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ASTE ONLINE

Startup fornitrici della Pa? Con il Mepa si può

02 Apr 2014

Al Mercato elettronico gestito da Consip possono accedere le aziende con fatturato minimo annuo di 25.000 euro: pubblicano online il catalogo e l’ente pubblico fa la sua offerta. Per alcuni è una chance in più, altri contestano le procedure complesse. Ma Consip è al lavoro per favorire le startup

Lavorare per la Pa: è appannaggio solo di medie e grandi aziende che hanno già instaurato e consolidato un canale preferenziale con la pubblica amministrazione o ce la possono fare anche le startup?  Un’opportunità è rappresentata dal Mercato elettronico della Pa (Mepa) gestito da Consip (Concessionaria Servizi Informativi Pubblici), dal 1997 la centrale acquisti per la pubblica amministrazione. Il Mepa è in sostanza un luogo virtuale in cui le amministrazioni avanzano le loro richieste, le imprese che ritengono di essere in grado di soddisfarle fanno la loro proposta e poi l’ente pubblico sceglie in base alla migliore offerta, con un meccanismo da asta online. Alcuni ne criticano la complessa procedura di iscrizione, altri la scarsa trasparenza. Altri invece lo difendono, ribadendo appunto che garantisce una chance in più ai piccoli. Ma come funziona?

Quali imprese possono registrarsi al Mepa?

I limiti di fatturato annuo richiesti sono pari generalmente a 25mila euro, salvo categorie specifiche o salvo cifre diverse indicate nei bandi. Da Consip comunicano però che stanno lavorando per venire incontro alle startup e facilitare l’accesso alla piattaforma anche a chi non raggiunge i 25mila euro.

Quali sono le procedure di accreditamento?

Occorre registrarsi al sito https://www.acquistinretepa.it/ In questo modo l’azienda ha accesso a un mercato di elevato potenziale e la propria offerta può raggiungere una platea di utenti potenzialmente molto ampia, evitando pesanti costi di intermediazione grazie all’utilizzo delle tecnologie informatiche e della rete. Abilitandosi al Mepa un’impresa può scegliere l’ambito territoriale entro cui offrire i propri prodotti, che può essere una sola provincia, ma anche tutto il territorio nazionale. I documenti presentati dall’azienda sono esaminati dalla Commissione di Valutazione.

Cosa succede dopo che l’azienda ottiene l’abilitazione?

Le è consentita la pubblicazione sulla piattaforma online del catalogo in cui descrive i propri prodotti e servizi, corredati di tutti i necessari dettagli.

A quel punto, se una Pa è interessata all’offerta di quell’impresa, come si muove?

Può effettuare un ordine diretto da catalogo o, come capita più spesso, seleziona un certo numero di fornitori e chiede loro di presentare un’offerta: una trattativa multipla fatta online, quasi una mini-asta.

Quanti acquisti sono stati effettuati nel 2013 sul Mepa sia attraverso ordini diretti sia da richieste d’offerta?

Complessivamente circa 340.000.

In quali proporzioni?

Il 60% da ordini diretti, il 40% da richieste d’offerta. Ma questi ultimi, anche se sono numericamente inferiori, rappresentano gli acquisti più ingenti e quindi di più elevato valore economico.

Quanti acquisti della Pa passano per il Mepa?

Uno su tre.

Quanti sono i fornitori accreditati sul mercato elettronico della Pa?

Attualmente quasi 20.000. Sono quelli la cui offerta è visibile online.

Quante sono le pubbliche amministrazioni che hanno effettuato acquisti almeno una volta sul Mepa?

Circa 25.000.

di Maria Castiglione

  • Marco

    Il limite dei 25.000 euro ci costringeranno a chiudere alla fine di quest’anno. Noi produciamo e abbiamo già in giro una decina di applicativi presso altrettante pubbliche amministrazioni; e produciamo software gestionali solo per loro. Ma l’impossibilità di iscriversi al Mepa impedisce alle pubbliche amministrazioni di redigere determine di impegno anche solo per i canoni di assistenza e manutenzione che ammontano a pochissime centinaia di euro. Altro che semplificazione: devono lavorare sempre gli stessi, che poi sono quelli che rubano. Mah….

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