Home Beer, come fare startup creando una nicchia nel food delivery | Economyup

LA STORIA

Home Beer, come fare startup creando una nicchia nel food delivery



Fondata da due studenti universitari nel 2018, Home Beer consegna a casa birre artigianali con qualche piatto in abbinamento. Un delivery “verticale” che ha funzionato: dopo Roma e Milano, arriverà in altre città mentre cresce l’ecommerce per i microbirrifici. Lanciata su BacktoWork una campagna di equity crowdfunding

02 Set 2020


I founder di Homebeer Tommaso Aguiari e Andrea Longhi

Fondata da due studenti universitari nel 2018, dopo Roma e Milano Home Beer arriverà in altre città italiane. Nel frattempo è nato l’ecommerce per i microbirrifici e l’app in white label per i ristoranti. Su BacktoWork la campagna di equity crowdfunding per sostenere lo sviluppo della società. Obiettivo:100mila euro

Un pomeriggio grigio di novembre, Roma. Due studenti universitari sono sdraiati sul divano di casa, appena lasciati dalle rispettive fidanzate. Vorrebbero bere una buona birra artigianale, ma è impossibile trovarla sui siti di delivery generalisti. Nasce così, nel 2018, l’idea di Home Beer, una startup innovativa fondata da Tommaso Aguiari e Andrea Longhi per consegnare nelle case degli italiani birre di qualità in modo semplice e veloce, accompagnate anche da qualche piatto scelto da un algoritmo ad hoc.

Dopo una prima campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma BacktoWork che ha ottenuto investimenti per circa 100 mila euro, adesso Home Beer ha avviato una seconda raccolta sullo stesso portale, che ha già raggiunto i 49 mila euro, a fronte di un obiettivo minimo di 100mila. Andrea Aguiari, Chief Financial Officer (Cfo) e co-founder, ha raccontato a EconomyUp come funzionano i diversi servizi offerti dalla startup e quali sono i progetti di sviluppo della startup.

Home Beer, il servizio delivery

Home Beer oggi consegna birre artigianali di qualità tramite un servizio di delivery e un e-commerce dedicato.

Le consegne sono state avviate nel 2019 con una prima area test in sei quartieri di Roma. Presto il servizio è arrivato a coprire tutto il territorio capitolino e, nel 2020, ha allargato il raggio servendo anche Milano. L’arrivo della pandemia di Covid-19 ha fatto impennare la richiesta di consegne e spedizioni a domicilio: “Il lockdown ha portato un grande ed improvviso impulso all’attività, generando un incremento del 300% degli ordini in poco tempo” spiega il Cfo Aguiari. Presto la startup punta a raggiungere anche Firenze, Bologna, Torino e Bari.

Il meccanismo è semplice: inserendo il proprio indirizzo sul sito di Home Beer è possibile conoscere immediatamente tutti i locali disponibili nelle vicinanze, e scegliere cosa ordinare nei rispettivi cataloghi. Uno speciale algoritmo, poi, seleziona i cibi più appropriati da abbinare alle birre prescelte. “Un binomio perfetto: qualità e comodità a distanza di un click!” dice Aguiari.

L’e-commerce di Home Beer per i microbirrifici nazionali

L’idea dell’e-commerce è nata poco dopo l’avvio delle attività in delivery, anche grazie all’affiliazione di vari microbirrifici artigianali sparsi sul territorio nazionale. “Oggi collaboriamo con 26 birrifici artigianali, presenti in 12 regioni italiane – spiega il Cfo – In questo modo, gli utenti di Home Beer possono conoscere realtà produttive di alta qualità e con produzioni limitate”.

Da pochi mesi la startup ha creato un magazzino centralizzato e refrigerato, operante su Roma, che offre anche la possibilità di acquistare confezioni miste di birre prodotte da diversi locali. Home Beer, poi, è presente sul portale “Made in Italy” di Amazon ICE, che ha aperto alle birre artigianali italiane i mercati di Francia, Spagna, Germania, Olanda e Regno Unito.

Andrea Aguiari, Chief Financial Officer di Home Beer

L’app in white label per ristoranti e catene

Con la progressive web app (Pwa) Deliveryonline.it, Home Beer ha creato un servizio in white label con cui i ristoranti e le catene di ristorazione potranno pubblicizzare direttamente presso i propri clienti i servizi di delivery e take away.

Tramite l’app i ristoratori danno ai clienti la possibilità di ordinare direttamente online, tramite un menù digitale personalizzato, le bevande e i cibi che vogliono consumare e indicare poi indirizzo e orario di consegna. Uno speciale sistema di intelligenza artificiale controlla immediatamente l’effettiva disponibilità dei prodotti ordinati in cucina, ed evita cosi inutili attese o incomprensioni.

Oltre alla consegna a domicilio Deliveryonline.it offre anche la possibilità di ordinare online e poi ritirare il proprio ordine direttamente al ristorante, oppure di prenotare un tavolo e visionare il menù prima ancora di sedersi.

L’equity crowdfunding per crescere

Home Beer ha lanciato una raccolta fondi in equity crowdfunding sulla piattaforma BacktoWork, che a 30 giorni dalla fine ha già raccolto più di 48 mila euro. L’obiettivo, però, è superare i 100 mila, arrivando fino ai 250 mila euro: “Le somme raccolte verranno utilizzate per accelerare l’espansione commerciale del delivery nelle altre città target – come Torino, Bologna, Firenze e Bari – e per migliorare l’attività del magazzino centralizzato” spiega Aguiari, che ricorda poi anche il l’importanza del lancio della Pwa Deliveryonline.it.

I numeri, intanto, sono promettenti: “Il fatturato 2020 dovrebbe essere di circa 280.000 euro, tra delivery ed e-commerce. Già dalla semestrale 2020, il primo anno effettivo di attività, l’azienda ha raggiunto il proprio punto di equilibrio economico” conclude il Cfo Andrea Aguiari.

 

Laura Loguercio

Lavoro nel desk video di un'agenzia stampa a Milano. Primo ho studiato Filosofia, poi ho scoperto il mondo del digitale. Scrivo di società, ma con un occhio per l’innovazione.