applicazioni a problemi come la gestione del traffico e l’ottimizzazione delle risorse.
Università di Pavia
Al Dipartimento di Fisica “Alessandro Volta” dell’Università di Pavia, il gruppo Quantum Information – di cui sono responsabili Chiara Macchiavello, Lorenzo Maccone, Massimiliano Sacchi e Giacomo Guarnieri – sviluppa nuovi algoritmi e studia come limitare gli effetti del rumore, una delle difficoltà che ostacolano l’affidabilità dei computer quantistici. Alla ricerca teorica si affianca quella sulla fotonica: il gruppo di Daniele Bajoni ha contribuito allo sviluppo di Qolossus 2.0, insieme al Quantum Lab della Sapienza e al CNR-IFN di Milano.
Università di Trento
Q@TN – Quantum Science and Technology in Trento è il laboratorio congiunto dell’Università di Trento, della Fondazione Bruno Kessler, dell’INFN e del CNR. Coordina la ricerca delle quattro istituzioni sulle tecnologie quantistiche, dal calcolo alle comunicazioni e ai sensori, e promuove nuovi progetti condivisi. Affianca alla ricerca la formazione, con corsi di laurea magistrale, un dottorato interdisciplinare e tirocini presso gli enti partner.
Università di Firenze
Il Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Firenze collabora con l’Istituto nazionale di ottica del CNR (CNR-INO) allo sviluppo di una piattaforma per il calcolo quantistico ad atomi neutri, inaugurata nell’aprile 2026 al campus di Sesto Fiorentino. Il sistema utilizza fasci laser per intrappolare singoli atomi e punta a controllarne gli stati e le interazioni per eseguire operazioni di calcolo. È progettato per arrivare a ospitare alcune centinaia di qubit, attraverso successive fasi di sviluppo. Finanziata dallo Spoke 10 di ICSC, la piattaforma nasce anche dalla collaborazione nell’ambito di NQSTI. Tra i ricercatori coinvolti c’è Francesco Saverio Cataliotti, docente dell’ateneo e responsabile scientifico delle attività quantistiche del CNR nel PNRR.
Università di Milano Statale
Il Quantum Intelligence Lab del Dipartimento di Fisica “Aldo Pontremoli” dell’Università di Milano Statale studia algoritmi quantistici per simulare sistemi fisici e sperimentarne le applicazioni. Il laboratorio esplora anche il rapporto tra intelligenza artificiale e calcolo quantistico in entrambe le direzioni: utilizzare l’IA per migliorare il funzionamento dei computer quantistici e sviluppare algoritmi di apprendimento automatico che sfruttino questi computer.
Università di Bologna
L’Università di Bologna partecipa allo Spoke 10 di ICSC e studia come usare il calcolo quantistico per simulare sistemi fisici e risolvere problemi di ottimizzazione. Al Dipartimento di Informatica – Scienza e Ingegneria opera inoltre il Quantum Machine Learning Group, che esplora come combinare il calcolo quantistico con l’apprendimento automatico.
Università di Parma
Il gruppo Spin Quantum Science dell’Università di Parma, nel quale lavorano Stefano Carretta, Alessandro Chiesa e Paolo Santini, studia come utilizzare le molecole per conservare ed elaborare informazioni quantistiche. Sfruttando le loro proprietà magnetiche, il gruppo progetta qubit e qudit e cerca modi per correggere gli errori che possono compromettere i calcoli.
Sul versante informatico opera il Quantum Software Laboratory, diretto da Michele Amoretti presso il Dipartimento di Ingegneria e Architettura. Il laboratorio ha contribuito alla Quantum Internet Alliance, sviluppando servizi per il calcolo quantistico distribuito, cioè per far lavorare insieme computer quantistici collegati in rete.
Università di Catania
QuCaT – Quantum Catania riunisce le attività dell’Università di Catania sulle tecnologie quantistiche, mettendo in contatto fisica, informatica, elettronica e intelligenza artificiale. L’iniziativa nasce dalla partecipazione dell’ateneo a ICSC e NQSTI e dall’esperienza del gruppo di Fisica teorica della materia e tecnologie quantistiche, attivo da oltre 25 anni. Tra i ricercatori coinvolti ci sono Giuseppe Falci ed Elisabetta Paladino, che studiano come controllare i sistemi quantistici e limitare le perturbazioni che ne compromettono il funzionamento. L’ateneo è inoltre capofila delle attività di formazione e divulgazione di NQSTI e propone un master in Scienze e tecnologie quantistiche.
Università di Trieste
L’ArQuS Lab dell’Università di Trieste, guidato da Francesco Scazza e attivo in collaborazione con il CNR-INO, studia come utilizzare singoli atomi neutri per elaborare informazioni quantistiche. Il gruppo sviluppa piattaforme in cui gli atomi vengono intrappolati e controllati attraverso la luce, per simulare sistemi fisici e sperimentare operazioni di calcolo. Lavora anche su architetture modulari, che puntano a collegare più unità di elaborazione quantistica per aumentare le capacità del sistema.
Scuola Normale Superiore di Pisa
Il Quantum Information Theory Group della Scuola Normale Superiore di Pisa studia le possibilità e i limiti dell’elaborazione dell’informazione quantistica. Il gruppo affronta anche problemi legati al funzionamento dei computer quantistici, dalle architetture per controllare i qubit ai metodi per correggere gli errori durante i calcoli.
Università di Siena
Il Quantum Computing Group dell’Università di Siena, nel quale lavorano Roberto Franzosi e Riccardo Paoletti, studia l’informazione quantistica e le correlazioni tra particelle, esplorandone anche l’impiego nella sicurezza informatica. Il gruppo sviluppa inoltre modelli di apprendimento automatico ispirati alla teoria quantistica per analizzare dati e individuare intrusioni informatiche: algoritmi che possono funzionare su computer classici. Alla ricerca affianca corsi e seminari sul calcolo quantistico, con attività di programmazione su hardware quantistico accessibile attraverso collaborazioni con ICSC e fornitori come QuEra.
Centri ed enti di ricerca
CNR-IFN – Istituto di fotonica e nanotecnologie
All’Istituto di fotonica e nanotecnologie del CNR (CNR-IFN), il gruppo di Roberto Osellame sviluppa circuiti ottici integrati che utilizzano singoli fotoni per elaborare informazioni quantistiche. I ricercatori hanno realizzato il processore al cuore di Qolossus 2.0, sviluppato con il Quantum Lab della Sapienza e l’Università di Pavia. L’istituto partecipa inoltre a EPIQUE, il progetto europeo per costruire un computer quantistico basato sulla fotonica.
CNR-INO – Istituto nazionale di ottica
L’Istituto nazionale di ottica del CNR (CNR-INO) studia come utilizzare atomi raffreddati a temperature prossime allo zero assoluto per simulare sistemi fisici ed eseguire operazioni di calcolo quantistico. In collaborazione con l’Università di Firenze ha realizzato la piattaforma ad atomi neutri inaugurata nell’aprile 2026, finanziata dallo Spoke 10 di ICSC.
Cineca
Il Quantum Computing Lab di Cineca, coordinato da Daniele Ottaviani, studia come far lavorare insieme computer quantistici e supercomputer, affidando ai primi le parti dei calcoli più adatte a questa tecnologia. Il laboratorio affianca alla ricerca corsi, workshop e collaborazioni con gli atenei, tra cui l’Università di Padova, per permettere a ricercatori e studenti di sperimentare algoritmi e applicazioni. Cineca ospita inoltre EuroQCS-Italy, il progetto europeo per integrare nell’infrastruttura di supercalcolo un sistema quantistico ad atomi neutri sviluppato da Pasqal.
























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