La rivoluzione delle infrastrutture intelligenti in Italia parte da Napoli. La Tangenziale del capoluogo campano è stata ufficialmente certificata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti come la prima Smart Road del Paese, diventando esempio concreto di una nuova generazione di strade capaci di raccogliere dati, dialogare con i veicoli e gestire il traffico in tempo reale.
La certificazione, rilasciata in conformità al Decreto Ministeriale 70/2018, rappresenta molto più di un riconoscimento tecnologico. Segna infatti l’ingresso dell’Italia nell’era delle infrastrutture digitali, un passaggio considerato essenziale per lo sviluppo della mobilità connessa e, in prospettiva, della guida autonoma. Il fatto che questo traguardo sia stato raggiunto nel Mezzogiorno aggiunge inoltre un importante valore simbolico e strategico.
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La notizia: perché la Tangenziale di Napoli è diventata una Smart Road
La certificazione è stata consegnata il 4 giugno 2026 dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti alla società Tangenziale di Napoli, parte del Gruppo Autostrade per l’Italia. Il progetto è stato sviluppato insieme al MIT, al Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile (MOST) e a Movyon, la società tecnologica del gruppo Aspi specializzata in soluzioni digitali per la mobilità.
Ma cosa significa concretamente Smart Road?
Secondo la normativa italiana, una strada intelligente deve soddisfare tre requisiti fondamentali. Il primo è il monitoraggio continuo del traffico attraverso sensori e sistemi di analisi distribuiti lungo il tracciato. Il secondo riguarda il controllo delle condizioni meteorologiche e dei rischi idrogeologici, grazie a centraline e sistemi di rilevamento capaci di individuare situazioni potenzialmente pericolose. Il terzo elemento, il più innovativo, è la comunicazione bidirezionale tra infrastruttura e veicolo, che permette lo scambio di informazioni in tempo reale.
Nel caso della Tangenziale di Napoli, lunga circa 22 chilometri, il sistema prevede l’installazione di 217 telecamere intelligenti, 15 portali di rilevamento, 8 centraline meteo e 40 antenne basate sulle tecnologie ITS-G5 e Cellular V2X, progettate per consentire il dialogo tra infrastruttura e mezzi di trasporto.
Per gli automobilisti questo significa ricevere informazioni più tempestive su traffico, incidenti, cantieri, condizioni meteo avverse e possibili criticità lungo il percorso. In prospettiva, la stessa infrastruttura sarà in grado di interagire con i veicoli connessi e autonomi che arriveranno sulle strade nei prossimi anni.
Il contesto: a che punto siamo con le Smart Road in Italia
L’Italia parla di Smart Road da quasi un decennio. Il quadro normativo nasce infatti nel 2018 con il Decreto Ministeriale 70, che definisce requisiti e standard tecnologici delle infrastrutture intelligenti.
Negli anni successivi Anas e Autostrade per l’Italia hanno avviato diversi programmi di digitalizzazione. Tra i progetti più avanzati figurano alcuni tratti dell’A2 Autostrada del Mediterraneo, del Grande Raccordo Anulare di Roma, della Roma-Fiumicino e di diverse arterie strategiche della rete nazionale. Tuttavia, fino ad oggi nessuna infrastruttura aveva ottenuto la certificazione completa prevista dalla normativa.
Le Smart Road rappresentano uno dei pilastri della mobilità del futuro perché consentono di integrare infrastrutture fisiche e infrastrutture digitali. La strada non è più soltanto un elemento passivo che collega due punti, ma diventa una piattaforma capace di generare dati, elaborare informazioni e supportare decisioni automatiche. Numerosi studi internazionali evidenziano come i sistemi Vehicle-to-Infrastructure (V2I) possano migliorare sicurezza, fluidità del traffico e sostenibilità ambientale grazie allo scambio continuo di dati tra veicoli e infrastrutture. (arXiv)
È proprio questa evoluzione che EconomyUp ha raccontato negli ultimi anni analizzando il ruolo crescente delle tecnologie digitali nella mobilità intelligente, dall’Internet of Things all’intelligenza artificiale applicata alla gestione del traffico fino ai sistemi di guida autonoma.
Perché una Smart Road al Sud è importante
La scelta di Napoli assume un significato che va oltre l’innovazione tecnologica. Storicamente, molte delle principali sperimentazioni infrastrutturali italiane sono partite dal Nord del Paese. In questo caso accade il contrario: la prima Smart Road certificata nasce nel Mezzogiorno.
Non si tratta soltanto di un riconoscimento simbolico. La Tangenziale di Napoli è una delle infrastrutture urbane più trafficate d’Italia e opera in un contesto particolarmente complesso dal punto di vista della mobilità. Proprio per questo rappresenta un banco di prova ideale per verificare l’efficacia delle tecnologie di monitoraggio, previsione e gestione intelligente del traffico.
L’investimento dimostra inoltre come il Sud possa diventare un laboratorio di innovazione infrastrutturale. La presenza di università, centri di ricerca e progetti nazionali come MOST offre infatti l’opportunità di sviluppare competenze avanzate nel settore della mobilità intelligente, creando nuove occasioni per startup, imprese tecnologiche e operatori della filiera digitale.
In questo senso la certificazione della Tangenziale di Napoli non rappresenta il punto di arrivo di un progetto, ma l’inizio di una trasformazione più ampia. Perché la vera sfida delle Smart Road non è soltanto rendere più efficiente una strada, ma costruire le basi tecnologiche della mobilità dei prossimi decenni.



















