Dal 2019 Good Food Makers rappresenta uno dei principali strumenti con cui Barilla intercetta innovazione dall’esterno, collaborando con startup per sviluppare nuove tecnologie, prodotti e processi industriali. Il filo conduttore dell’iniziativa rimane invariato: trasformarel’open innovation in progetti concreti capaci di arrivare all’implementazione operativa.
L‘edizione 2026, però, segna un’evoluzione rispetto al recente passato. Dopo l’apertura dell’ecosistema ai partner della filiera nel 2025 e il lancio del nuovo centro BITE, Barilla torna a una gestione diretta del programma, concentrandosi su tre priorità strategiche: formazione tecnica, nuovi modelli di consumo alimentare e benessere cognitivo. Un segnale di come l’innovazione aperta stia diventando sempre più integrata nelle strategie industriali del gruppo.
Barilla ha ora aperto le candidature per l’edizione 2026 del programma di open innovation Good Food Makers. Vediamo i dettagli.
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Accelerare l’innovazione oltre i progetti pilota
L’iniziativa, lanciata nel 2019, ha coinvolto oltre 1.100 startup provenienti da più di 50 Paesi e ha generato 26 progetti pilota. Oltre 20 dei progetti sviluppati attraverso il programma sono ancora attivi nelle attività operative di Barilla, a testimonianza dell’attenzione dell’azienda nel portare l’innovazione oltre la fase sperimentale.
L’edizione 2026 arriva dopo il lancio di BITE (Barilla Innovation & Technology Experience), il nuovo centro di innovazione di Barilla dedicato allo sviluppo di prodotti alimentari di nuova generazione. Good Food Makers continuerà a rappresentare una piattaforma strategica per la co-creazione di tecnologie e soluzioni insieme a innovatori esterni.
«Attraverso Good Food Makers continuiamo a investire in un modello di open innovation capace di generare un impatto misurabile e scalabile», ha dichiarato Laurette Defranco, Head of Open Innovation & IP Rights di Barilla. «La collaborazione con le startup rappresenta un acceleratore fondamentale per testare soluzioni che creano valore lungo tutta la nostra catena del valore, dallo sviluppo prodotto ai processi industriali fino all’esperienza del consumatore».
Una partnership costruita sull’innovazione
Sviluppato in collaborazione con Almacube, hub italiano di open innovation, il programma torna nel 2026 a un formato guidato direttamente da Barilla, dopo l’edizione 2025 che aveva coinvolto un ecosistema più ampio comprendente anche partner della filiera.
Le candidature sono aperte dal 25 maggio al 10 luglio 2026. Le startup e le aziende innovative selezionate prenderanno parte a un percorso di co-sviluppo della durata di otto settimane che inizierà presso la sede di Barilla a Parma.
Le candidature sono disponibili sul sito www.goodfoodmakers.it.
Cosa prevede il programma
Il programma prevede la collaborazione diretta con i team di Barilla, l’accesso a dati operativi e casi d’uso industriali, oltre allo sviluppo di progetti proof of concept che saranno presentati al management aziendale durante un Demo Day conclusivo.
Per il 2026 Barilla è alla ricerca di tecnologie e soluzioni in tre aree principali:
- Piattaforme intelligenti per l’onboarding e la formazione della forza lavoro tecnica;
- Soluzioni ready-to-use per i pasti, in linea con l’evoluzione delle abitudini alimentari dei consumatori;
- Nuovi concept di snack e mini-pasti orientati al benessere emotivo e alle performance cognitive.
Dall’innovazione alla commercializzazione
Diverse tecnologie sviluppate nelle precedenti edizioni sono già state implementate a livello commerciale. Tra queste figurano soluzioni per la tracciabilità della supply chain oggi applicate a oltre 400 milioni di vasetti di pesto Barilla, oltre a piattaforme digitali per la gestione e la condivisione della conoscenza utilizzate in diversi siti produttivi per migliorare l’efficienza operativa e la diffusione del know-how.
Il programma riflette il crescente interesse del settore food & beverage verso le collaborazioni con le startup come strumento per accelerare i cicli di innovazione, aumentare l’agilità produttiva e rafforzare le pipeline di sviluppo prodotto.



















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