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Neoimprenditorialità

Italiantoy, un progetto rosa per il giocattolo di qualità

14 Feb 2014

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Quattro giovani donne si conoscono a un corso del Poli.Design. Creano una cooperativa che, “incontrandosi” con altre tre aziende, dà vita alla nuova impresa, che ha già fatto un gol: presentare il primo catalogo alla Fiera di Norimberga, la più importante del settore

Sono quattro giovani donne designer e amano ancora i giocattoli. Li amano a tal punto da aver dato vita a una startup del giocattolo, Italiantoy by Calembour design.

Alessandra Falconi (già direttore della Cooperativa di servizi per bambini Zaffiria), Roberta Martinucci, Emanuela Stocco e Marta Garaventa si sono conosciute e hanno iniziato a lavorare insieme durante il Corso di Alta Formazione in Design del Giocattolo organizzato da Poli.design, Consorzio del Politecnico di Milano, con il patrocinio di Assogiocattoli – l’associazione che rappresenta i produttori e distributori italiani del settore – e la collaborazione di Design Group Italia.

Le 4 toy designer hanno cominciato a progettare insieme durante un workshop per Hape, azienda internazionale che produce giocattoli eco-friendly. “L’affiatamento del team, il bilanciamento delle competenze e una visione comune hanno permesso presto al gruppo di raggiungere buoni risultati” dicono le tre founder. Infatti, partecipando al concorso di progettazione di giochi e arredi indetto dal carcere di Bollate, sono arrivate prime nella sezione gioco con il progetto “Quinta storia”, poi prodotto dalla Falegnameria del Carcere di Bollate ed entrato a far parte del più ampio catalogo “Prodotti Vivawood”, dedicato a oggetti costruiti dai detenuti di Bollate. Nasce così Calembour design, prima come gruppo informale, oggi come cooperativa con sede a Bergamo.

Contemporaneamente tre aziende – Eidos (azienda artigiana), Avenida (società di comunicazione) e Zaffiria – si associano e creano Italiantoy e insieme si candidano per un progetto dedicato all’internazionalizzazione, indetto dalla Regione Emilia-Romagna. La meta è la Germania, l’obiettivo è provare a entrare nel mercato tedesco creando giocattoli di qualità. Il progetto si posiziona al primo posto nella graduatoria.

Italiantoy sceglie come progettiste proprio le designer di Calembour design: un incontro che porta alla progettazione e alla prototipazione del primo catalogo di giochi, che è stato presentato alla Fiera di Norimberga, la più grande al mondo dedicata interamente a giochi e giocattoli, conclusasi lunedì 3 febbraio.

“Se oggi si pensa al cosiddetto design for kids – dicono le giovani startupper – ci si rende conto della grande complessità insita nella progettazione, nella produzione, nella distribuzione e nell’utilizzo di un giocattolo: complessità che spesso supera quella di altri prodotti. Comunicazione, interazione, colore, psicologia, estetica, ricordo, tecnologie, creatività, udito, pedagogia, progetto sostenibile, etica, racconto, immaginazione, futuro, valore ludico, gusto, vista, marketing, olfatto, sicurezza, tatto, motricità e materiali: sono solo alcuni degli ingredienti che si mescolano, interagiscono e compongono la progettazione di un giocattolo. E non solo”.

L’interesse delle realtà del settore per la professione è testimoniato dal successo e dai risultati del Corso di Alta Formazione in Design del Giocattolo organizzato da Poli.design. Oltre a Italiantoy by Calembour design, sono 28 i progetti realizzati in sole due edizioni: tra questi 5 i concept già acquistati da Hape.

Per la III edizione, in partenza a maggio, le sessioni progettuali affronteranno diverse tematiche di interesse: dalla progettazione di gadget che caratterizzerà il primo mini-workshop dedicato al design di prodotti promozionali, all’innovazione di prodotto-servizio per il target 6-9 anni affrontata nel workshop principale in collaborazione con Design Group Italia, uno dei più importanti studi di Design d’Europa; fino ad approdare al marketing e comunicazione nel secondo mini-workshop che verrà dedicato al tema del “Game design & Gamification”  per la progettazione del gioco in scatola. (L.M.)

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Luciana Maci
Giornalista

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale