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Startup, nell’industria dei viaggi falliscono meno

13 Lug 2015

Una su cinque, meno della media di mercato: è uno dei dati che emergono dalla ricerca di Phocuswright che analizza 10 anni di startup digitali nel settore Travel. Hanno raccolto 12 miliardi di dollari, di cui la metà solo nel 2014. Ecco i progetti più interessanti

Affollato ma con tante possibilità di finanziamento: ecco il panorama delle startup digitali in ambito Travel che la società di ricerca internazionale Phocuswright ha delineato prendendo in considerazione il periodo di tempo 2005-2014. Secondo l’analisi di Phocuswright, infatti, nell’ultima decade sono state fondate 1000 startup sul digital travel che hanno raccolto più di 12 miliardi di dollari, di cui ben il 52% nel 2014, indirizzati però solo verso un numero esiguo di startup rispetto al totale di quelle censite.

La ricerca mostra anche come la maggior parte di queste aziende si concentri in tre regioni principali: Nord America (40%), Europa (26%) e Asia (27%), polarizzando nelle stesse aree i finanziamenti (49% in Nord America, 15% in Europa e 32% in Asia).

Phocuswright fornisce poi vari spaccati sulle dinamiche del settore, in cui il 12% di aziende europee viene acquisito, mentre 1 su 5 fallisce (dato inferiore alla media di mercato). L’ambito dei trasporti e quello degli affitti hanno raccolto finanziamenti medi per azienda più elevati; se si guarda alle piattaforme di delivery, 1 startup su 5 risulta mobile-oriented con una crescita dei finanziamenti alle startup in ambito Travel su Mobile del 1832% dal 2011 al 2014.

Si tratta di numeri importanti che dimostrano come la crisi degli ultimi anni non abbia intaccato lo spirito di innovazione e di imprenditorialità nel settore Travel, che anzi riscontra una notevole vivacità e profittabilità.

Hanno impressionato in particolar modo per innovatività e validità del gruppo imprenditoriale, rispetto al meno vivace panorama italiano, le startup presentate a Phocuswright Europe. Tra queste Triptease, vincitrice del Phocuswright European Travel Innovator of the Year Award e del People’s Choice Award, che nel 2015 ha lanciato Price Check, un widget che consente alle strutture ricettive che lo propongono sul proprio sito di fornire una comparazione del prezzo offerto ‘senza intermediazione’ rispetto a quello offerto, per la stessa sistemazione, dalle principali Online Travel Agencies (OTA), ottenendo così un incremento delle prenotazioni dirette; o Qaribu, “The Social Travel Agency”, che consente la pianificazione dei viaggi con i propri amici o conoscenti. Alla pianificazione del viaggio attraverso i social network, stavolta però in destination e sulla base delle esperienze degli altri viaggiatori, è rivolta anche Inviita, mentre Triprebel abbatte le preoccupazioni sul prezzo sostenuto per un Hotel: consente infatti di cambiare la prenotazione effettuata se il prezzo delle stanze diminuisce o un albergo vicino a quello già prenotato abbassa i prezzi. Non mancano infine startup dedicate a supportare il turista anche in alcuni degli aspetti critici del viaggio: AirHelp e Refundme, per esempio, permettono di ottenere il rimborso in caso di ritardo o cancellazione di voli (AirHelp in particolare semplicemente fornendo l’account email utilizzato per le prenotazioni); Pablow, infine, è un servizio che consente a chi vende prodotti turistici di trovare e abbinare il giusto prodotto assicurativo in base alle effettive esigenze dei viaggiatori.

Questa veloce panoramica dà chiara dimostrazione di come gli spazi di innovazione nel settore siano ancora amplissimi.

VIDEO

Triptease: vincitrice del Phocuswright  European Travel Innovator of the Year Award e del People’s Choice Award, sponsorizzata da 33entrepreneurs

Indigo: seconda classificata al Phocuswright  European Travel Innovator of the Year Award

Qaribu

Inviita

Refundme

Triprebel

Airhelp

Pablow

di Eliana Bentivegna e Eleonora Lorenzini – Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo, Politecnico di Milano

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