Il coronavirus non ha frenato le startup: un segnale per la ripresa | Economyup

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Il coronavirus non ha frenato le startup: un segnale per la ripresa



La nascita di startup innovative nel 2020 ha subito una frenata solo nel periodo più buio della pandemia. In Lombardia a giugno sono state 59 le nuove imprese innovative, lo stesso dato 2019. Le startup sono di fatto Ricerca&Sviluppo, quindi traino e linfa vitale alla crescita del Paese in questo momento difficile

di Alessandra Luksch

29 Ago 2020


Photo by Anton on Unsplash

Al 30 giugno 2020 sono 3.167 le startup innovative avviate grazie a una modalità di costituzione digitale e gratuita, con risparmio medio sui costi d’avvio stimato in circa 2mila euro. È quanto emerge dalla 16ª edizione del Rapporto trimestrale di monitoraggio pubblicato dal MISE, in collaborazione con Unioncamere e InfoCamere. La modalità online è stata scelta da oltre un terzo delle startup innovative costituite in Italia nell’ultimo anno, in forte aumento nel secondo trimestre 2020 (44,9%, rispetto al 37,7% degli ultimi 12 mesi). Nell’ultimo anno i tempi di attesa medi si sono ridotti a circa 28 giorni.

Non siamo stupiti di questi numeri. Le startup hanno nel proprio DNA la capacità di adattarsi al cambiamento e in molti casi fanno del cambiamento la propria spinta propulsiva cogliendo nuove opportunità. Sono agili, resilienti, frugali, orientate alla sperimentazione veloce.

Nonostante la grave condizione imposta alle imprese dall’emergenza sanitaria, il 2020 è stato un anno interessante per le startup nazionali, molte delle quali sono state in grado di generare soluzioni per contrastare gli effetti della pandemia. La nascita di startup nel 2020 ha subito una frenata nel periodo più buio della pandemia, marzo-aprile, ma si è poi assistito alla ripresa già da maggio. In Lombardia a giugno sono 59 le nuove startup innovative, lo stesso dato 2019. Un segnale incoraggiante di ripresa.

Il forte aumento del tasso di adozione della modalità di costituzione digitale, durante il periodo di lockdown, segnala da un lato la volontà di un ritorno alla normalità almeno nei tasselli di base dell’innovazione, ma anche la volontà di cogliere nuove opportunità e avviare attività imprenditoriali innovative. Le startup sono di fatto Ricerca&Sviluppo, quindi traino e linfa vitale alla crescita del Paese.

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Dall’altro lato il dato segnala, da parte dei nuovi imprenditori, la preparazione all’adozione degli strumenti digitali che in questi mesi il nostro Paese ha dovuto forzatamente mostrare: le imprese hanno dovuto adottare velocemente il lavoro da remoto, le scuole e le università attivare la didattica a distanza, i cittadini fare ricorso all’eCommerce e alle prenotazioni tramite app.

Questo entusiasmo è in parte smorzato dal secondo dato relativo ai tempi di attivazione, ancora lunghi, a nostro avviso, pur con molte variabilità sul territorio. È possibile che la procedura online richieda una sequenza più rigida dei passaggi, anche se poi ne evita altri, ma ci viene da pensare che la PA sia pronta ma ancora non prontissima.

Gli Osservatori Startup Intelligence e Startup Hi-tech del Politecnico di Milano, stanno conducendo un censimento delle startup italiane impegnate a fronteggiare l’emergenza, ne sono state ad oggi censite oltre 170 attive su più fronti, dal distanziamento sociale alla didattica a distanza, all’assistenza agli anziani. È questa l’ennesima riprova che l’ecosistema startup rappresenta una risorsa importante per il nostro Paese da sostenere e incentivare. I risultati della ricerca saranno presentati il 3 Dicembre al Convegno del Politecnico di Milano.

 

Alessandra Luksch

Direttore dell'Osservatorio Startup Intelligence degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano