Per anni è stata una delle startup simbolo della “scooter economy”: crescita rapidissima, capitali miliardari, monopattini lasciati sui marciapiedi delle grandi città e un modello di business che sembrava oscillare continuamente tra rivoluzione urbana e fragilità finanziaria. Ora Lime (monopattini elettrici e e-bike) prova ad andare oltre: la società americana di micromobilità elettrica sostenuta da Uber Technologies ha presentato i documenti per la quotazione al Nasdaq con il ticker “LIME”, in quello che potrebbe diventare uno dei test più importanti per capire se il settore della shared mobility leggera abbia finalmente raggiunto una maturità industriale.
MONOPATTINI & E-BIKE
Perché Lime va verso la Borsa: la scommessa su una nuova fase della micromobilità
Lime ha chiuso il 2025 con ricavi in crescita del 29%, ma la perdita netta è salita a 59 milioni di dollari. Riuscirà la pioniera dello sharing di monopattini ed e-bike a rafforzare la struttura finanziaria quotandosi al Nasdaq? È “l’IPO gamble”: se vinta, potrebbe modificare lo scenario

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