Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha aggiornato l’Albo degli esperti in innovazione tecnologica con un decreto direttoriale del 22 luglio 2026. L’aggiornamento riguarda l’inserimento di 91 nuovi esperti, selezionati tra coloro che hanno presentato domanda entro il 31 dicembre 2025 e che sono risultati in possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente.
Si tratta di un provvedimento tecnico, ma strategico per il funzionamento delle politiche pubbliche a sostegno dell’innovazione: gli iscritti all’Albo vengono infatti chiamati dal Ministero a valutare i progetti di ricerca e sviluppo presentati dalle imprese nell’ambito delle principali misure agevolative nazionali.
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A cosa serve l’Albo degli esperti in innovazione tecnologica
L’Albo è stato istituito nel 2006 per mettere a disposizione del Ministero professionalità altamente qualificate in grado di effettuare le valutazioni ex ante, in itinere ed ex post dei progetti di innovazione tecnologica finanziati con risorse pubbliche. Nel corso degli anni è stato aggiornato per adeguarsi all’evoluzione delle politiche industriali e dei programmi europei di ricerca.
Oggi rappresenta uno strumento essenziale soprattutto per le iniziative sostenute dal Fondo per la Crescita Sostenibile, nell’ambito del quale vengono finanziati progetti di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e trasferimento tecnologico.
Gli esperti provengono dal mondo dell’università, della ricerca pubblica e privata e dell’impresa e vengono incaricati di esprimere valutazioni indipendenti sul contenuto scientifico, tecnologico e industriale delle iniziative candidate agli incentivi.
L’aggiornamento del 2026
Con il decreto del 22 luglio il MIMIT ha disposto l’inserimento nell’Albo degli esperti che avevano presentato domanda entro il 31 dicembre 2025 e per i quali la Commissione incaricata ha verificato il possesso dei requisiti previsti dal decreto ministeriale 7 ottobre 2015 e dal successivo decreto direttoriale del 17 settembre 2024, che ha rinnovato criteri di iscrizione, settori industriali prioritari e modalità di candidatura.
Secondo quanto riportato dal Ministero, il nuovo aggiornamento amplia ulteriormente il bacino di competenze disponibili per la valutazione dei progetti innovativi, in un momento in cui gli investimenti pubblici e privati in ricerca e sviluppo sono destinati ad aumentare anche grazie ai programmi europei e nazionali.
Le competenze richieste
Gli esperti sono chiamati a operare in dieci macro-aree tecnologiche che comprendono, tra le altre:
- manifattura avanzata;
- mobilità e trasporti;
- aerospazio;
- farmaceutica e biotecnologie;
- chimica;
- energia e ambiente;
- microelettronica e semiconduttori;
- informatica e telecomunicazioni;
- materiali avanzati;
- nanotecnologie.
Le candidature possono riguardare più ambiti applicativi, dimostrando competenze tecnico-scientifiche documentate attraverso attività di ricerca, esperienza industriale e pubblicazioni.
Che cosa cambia per le imprese
L’aggiornamento dell’Albo non introduce nuove agevolazioni né modifica gli incentivi esistenti. Tuttavia, costituisce un passaggio importante perché rende disponibile un numero maggiore di valutatori qualificati, contribuendo ad accelerare l’esame dei progetti presentati dalle imprese e a garantire valutazioni sempre più specialistiche.
Per startup, PMI innovative e grandi imprese che partecipano ai bandi del MIMIT, la qualità e la rapidità del processo valutativo rappresentano infatti un elemento fondamentale per accedere ai finanziamenti e avviare gli investimenti.
Da non confondere con il voucher Innovation Manager
L’Albo degli esperti in innovazione tecnologica non va confuso con la figura dell’Innovation Manager introdotta con il voucher per la consulenza in innovazione.
L’Innovation Manager è un consulente che affianca le imprese nei percorsi di trasformazione digitale, trasferimento tecnologico e innovazione organizzativa. L’Albo del MIMIT, invece, raccoglie professionisti chiamati a svolgere una funzione pubblica di valutazione tecnico-scientifica dei progetti candidati agli incentivi.
Le due figure condividono competenze avanzate in materia di innovazione, ma svolgono ruoli profondamente diversi: da una parte il supporto operativo alle aziende, dall’altra la valutazione indipendente delle iniziative finanziate con fondi pubblici.
Un tassello della governance dell’innovazione
Negli ultimi anni il MIMIT ha aggiornato con regolarità l’Albo per adeguarlo all’evoluzione delle tecnologie e delle politiche industriali. Il decreto del 2024 ha rivisto in modo significativo i criteri di iscrizione, introducendo nuovi settori prioritari e una classificazione coerente con le tecnologie abilitanti più avanzate, mentre il provvedimento del luglio 2026 rappresenta un ulteriore passo nel rafforzamento delle competenze disponibili per sostenere la valutazione dei progetti di innovazione italiani.

























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