Startup, il mega-portale privato batte sul tempo quello pubblico | Economyup
Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

La guida

Startup, il mega-portale privato batte sul tempo quello pubblico

08 Giu 2015

Via alla piattaforma di Italia Startup e Warrant che raccoglie tutti i bandi di finanziamento alle neo imprese suddivisi per Regione. L’Investment Compact ne prevedeva una analoga all’interno del sito del Mise. Ma non è ancora partita

Alla fine il mega-portale dei bandi privato ha tagliato il traguardo prima di quello pubblico. Italia Startup, l’associazione che aggrega e rappresenta l’ecosistema delle startup italiane, ha lanciato una piattaforma online dedicata alle imprese per consentire loro l’accesso ai fondi regionali, nazionali ed europei suddivisi per singole regioni italiane.

Il progetto è analogo a quello di un altro portale, però pubblico, previsto dalla legge sullInvestment Compact approvata a marzo. Che però ancora non ha debuttato. In pratica il sito realizzato insieme a Warrant Group (società di consulenza associata a Italia Startup) raccoglie tutti i bandi di finanziamento – selezionati per Regione – aggiornati quotidianamente e disponibili per la consultazione da parte delle startup e dei loro partner. È sufficiente cliccare sulla Regione interessata per scorrere l’elenco dei bandi ancora aperti. Nel sito sono inoltre presenti news e approfondimenti. 

Un lavoro decisamente utile. Ma non doveva essere svolto (anche) dal Mise? Oltre a introdurre la categoria delle piccole e medie imprese innovative, alle quali sono estese agevolazioni previste per le startup innovative, l’Investment Compact prevede anche cambiamenti per quanto riguarda queste ultime. Tra le altre cose la legge prevede che il Ministero dello sviluppo economico istituirà nel proprio sito internet istituzionale un portale nel quale saranno indicati tutti i documenti e le informazioni necessari per accedere ai bandi di finanziamento pubblici e privati, diretti e indiretti, in favore delle startup, oltre che delle piccole e medie imprese innovative. Una norma introdotta in forma di emendamento al decreto legge dal Movimento 5 Stelle e approvata all’unanimità dai parlamentari.

Ancora però del mega-portale non si hanno notizie, tanto più che la legge non indica alcuna scadenza per il varo dell’operazione. Esiste invece una scadenza, il 30 luglio 2015, per la prevista istituzione di un altro portale informatico, sempre presso il Mise, destinato a raccogliere tutti gli interventi normativi relativi al settore delle startup innovative. Deciso anche questo nell’ambito dell’Investment Compact, dovrà fornire chiare informazioni rispetto alle modalità di accesso ai bandi, ai finanziamenti e a tutte le forme di sostegno offerte al settore dalle strutture governative, indicando anche gli enti di riferimento interlocutori dei vari utilizzatori. Ma si tratta di due cose diverse, anche se alcuni tendono a confonderle. Nel primo caso il mega-portale dovrebbe essere una sorta di guida pratica, analoga a quella fornita da Italia Startup, nel secondo caso dovrebbe trattarsi di uno spazio dedicato alle spiegazioni e alle informazioni più approfondite.

C’è da dire che il mega-portale dei bandi è solo una piccola parte di un provvedimento che prevede cambiamenti più sostanziali per le startup, dalle agevolazioni estese a 5 anni alla costituzione anche con firma digitale, dal credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo alla defiscalizzazione del reddito derivante dallo sfruttamento della proprietà intellettuale. I funzionari del Mise sono al lavoro per far sì che le norme diventino operative. Certamente il sito, per quanto ritenuto uno strumento utile, non è in questo momento al primo posto nelle priorità delle cose da fare.

Ci si chiede a questo punto se c’è un doppione in vista e se Portale Warrant e portale del Mise svolgeranno le stesse funzioni. Non esattamente. Si tratta comunque di due iniziative diverse per loro natura, perché una è privata e l’altra pubblica. Inoltre il portale Warrant non mette a disposizione i link alle pagine degli strumenti, cosa che invece, assicurano dal Mise, avverrà nel portale pubblico. Quando ovviamente partirà.  

Articoli correlati