Venture capital, la Regione Lazio è la prima a coinvestire fondi europei sulle startup | Economyup
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INNOVAZIONE E TERRITORI

Venture capital, la Regione Lazio è la prima a coinvestire fondi europei sulle startup



Circa 140milioni di capitali di rischio: tanto immetterrà sul sistema Fare Venture, il progetto della Regione Lazio attivato per sostenere le imprese innovative del territorio presentato a Milano in Cassa Depositi e Prestiti. “La sfida è cimentarsi insieme per recuperare competitività” dice il presidente Nicola Zingaretti

06 Feb 2019


Dal Lazio parte una spinta al venture capital italiano, finora di dimensioni molto inferiori rispetto ai principali Paesi europei, che porterà nell’ecosistema circa 140 milioni di euro di capitale di rischio. La Regione Lazio è infatti la prima in Italia con Lazio Venture a co-investire fondi europei nel venture capital per le imprese innovative con il fine di attrarre investitori privati nel capitale di rischio delle imprese laziali. La macchina è già in moto e sono stati sottoscritti accordi con quattro gestori. Il nuovo modello regionale è stato presentato il 5 febbraio alla comunità economica, finanziaria e imprenditoriale a Milano presso la sede di Cassa depositi e prestiti. Un’occasione di confronto tra la capitale e la metropoli lombarda nata con l’auspicio di  gettare le basi per un sistema condiviso a livello nazionale.

“La sfida è cimentarsi insieme, ciascuno facendo la propria parte, per ridare competitività e sviluppo al sistema Paese. È importante che questo avvenga nelle aree metropolitane come Roma e Milano”, dice il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti,  che è interventuto all’incontro Capitale di rischio per l’impresa innovativa: il progetto Lazio Venture”.  “Lazio Venture non è figlia del caso né vuole essere una palma nel deserto: ci siamo messi a lavorare sei anni fa, è il risultato del risanamento dell’istituzione Regione. In questo periodo abbiamo ricostruito un ecosistema favorevole. Abbiamo voltato pagina investendo in innovazione con le università, i poli dell’innovazione a Roma e scommettendo sulle enormi potenzialità della ricerca medica. Da qui la scelta di chiamare a raccolta una nuova leva di imprenditori”.

Con Zingaretti c’erano l’assessore allo sviluppo economico Gian Paolo Manzella, l’amministratore delegato e direttore generale di Cassa depositi e prestiti Fabrizio Palermo, il presidente di AIFI e di Fondo Italiano d’Investimento Innocenzo Cipolletta e il direttore generale di Lazio Innova Andrea Ciampalini.  Il vicedirettore del Corriere della Sera Daniele Manca ha moderato una tavola rotonda con il direttore generale di AIFI Anna Gervasoni, l’amministratore delegato di Fondo Italiano d’Investimento Carlo Mammola, il managing partner di United Ventures Massimiliano Magrini e l’avvocato Alessandro Corno, managing partner dello studio legale di MJ Hudson Alma.

Il modello Lazio Innova: così la Regione sostiene le startup

Il “Modello Lazio” ha l’obiettivo di sostenere l’impresa innovativa attraverso un utilizzo intelligente ed efficace dei fondi strutturali europei nel venture capital. Una strategia regionale storicamente in controtendenza rispetto alle politiche di investimento, non solo territoriali, a favore del capitale di rischio. La proposta dalla Regione Lazio, oltre ad essere fortemente innovativa e replicabile a livello nazionale, unisce le risorse dei fondi europei con il capitale privato, offrendo a quest’ultimo maggiori opportunità di guadagno attraverso una ripartizione asimmetrica dei profitti e riconoscendo ai gestori dei fondi contributi specifici per potenziare le loro attività di scouting di opportunità di investimento nel territorio.

Questo meccanismo genera un duplice vantaggio: favorisce, da un lato, l’intervento degli investitori nelle giovani imprese innovative presenti o che decidono di aprire una sede operativa del Lazio che possono contare su nuove risorse per crescere e consolidarsi. Dall’altro, punta a rendere il tessuto produttivo laziale maggiormente interessante per il mercato dei capitali, andando a innescare così un processo nuovo e virtuoso di sostegno alle startup.

Come è strutturato il progetto FARE Venture

L’Europa ha da tempo indicato la strada da percorrere, sostenendo i fondi di investimento specializzati attraverso i Fondi Strutturali e di Investimento Europei (SIE). L’UE consente, in questo ambito, di poter prevedere interventi pubblici che comprendano gli aiuti di Stato sopra accennati. In questo quadro, la Regione Lazio ha lanciato nel 2017 il progetto “FARE Venture” che prevede 2 strumenti innovativi, oggi attivi.

Uno è INNOVA Venture, fondo che agisce, insieme a co-investitori privati, direttamente nel capitale di rischio di startup e imprese innovative, utilizzando anche, per la prima volta in Italia, capitali aggiuntivi con campagne di equity crowdfunding.

L’altro è LAZIO Venture, un “fondo di fondi” che è stato al centro del dibattito milanese per il suo particolare meccanismo innovativo di utilizzo intelligente delle risorse pubbliche. Il Fondo opera investendo capitali pubblici in FIA (Fondi Chiusi di Investimento Alternativi) che, a loro volta, associando una quota del 40% di capitali privati, investiranno nelle imprese target del Lazio.

“Sia INNOVA Venture sia LAZIO Venture prevedono gli aiuti di Stato consentiti dall’Unione europea: per l’Ue è uno strumento pensato per investire dove il mercato non investirebbe, per noi significa convincere gli investitori a investire nel Lazio”, ha spiegato il direttore generale di Lazio Innova, Andrea Ciampalini. “Riteniamo che il venture capital sia la strada principale per sostenere l’imprenditoria innovativa. E pensiamo che, complessivamente, grazie anche ai circa 140 milioni immessi dal Lazio tra risorse pubbliche e private, il capitale di rischio in Italia potrebbe presto arrivare a raggiungere un miliardo di euro”.

Gli investimenti di Lazio Venture

Ad oggi sono 5 gli investimenti previsti di LAZIO Venture in altrettanti fondi, per complessivi 56 milioni di euro, di cui 4, per complessivi 44 milioni, in fase avanzata di closing. In particolare i gestori di tali fondi sono Vertis, United Ventures, Primomiglio e Fondo Italiano d’Investimento ed è in negoziazione 360CapitalPartners.

La progettazione di questa nuova politica per lo sviluppo del mercato del venture capital nel Lazio è stata curata da Lazio Innova, con il supporto del Comitato di Investimento di Fare Venture e la collaborazione di Fondo Italiano d’Investimento, dell’AIFI, dei gestori dei fondi e dei rispettivi studi legali.

Il ruolo di CDP per il venture capital in Italia

Il Gruppo Cassa depositi e prestiti è uno dei principali investitori in venture capital in Italia. Con un impegno nell’ultimo triennio superiore ai 300 milioni, CDP si è attivata per dare una risposta concreta allo sviluppo del settore e facilitare il superamento dei fallimenti di mercato. CDP si è inoltre impegnata per favorire il consolidamento e la professionalizzazione dell’industria italiana del venture capital grazie a significativi investimenti nello strumento dei fondi di fondi.
Con il nuovo Piano Strategico 2019-2021, Cassa depositi e prestiti intende rafforzare ulteriormente la propria presenza a sostegno dell’innovazione e della nuova imprenditoria con una serie di iniziative e programmi di investimento a supporto dell’accelerazione d’impresa, del corporate venture capital, dell’early stage capital e del late stage capital.

Venture capital, l’incontro tra pubblico e privato

“Il venture capital non è un capriccio, è uno strumento che rende fluido il rapporto tra costruzione della conoscenza e imprese innovative. L’Unione europea è un grande produttore di conoscenza ma ha difficoltà a trasformarla in capitale economico perché manca il mercato”, ha detto Massimiliano Magrini. “Tutti i sistemi innovativi hanno ricevuto una qualche forma di investimento pubblico. L’importante è che questo investimento sappia capitalizzare il capitale privato. Lazio Innova è un buon esempio di questo percorso”. E i risultati si vedono già. “Il Lazio, dopo la Lombardia, è la diventata la prima regione per investimenti in startup nel nostro Paese” ha ricordato Anna Gervasoni.

Per la prima volta la legge di bilancio dà nuovi stimoli ai capitali di rischio. Ora si tratta di fare sistema, come ha fatto notare Carlo Mammola, amministratore delegato di Fondo Italiano d’Investimento (altro contributor di Lazio Venture): “Finalmente c’è un approccio più sistemico. Se si attivano le risorse di cui si parla, a regime il mercato del venture capital varrà complessivamente oltre un miliardo e mezzo di euro. Non è utopia, possiamo raggiungere le cifre del venture capital di Francia e Germania”. (L.M.)