Cato chiude un round seed da 6 milioni di euro guidato da Keen Venture Partners e porta a 7,6 milioni la raccolta complessiva. La startup fondata da Andrea Zorzetto e Matteo Bossolini dichiara di avere raggiunto 150 clienti attivi in sei mesi, dopo il pre-seed da 1,6 milioni chiuso a inizio 2026 con Italian Founders Fund come lead investor.
La nuova operazione segna un passaggio rilevante per la società milanese: dalla validazione iniziale del prodotto alla necessità di dimostrare che l’intelligenza artificiale può rendere più efficace, e non solo più veloce, la partecipazione delle imprese alle gare pubbliche. I capitali saranno destinati allo sviluppo della piattaforma, alla crescita commerciale e al rafforzamento del team, che conta 35 persone.
Nel 2025 Zorzetto aveva raccontato a EconomyUp la chiusura della sua precedente startup, Peoplerank, sostenendo che rendere pubblico un fallimento è una responsabilità di chi guida un’impresa e un passaggio necessario per ripartire. Il round di Cato arriva poco più di un anno dopo quel racconto: una traiettoria che restituisce concretezza al tema della cultura del fallimento, spesso evocata nell’ecosistema startup ma raramente affrontata in modo aperto dai founder.
Ad aprile, quando EconomyUp aveva raccontato la nascita di Cato, la startup aveva appena chiuso il pre-seed e indicava 35 aziende clienti. Il salto a 150 clienti costituisce ora il dato più osservato dagli investitori: non soltanto interesse per un caso d’uso dell’AI, ma diffusione in un processo commerciale che molte imprese affrontano ancora con strumenti frammentati e lavoro manuale.
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Cato round seed da 6 milioni, perché Keen sceglie gli appalti
Keen Venture Partners entra nell’operazione come lead investor. Il fondo si presenta come investitore europeo in tecnologie per le pmi e indica Cato nel proprio portafoglio come investimento seed. Per la startup italiana, l’arrivo di un nuovo investitore internazionale amplia il perimetro della raccolta oltre gli operatori che avevano sostenuto il progetto nella fase iniziale.
La tesi è legata alle dimensioni e alla complessità del mercato. Nella Relazione annuale 2026, riferita all’attività 2025, l’Autorità nazionale anticorruzione rileva 287.421 procedure di affidamento sopra i 40 mila euro, per un valore complessivo di 309,7 miliardi. Rispetto al 2024, il valore è aumentato del 13,9% e il numero delle procedure del 7,6%.
Per un’impresa, partecipare a una gara significa intercettare l’opportunità coerente con le proprie capacità, interpretare capitolati e disciplinari, verificare requisiti, preparare documentazione e offerta. Il volume del mercato non garantisce da solo un’opportunità commerciale: la differenza la fanno la selezione delle procedure, la qualità della risposta e il rispetto di tempi e vincoli.
Dalla ricerca alla preparazione dell’offerta
Cato propone una piattaforma che copre la ricerca delle gare, l’analisi dei documenti, la preparazione delle buste e l’uso dello storico per analizzare concorrenti e risultati. Sul proprio sito, la società descrive un flusso che filtra le opportunità per il profilo dell’impresa, estrae requisiti e criteri di valutazione dai documenti di gara e supporta la compilazione della documentazione amministrativa, tecnica ed economica.
Il punto più delicato resta il controllo umano. La piattaforma può accelerare la lettura di documenti e la produzione di bozze, ma la decisione di partecipare, la verifica dei requisiti e l’invio finale dell’offerta restano responsabilità dell’azienda. Cato afferma che la presentazione definitiva della documentazione rimane in mano al cliente.
Il mercato presenta anche un terreno favorevole per l’adozione di strumenti verticali. Nel comunicato “Imprese e Ict – Anno 2025”, Istat rileva che il 15,7% delle pmi utilizza tecnologie di intelligenza artificiale, contro il 53,1% delle grandi imprese. Un divario che lascia spazio a prodotti capaci di trasformare l’AI in un’attività operativa, con dati e processi specifici del settore.
La prova della crescita
Il round finanzia una fase in cui Cato dovrà trasformare l’adozione iniziale in utilizzo ricorrente e risultati misurabili per i clienti. Il numero di gare gestite, il tempo risparmiato nella preparazione delle offerte e la capacità di allargare l’uso della piattaforma dentro le organizzazioni saranno indicatori più rilevanti del solo numero di account attivi.
La società annuncia anche l’ingresso di Luisa Gamba, proveniente da Amazon Business Italia, per rafforzare competenze su tecnologia, procurement e settore pubblico. La scelta riflette la natura del mercato in cui Cato vuole crescere: per digitalizzare gli appalti non basta costruire un modello AI, serve conoscere procedure, documenti, responsabilità e modalità con cui le imprese decidono di competere per le commesse pubbliche.





























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