A quanta privacy siamo disposti a rinunciare per avere più sicurezza? Proteggere ed essere protetti giustifica la rinuncia a una bricola di libertà alla volta? Le polemiche sulla richiesta di identificazione per accedere ai siti pornografici come misura a tutela dei minori riporta l’attenzione sul dibattito, in corso da anni, sul rapporto tra privacy e sicurezza che ha assunto una dimensione sempre più complessa. Non si tratta più soltanto di stabilire fino a che punto uno Stato possa spingersi a limitare le libertà individuali in nome della protezione collettiva; oggi l’elemento che complica radicalmente lo scenario è la velocità del progresso tecnologico.
L’ANALISI
Siamo disposti a rinunciare alla privacy per avere più sicurezza? La difficile innovazione legislativa
Il rapporto tra privacy e sicurezza ha assunto una dimensione sempre più complessa. Il problema è che le tecnologie cambiano più in fretta dei quadri normativi. Serve una cultura del rischio digitale condivisa, che non si limiti a reprimere ma sappia progettare
imprenditore e docente universitario

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