Amazon, 10 cose che (forse) non sai sul gigante che si chiamava Cadabra - Economyup

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Amazon, 10 cose che (forse) non sai sul gigante che si chiamava Cadabra



Quella di Amazon è senz’altro una storia affascinante: nata come una piccola libreria nel garage di Jeff Bezos, e ormai diventata un vero e proprio impero dell’ecommerce che tutti noi usiamo nella vita quotidiana.  Ma ci sono particolari e curiosità che non tutti conoscono sul gigante del retail online: eccone 10

19 Ago 2021


Amazon torna a far parlare di sé con una manovra che non soprende chi conosce bene il gigante di Seattle: l‘apertura di una catena di negozi fisici negli Stati Uniti. Perché Amazon da tempo non è più solto un colosso dell’ecommerce. E sono tante le cose che molti (forse) non sanno su una delle società al vertice mondiale per capitalizzazione di Borsa e per capacità di innovazione.

Chi ha mai comprato su Cadabra? Non molti l’hanno mai sentito, ma quasi tutti, in realtà, l’hanno usato per acquistare qualcosa: si tratta infatti del precedente nome di Amazon.

Quella di Amazon è senz’altro una storia affascinante: nata come una piccola libreria nel garage di Jeff Bezos, e ormai diventata un vero e proprio impero dell’ecommerce che tutti noi usiamo nella vita quotidiana. L’ultima, clamorosa novità: il colosso del commercio elettronico si prepara ad aprire anche dei veri e propri supermercati “fisici” da 3mila metri quadri in Ohio e California.  Ma ci sono particolari e curiosità che non tutti conoscono sul gigante del retail online.

Ecco 10 fatti su Amazon che (probabilmente) non conosci:

1. Amazon si chiamava Cadabra

Inizialmente, Jeff Bezos aveva scelto il nome “Cadabra” per la libreria online che sarebbe poi diventata il colosso del retail. Il nome si riferiva alla parola magica “abracadabra”, ma il suo avvocato del tempo gli consigliò di cambiarlo, perché riteneva fosse una citazione troppo oscura e, se pronunciato ad alta voce, richiamasse la parola “cadaver”. Il nome Amazon deriva dall’omonimo fiume in Sud America, per richiamare il fatto che la selezione di libri dello shop fosse vasta quanto il fiume più grande del mondo.

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Tra le opzioni poi scartate c’era anche il nome Relentless, per cui Bezos aveva comprato il dominio nel 1994: ancora oggi, cercando Relentless.com si viene reindirizzati ad Amazon.com.

2. Amazon non ha pagato tasse negli ultimi 3 anni

Amazon non paga alcuna tassa federale dal 2018, a causa di un particolare meccanismo di tassazione: il governo americano concede alle aziende esenzioni e deduzioni a fronte di investimenti in ricerca e sviluppo.

Grazie al cosiddetto “R&D tax credit”, Amazon ha ricevuto dal 2005 al 2014 esenzioni pari a 600 milioni di dollari per la costruzione di magazzini in alcuni Stati, e ulteriori 147 milioni per lo sviluppo di data centers.

3. Jeff Bezos fa customer service ogni due anni

Amazon ha il pallino del customer service. Il suo fondatore ha un indirizzo e-mail dedicato disponibile ai clienti per reclami, che dichiara di leggere tutt’ora -sebbene raramente risponda di persona- per identificare possibili problemi del sistema.

Non solo: esiste una policy aziendale per cui tutti gli impiegati devono lavorare per due giorni come centralinisti del costumer service ogni due anni, per comprendere -e non scordarsi mai- l’importanza del rapporto con cliente. Questo include lo stesso Bezos, che ha raccontato aneddoti della sua esperienza in un’intervista con Bloomberg Business Week.

4. Tra i brand di Amazon ci sono IMDb, Audible e molto altri

Dall’abbigliamento all’elettronica, dal food al gaming, Amazon è proprietaria di una vasta gamma di brand, la maggior parte dei quali non portano il suo nome.

La lista include celebri marchi come IMDb, Zappos.com, Goodreads, Whole Foods, Audible, e Souq.com, un sito ecommerce per Paesi del medioriente. Nel 2020 erano oltre 40 i brand e sussidiari a cui Amazon fa capo.

5. Jeff Bezon ha comprato The Washington Post

Da sempre appassionato d’editoria, nel 2013 Bezos ha acquistato il celebre giornale americano The Washington Post per 250 milioni di dollari. Fondato nel 1877, lo storico quotidiano è stato autore di memorabili scoop come quello del Watergate.

Bezos ha definito l’acquisizione come “un investimento personale” e non realizzato per conto di Amazon.com, e promesso di preservare i valori e la tradizione giornalistica della testata.

6. 6.000 cani “lavorano” in Amazon

Una delle strutture dedicate ai cani alle Spheres di Amazon

Amazon è l’ambiente di lavoro più pet friendly d’America: nel suo campus a Seattle ci sono circa 6.000 cani registrati e autorizzati ad entrare, in media 500 al giorno. Le Spheres sono dotate di un parco, fontanelle distribuite per le strutture, e snack per cani disponibili in ogni reception. E’ stato perfino costruito un dog-deck in uno degli edifici.

7. Amazon ha avuto una crescita esplosiva durante la pandemia

Non c’è da sorprendersi che, nella corsa agli acquisti online scatenata dall’emergenza sanitaria, il colosso dell’ecommerce abbia visto una forte crescita. Ma solo vedendo i numeri si può capire la vera portata dell’impennata di Amazon.

Nel primo semestre del 2020, Amazon ha guadagnato 570 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato, arrivando al valore di 1.490 miliardi, al terzo posto dopo Microsoft (1.540 miliardi) e Apple (1,61 trilioni).

Dopo il crollo di metà marzo quando l’intero mercato azionario ha subito l’impatto della crisi coronavirus, le sue azioni sono salite di oltre il 60% rispetto all’inizio dell’anno, arrivando a valere circa 3.000 dollari.

Nell’ultimo trimestre dello stesso anno, Amazon ha fatto registrare profitti pari a 7,2 miliardi di dollari, con ricavi saliti del 44% a 125,6 miliardi, e ha chiuso il 2o2o con un totale di ricavi complessivamente in aumento del 37% a 380,06 miliardi.

8. Jeff Bezos guadagna più di 300 milioni al giorno

Secondo alcune stime (riferite al 2020), Jeff Bezos guadagna circa 3,70 dollari al secondo, per un totale di 320 a fine giornata. A fine settimana, i guadagni salgono a 2,25 miliardi di dollari, che al mese diventano quasi 9 miliardi di dollari.

9. Jeff Bezos ha un patrimonio di 194,4 miliardi (ma non è il più ricco)

Grazie all’esplosiva crescita di Amazon, solo nel primo semestre del 2020 Jeff Bezos, che detiene una quota pari all’11,1% di Amazon, ha visto una crescita del suo patrimonio netto del 50%, con un valore stimato di 178,5 miliardi di dollari.

Oggi, con 194,4 miliardi di dollari, Bezos è la seconda persona più ricca del mondo. Infatti, è stato recentemente spodestato dal primato da Bernard Arnault, che possiede il 47% della multinazionale francese LVMH, con marchi come Louis Vuitton, Christian Dior e Tiffany & Co.

10. Il CEO di Amazon è ora Andy Jassy

Dal 5 luglio 2021, dopo 27 anni Jeff Bezos non è pià CEO di Amazon. Al suo posto, ha assunto l’incarico Andy Jassy, precedentemente a capo della divisione Amazon Web Services – divisione da lui fondata.

Nato a Scarsdale (New York), Jassy ha 52 anni e, al contrario di Bezos, non è un uomo di comunicazione, ma un tecnico.

Bezos, dal canto suo, si è buttato a capofitto nelle sue passioni: la corsa allo spazio, con la sua SpaceX, e l’editoria.

(Aggiornato al 21/08/2021)