Sky è una tech, media & entertainment company, parte del gruppo Comcast, che opera in un ecosistema complesso, dove convivono produzione e distribuzione di contenuti, servizi digitali, infrastrutture tecnologiche, pubblicità, customer experience e nuove piattaforme di accesso all’intrattenimento.
Questa natura di tech media company fa sì che l’innovazione sia un processo che attraversa molte aree dell’azienda: contenuti, prodotto, digitale, infrastrutture, operation, marketing e customer experience.
È questa l’immagine che emerge dall’intervista dell’Osservatorio Startup Thinking del Politecnico di Milano, di cui Sky è partner, ai responsabili dell’innovazione in SKY: Lorenzo Bellucco, Head of Digital, Ylenia Minniti, Senior Manager Network Management, Leonardo Brandi, Head of Broadband Platform Systems, Massimo Bertolotti, Head of Engineering and Innovation, Stefania Di Buò, Head Of AI, Program and Project management.
Indice degli argomenti
Innovazione diffusa: perché in Sky non esiste un unico luogo dove si innova
Il punto di partenza è la natura stessa dell’azienda: Sky non opera come una realtà industriale tradizionale con un solo prodotto e una Funzione di Ricerca e Sviluppo chiaramente separata dal business. Al suo interno convivono attività diverse: produzione e distribuzione di contenuti, pubblicità, servizi digitali, infrastrutture, installazioni, prodotti televisivi e gestione del cliente. In questo contesto l’innovazione non può essere confinata in un unico dipartimento.
Ogni area ha il compito di trovare modi per migliorare i servizi e contribuire all’evoluzione dell’esperienza cliente. Le grandi innovazioni di prodotto, come dispositivi, router, set-top box o sistemi operativi proprietari, vengono sviluppate prevalentemente a livello internazionale. Le singole Country, invece, lavorano sull’applicazione locale, sull’integrazione e sull’adattamento alle esigenze del mercato.
È quindi un modello di innovazione applicata e diffusa essenziale per trasformare le soluzioni in valore reale. L’innovazione entra nelle roadmap, nei processi, nelle modalità operative e nella capacità dei team di collaborare oltre i confini organizzativi tradizionali.
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la Governance. L’adozione di nuove tecnologie, soprattutto quando coinvolgono dati, contenuti e strumenti digitali avanzati, non viene lasciata alla libera iniziativa dei singoli team. Sky segue procedure definite a livello di Gruppo, anche in coordinamento con Comcast, per garantire un utilizzo sicuro, consapevole e coerente con le normative.
Governance dell’innovazione: come Sky concilia controllo e velocità
Per bilanciare controllo e velocità Sky ha creato anche un ambiente protetto per la sperimentazione (una sorta di sandbox). Si tratta di uno spazio separato, un laboratorio, in cui le persone autorizzate possono testare nuovi strumenti, soprattutto in ambito creativo, senza utilizzare dati sensibili o asset aziendali non approvati. L’accesso avviene attraverso un processo interno: il responsabile autorizza la persona, vengono dichiarati gli user case, identificati i contenuti e selezionati gli strumenti da provare.
Un laboratorio protetto per sperimentare senza esporre dati e asset aziendali
I materiali utilizzati vengono condivisi e concordati con la Funzione Legale. Solo dopo la fase di test, se lo strumento risponde davvero a un’esigenza concreta, si passa al processo formale di valutazione e approvazione.
In questo modo la sperimentazione non viene lasciata senza regole.
Il laboratorio ha anche un altro vantaggio: permette di creare memoria organizzativa. Se un team testa uno strumento, gli esiti della valutazione possono essere condivisi con altri colleghi. Così si evita che persone diverse ripetano gli stessi test e si favorisce la circolazione del know-how. L’innovazione non resta esperienza individuale, ma diventa patrimonio comune.
Advocate e Champion: le figure dell’innovazione diffusa
Questo stesso principio guida anche il lavoro sugli strumenti Digitali General Purpose. Sky sta costruendo una library condivisa di prompt e agenti, alimentata anche dal contributo di Advocate interni.
Gli Advocate non rappresentano necessariamente un ruolo formale. Sono spesso persone curiose, entusiaste della tecnologia, che sperimentano per prime e aiutano l’organizzazione e i colleghi a comprendere come usare meglio gli strumenti disponibili. In cambio ricevono visibilità, accesso anticipato alle soluzioni e la possibilità di contribuire attivamente al cambiamento.
Shadow AI: far emergere l’innovazione che già esiste nell’organizzazione
Questo approccio aiuta anche a contrastare il fenomeno della Shadow AI, cioè l’utilizzo non dichiarato di strumenti di intelligenza artificiale da parte dei dipendenti. Molte persone usano già questi strumenti, ma non sempre lo comunicano, talvolta per il timore che il proprio lavoro venga percepito come meno qualificato. Un percorso ufficiale di adozione consente invece di far emergere competenze nascoste, valorizzare i “Champion” interni e ridurre i rischi legati a un utilizzo non governato.
Dalla sperimentazione alla capacità organizzativa: quando innovare diventa il “new normal”
Il racconto di Sky mostra un modello ancora in evoluzione, ma già molto concreto. Innovare non significa soltanto introdurre nuove tecnologie, ma costruire le condizioni perché possano essere sperimentate, valutate, governate e diffuse. Significa proteggere i dati, condividere conoscenza, accompagnare le persone nell’utilizzo consapevole della tecnologia.
In questa prospettiva l’innovazione diventa un nuovo normale: non un’attività straordinaria, ma una pratica continua, distribuita e integrata nei processi. Per Sky la vera sfida è trasformare la sperimentazione in capacità organizzativa, facendo in modo che ogni nuova tecnologia non resti un test isolato, ma contribuisca a rendere l’azienda più rapida e pronta a evolvere.






























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