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La norma

Startup, quando si farà il mega-portale dei bandi?

06 Apr 2015

La nuova legge “Investment Compact” prevede la creazione di un sito del Mise dove gli startupper possano reperire tutti i bandi pubblici e privati. Ma non c’è scadenza per il progetto e il Ministero ha altre priorità. “I giovani impreditori ne hanno bisogno” dicono i 5 Stelle. Ma altri sostengono che su Google c’è già tutto…

Quando debutterà il mega-portale con tutti i bandi per le startup? E sarà davvero utile?

L’idea di offrire agli startupper un unico luogo virtuale dove reperire tutti i bandi che li riguardano è contenuta in poche righe all’interno dell’Investment Compact, legge approvata il 24 marzo scorso che introduce la categoria delle piccole e medie imprese innovative, alle quali sono estese agevolazioni previste per le startup innovative, ma prevede anche cambiamenti per quanto riguarda queste ultime.

Nel testo si legge che il Ministero dello sviluppo economico istituirà nel proprio sito internet istituzionale un portale nel quale saranno indicati tutti i documenti e le informazioni necessari per accedere ai bandi di finanziamento pubblici e privati, diretti e indiretti, in favore delle startup, oltre che delle piccole e medie imprese innovative. Una norma introdotta in forma di emendamento al decreto legge dal Movimento 5 Stelle e approvata all’unanimità dai parlamentari.

È solo una piccola parte di un provvedimento che prevede cambiamenti ben più sostanziali per le startup, dalle agevolazioni estese a 5 anni alla costituzione anche con firma digitale, dal credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo alla defiscalizzazione del reddito derivante dallo sfruttamento della proprietà intellettuale.

Tuttavia anche questa norma  potrà avere il suo peso nella vita degli startupper, sempre a caccia di opportunità di sostegno e finanziamento. “Quando parlo con i giovani aspiranti imprenditori – dice il pentastellato Ivan Della Valle, firmatario dell’emendamento – mi riferiscono di difficoltà notevoli a individuare i bandi pubblici. Questo strumento semplificherà molto il loro lavoro”. Ma si farà? E quando? Il Mise, che si deve occupare di tutta l’operatività della policy su pmi e startup innovative, non sembra disporre al momento di tempo e risorse necessarie per costruire un portale. È ipotizzabile che verrà lanciata una call e saranno reperite le risorse per darlo in outsourcing. Quindi ci vorrà tempo, tanto più che la legge non prevede alcuna data di scadenza per la creazione del portale. Ma, appunto, in questo momento ci sono altre priorità. E il mega-portale non è neppure citato nella scheda di sintesi della policy a sostegno delle startup innovative diffusa dal Mise poco dopo l’approvazione della legge.

“Non abbiamo previsto una scadenza per il debutto del portale per non mettere paletti troppo stretti  e lasciare al ministero il tempo di agire – commenta Della Valle – però noi crediamo nella sua utilità, e non solo noi, dato che l’emendamento è stato votato da tutti i parlamentari. Perciò siamo pronti a collabiorare con il ministero e, se dovesse essere necessario, a proporre normative aggiuntive per l’attuazione della norma”.

Sulla sua utilità, però, non tutti sono d’accordo. “Ma che bisogno c’è di un sito pagato con soldi pubblici che raccoglie i bandi per le startup quando questa cosa può essere fatta tranquillamente da un qualsiasi editore che si occupi dell’argomento?” ha scritto su Facebook Nicola Mattina, imprenditore di lungo corso e co-founder di Stamplay all’indomani dell’approvazione dell’Investment Compact. “Se vuoi l’imprenditore e non sei capace di usare Google per cercati delle opportunità di finanziamento – ha proseguito – forse è meglio che vai a lavorare in un call center…”.

“Non credo che un aggregatore di bandi italiani avrebbe la capacità di autosostenersi editorialmente – ha replicato Gianmarco Carnovale, presidente di Roma Startup  – quindi ben venga l’iniziativa dello Stato, che a mio avviso deve sempre agire dove c’è una necessità e fallimento di mercato”.

Polemiche forse un po’ precoci, visto che non ci sono deadline per l’operazione. C’è invece una scadenza, il 30 luglio 2015, per la prevista istituzione di un altro portale informatico, sempre presso il Mise, che raccolga tutti gli interventi normativi relativi al settore delle startup innovative. Previsto dall’Investment Compact, dovrà fornire chiare informazioni rispetto alle modalità di accesso ai bandi, ai finanziamenti e a tutte le forme di sostegno offerte al settore dalle strutture governative, indicando anche gli enti di riferimento interlocutori dei vari utilizzatori.

di Luciana Maci

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