L’Italia può giocare un ruolo importante per la cybersecurity nel mondo grazie a una scaleup romana, Exein, che il 15 settembre 2026 ha annunciato un nuovo finanziamento da 270 milioni di dollari, con una valutazione di 1,7 miliardi, entrando così nel ristrettissimo club degli unicorni italiani.
L’azienda fondata nel 2018 da Gianni Cuozzo sviluppa soluzioni per proteggere infrastrutture critiche, reti energetiche, semiconduttori, robotica e dispositivi medici, integrando la sicurezza direttamente nei device, con rilevamento delle minacce in tempo reale basato su AI. Le sue tecnologie sono già presenti su oltre un miliardo di dispositivi nel mondo.
Negli ultimi anni questa società innovativa ha continuato a crescere, grazie anche a importanti round di finanziamento. A luglio 2025 ha ottenuto un round da 70 milioni di euro, guidato dal fondo di Venture Capital inglese Balderton, con Supernova e Lakestar, per poi annunciare, il 18 dicembre dello stesso anno, una nuova mega-raccolta di capitali per 100 milioni di euro.
Ma vediamo meglio come questa realtà italiana si sta facendo largo nel mondo.
Indice degli argomenti
Exein: cosa fa
Fondata a Roma nel 2018 da Cuozzo, Exein, come dicevamo, è attiva nella cybersecurity embedded per dispositivi IoT (Internet of Things), cioè quel settore relativo alla sicurezza informatica integrata direttamente dentro un prodotto, un dispositivo o un sistema, anziché aggiunta in un secondo momento come strato esterno.
La società ha sedi a Roma e uffici in Germania, Taiwan e negli Stati Uniti.
Chi è Gianni Cuozzo
Nato a Darmstadt, in Germania, nel 1990, da una famiglia italiana originaria di Valva (Salerno), Gianni Cuozzo è un esperto di cybersecurity noto a livello internazionale.
Già in giovane età, si è dedicato alla retroingegnerizzazione di protocolli radar non occidentali. A soli 18 anni ha coordinato lo sviluppo delle prime librerie per la decompilazione di firmware nordcoreani e cinesi di classe militare. Nel 2014, a Malmö (Svezia), ha fondato Prism Warfare, una società attiva nello sviluppo di armamenti informatici.
Dal 2012 al 2018 è stato advisor e operatore per agenzie d’intelligence NATO in vari teatri di conflitto. Dal 2015 al 2016 ha prestato consulenza economica presso il Senato della Repubblica, lavorando alla stesura di un decreto legge sulla creazione di un nuovo contratto collettivo per le startup innovative.
Nel maggio 2016, ha fondato in Italia “Aspisec”, società specializzata nella consulenza per la cybersecurity. Ha collaborato con diversi paesi della NATO per la stesura di dottrine militari sull’impiego di armamenti informatici e nuove dottrine di intelligence militare informatica. Nel giugno 2017, è stato premiato con il prestigioso riconoscimento del MIT Tech Review come “giovane innovatore under 35” per le sue ricerche sull’ottimizzazione del calcolo in ambiente embedded per la sicurezza.
Nel 2018 ha dato vita a Exein, diventandone amministratore delegato.
Cuozzo ha anche arricchito la sua formazione con un Executive Program for Growing Companies presso la Stanford University Graduate School of Business nel 2023, consolidando la sua esperienza nel management aziendale e nella crescita delle startup.
Si dedica anche al sociale come Project Manager della Fondazione Homo Ex Machina Onlus, dove gestisce il progetto ScApp, che utilizza l’intelligenza artificiale per aiutare le popolazioni colpite da calamità naturali, indirizzandole verso punti di raccolta sicuri e gestibili in tempo reale dalle autorità competenti. (Sotto il team di Exein)

La crescita di Exein: i round
Exein è nata con la missione di proteggere milioni di dispositivi dalle minacce informatiche.
Dal 2018 ha costruito solide partnership con attori chiave come SECO, ARM, NVIDIA, AWS e Lattice Semiconductor. Questa rete le ha permesso di ampliare la sua portata e il suo impatto sul mercato.
A luglio 2024 ha chiuso un round di finanziamento Serie B da 15 milioni guidato da 33N, fondo di venture capital specializzato in cybersecurity e software per infrastrutture, con la partecipazione di Partech. Hanno partecipato anche gli investitori già in captable United Ventures, eCAPITAL, e Future Industry Ventures (un fondo Redstone/SBI).
Il vero salto di scala arriva nel 2025, con due operazioni a distanza di appena cinque mesi. A luglio Exein chiude un Series C da 70 milioni di euro, uno dei più rilevanti mai realizzati da una software company italiana. A guidarlo è Balderton Capital, tra i principali fondi europei di venture capital, al suo primo investimento in Italia; entrano inoltre nel capitale Supernova e Lakestar, mentre rinnovano il proprio sostegno gli investitori già presenti 33N, United Ventures e Partech. United Ventures, in particolare, aveva guidato il seed di Exein nel 2018 e ha continuato a investire nei round successivi; 33N aveva invece partecipato, insieme agli altri investitori, al Series B da 15 milioni del 2024.
I 70 milioni servono soprattutto ad accelerare l’espansione internazionale, con un focus su Stati Uniti, Giappone, Taiwan e Corea del Sud, oltre che a sviluppare ulteriormente le tecnologie di cybersecurity embedded per dispositivi IoT e infrastrutture AI.
Ma è soprattutto il secondo round a dare la misura dell’accelerazione. Il 18 dicembre 2025 Exein annuncia altri 100 milioni di euro, portando a 170 milioni la raccolta complessiva nell’anno. L’operazione è guidata questa volta da Blue Cloud Ventures, fondo statunitense specializzato nelle società software e cloud in fase di crescita, con la partecipazione di HV Capital, Intrepid Growth Partners e Geodesic Capital; interviene inoltre J.P. Morgan, che affianca all’investimento una linea di finanziamento. I 100 milioni comprendono infatti equity e debito, anche se la società non ha reso pubblico il dettaglio della ripartizione tra le due componenti.
Il capitale raccolto a dicembre viene destinato a tre direttrici: una nuova generazione di runtime security per dispositivi connessi, compresa la protezione dell’AI e degli LLM che girano direttamente sui device; un programma di acquisizioni multiple in Europa e negli Stati Uniti nel 2026; e un’ulteriore accelerazione negli Stati Uniti e nell’Asia-Pacifico. A fine 2025 la piattaforma dichiarava di proteggere oltre 1,5 miliardi di dispositivi, con l’obiettivo di superare i due miliardi nel primo trimestre 2026.
Il megaround del settembre 2026
Il 15 settembre 2026 la deep tech italiana della cybersecurity ha annunciato un nuovo finanziamento da 270 milioni di dollari, con una valutazione di 1,7 miliardi. Il round è stato guidato dal fondo statunitense Headline, con la partecipazione di Sofina, Goldman Sachs, European Investment Bank ((tramite ETCI-European Tech Champions Initiative), KfW Capital e T.Capital (corporate venture capital di Deutsche Telekom). Inoltre sono stati coinvolti gli investitori esistenti Balderton, HV, Intrepid Growth Partners, 33N, Lakestar, Supernova Invest, Blue Cloud Venture e Geodesic Capital. Il round è stato ampiamente sottoscritto oltre l’obiettivo.
A questo, si legge in un comunicato aziendale, si aggiunge l’estensione della linea di credito revolving già in essere guidata da J.P. Morgan, con l’ingresso di KfW in qualità di ulteriore istituto finanziatore.
La tecnologia di Exein: cosa fa
Considerando che una violazione di dati su tre coinvolge un dispositivo IoT, Exein ha sviluppato un insieme di soluzioni che integrano funzionalità avanzate di sicurezza direttamente all’interno dei device connessi.
La startup offre un rilevamento delle minacce in tempo reale potenziato da intelligenza artificiale in settori strategici come infrastrutture critiche (ad es. reti ferroviarie o aeroporti), semiconduttori (ad es linee di produzione di microchip), energia (ad es reti elettriche nazionali), automotive (ad es. sistemi di guida autonoma), sanità (ad es. banche dati sanitarie nazionali) e robotica (ad es. bracci robotici industriali, robot umanoidi).
L’approccio “endpoint” di Exein, si legge in un comunicato aziendale, crea un vero e proprio sistema immunitario digitale, che protegge i singoli dispositivi invece di affidarsi unicamente a difese di rete centralizzate. Questo modello decentralizzato permette ai produttori di integrare facilmente le soluzioni di sicurezza più aggiornate, proteggendo i dispositivi dalle minacce informatiche e garantendo la conformità alle normative globali, come la direttiva europea NIS2, il Cyber Resilience Act (in vigore dal 2026) e il Cyber Trust Mark statunitense.
Nell’ambito della sua espansione strategica globale, Exein sta sviluppando soluzioni di sicurezza runtime per proteggere le infrastrutture di intelligenza artificiale e i large language model (LLM). Questo monitoraggio continuo, con rilevamento e risposta alle minacce in tempo reale, risponde alla crescente esigenza di mettere in sicurezza l’AI e gli LLM che operano direttamente all’interno dei dispositivi, anziché in ambienti cloud centralizzati. Inoltre, i fondi raccolti supporteranno Exein nella valutazione di opportunità strategiche di M&A nel settore della cybersecurity, rafforzando ulteriormente i piani di crescita.
“Costruire il sistema immunitario digitale del mondo connesso”
Come spiega Cuozzo, la startup romana vuole “costruire il sistema immunitario digitale del mondo connesso. La crescita straordinaria di Exein – afferma il CEO – dimostra quanto sia urgente proteggere i dispositivi che fanno parte della nostra quotidianità. La sicurezza embedded a livello di singolo dispositivo è oggi fondamentale, e siamo orgogliosi di supportare i principali produttori mondiali nel garantire i massimi livelli di protezione, offrendo loro la certezza di essere conformi alle normative più recenti. Sono estremamente fiero di contribuire a rafforzare le fondamenta dell’innovazione tecnologica europea e di avere la fiducia di partner e investitori mentre proseguiamo la nostra espansione globale e la missione di costruire il sistema immunitario digitale del mondo connesso.”.”
(Articolo aggiornato al 15/09/2026)
























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