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La videointervista

Grom cerca soci e studia il gelato industriale di qualità

di Giovanni Iozzia

05 Ott 2013

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A 10 anni dalla fondazione la società nata a Torino e diventata leader in Italia lavora sulla standardizzazione della qualità. Guido Martinetti, cofondatore con Federico Grom, racconta con quali obiettivi: l’internazionalizzazione e la crescita dei volumi. Per raggiungerli non è escluso l’ingresso di nuovi partner

Crescere con il gelato industriale e con lo sviluppo internazionale. Possibilmente con l’ingresso di nuovi soci. Sono le notizie che Guido Martinetti, cofondatore con Federico Grom delle Gelaterie Grom, da nell’intervista a economyup.it

2003: Grom è una gelateria di 38 metri quadrati a Torino. 2013: Grom è leader italiano con 62 negozi e quasi 26 milioni di fatturato.  In questi pochi numeri c’è la storia di un successo ottenuto innovando il processo di produzione e il marketing di un prodotto indistinto e largamente diffuso: il gelato. Alla base la determinazione di puntare sulla qualità delle materie prime e, quindi, sull’agricoltura, ricorda Guido Martinetti.

Guido Martinetti, a sinistra, con Federico Grom

Il cofondatore con Federico Grom della società rivela anche che Grom sta facendo test per lanciare un gelato industriale di qualità. L’altro fronte è l’internazionalizzazione. Il marchio ha già significative presenze all’estero (New York, Malibù, Tokio, Parigi, Osaka) ma non bastano. I punti di vendita devono aumentare e devono svilupparsi in altri mercati (Far East, per esempio).  

Le opportunità di crescita non mancano ma per affrontare c’è da fare una scelta fondamentale: aprire il capitale a nuovi soci. Grom, controllata dai suoi fondantor, ha già due partner (il giapponese Kabushikigaisha Lemongas Fukuoka al 4,5% e Riccardo Illy al 5% che ha pagato 5 milioni, valutando quindi la società 50 milioni). Martinetti a economyup.it dice che l’ingresso di nuovi soci è un tema all’ordine del giorno. Spiega perché e non esclude che possano essere stranieri. 

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Giovanni Iozzia

Ho studiato sociologia ma da sempre faccio il giornalista e seguo la tecnologia . Sono stato direttore di Capital, vicedirettore di Chi e condirettore di PanoramaEconomy.

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