Anche Mediaset e Poste vanno a caccia di startup. viteSicure, insurtech italiana attiva nel segmento vita-protezione, ha annunciato la chiusura anticipata della prima tranche del round Serie A per 2,5 milioni di euro, con l’obiettivo di accelerare l’esecuzione del piano di crescita.
All’operazione partecipano, oltre agli attuali soci con un follow-on, due nuovi investitori strategici: Ad4Ventures (Mediaset), Gruppo MFE e Net Insurance, compagnia assicurativa del gruppo Poste Vita.
Contestualmente, sono stati convertiti in equity SAFE per complessivi 2 milioni di euro, sottoscritti nel 2023 da CDP Venture Capital (attraverso il Fondo Rilancio), Apside (joint venture promossa da Intesa Sanpaolo e Zest), Reale Group e un network di business angel.
L’operazione arriva al termine di un esercizio che ha visto viteSicure raggiungere il break-even e un EBITDA positivo a fine 2025, confermando la sostenibilità del modello di business.
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Come è nata e cosa fa viteSicure
Sul mercato dal 2020, co-fondata a Milano da Eleonora Del Vento e Alessandro Turra, viteSicure ha rivoluzionato l’esperienza di acquisto delle polizze vita protezione allineandola alle nuove abitudini di acquisto dei clienti.
La società si rivolge in particolare alle nuove generazioni, storicamente poco servite dal mercato tradizionale, operando sia attraverso canali diretti sia tramite soluzioni di embedded insurance sviluppate con partner non assicurativi.
Grazie a un approccio basato su tecnologia, accessibilità e sostenibilità economica, la società – si legge in un comunicato aziendale – ha registrato negli ultimi anni una crescita significativa, confermandosi come uno degli attori più dinamici nel panorama insurtech italiano.
Si tratta di un caso di assicurazione vita on demand progettato per essere sostenibile non solo perché interamente digitale e senza carta, ma anche più accessibile, grazie a prodotti sviluppati insieme a RGA, operatore globale della riassicurazione vita. Il servizio è immediato grazie a una piattaforma open API che consente un onboarding completamente digitale, basato sui bisogni dell’utente.
L’esperienza è pensata anche in modalità self-service: in pochi minuti è possibile acquistare e scaricare la polizza online, con il supporto di strumenti digitali come il Protection Calculator e di un servizio clienti omnicanale. viteSicure, brand del broker assicurativo Bridge Insurance Services, è autorizzata a operare nello Spazio Economico Europeo e si avvale di un team con oltre 25 anni di esperienza tra assicurazione, marketing e tecnologia.
Cosa farà con i nuovi fondi
Le nuove risorse saranno destinate a:
- rafforzare la presenza sul mercato italiano, attraverso l’ampliamento dei i canali distributivi
- evolvere la piattaforma tecnologica (con focus su AI)
- sviluppare nuovi prodotti
- incrementare gli investimenti in marketing e brand
La parola ai protagonisti
Eleonora Del Vento, CEO e Founder di viteSicure:
«La chiusura anticipata della prima tranche riflette la solidità dei risultati raggiunti nel 2025 e la volontà di accelerare la crescita. L’ingresso di partner industriali come Ad4Ventures e Net Insurance, insieme al rafforzamento degli investitori già presenti, ci consente di entrare nella fase di scaling con una struttura più solida e con nuove leve di sviluppo commerciale e distributivo sostenute dal potenziamento della nostra piattaforma tecnologica anche attraverso AI.»
Alessandro Turra, CMO e Founder di viteSicure:
«Negli ultimi dodici mesi abbiamo migliorato in modo significativo l’efficienza delle attività di acquisizione clienti. La partnership con AD4Ventures ci permette ora di estendere questo modello su canali media ad alta scala, rafforzando ulteriormente la visibilità del brand anche al fine di agevolare lo sviluppo di partnership, essendo gli unici ad avere una piattaforma plug and play per embedded insurance in ambito vita protezione.»
Il mercato
Il contesto italiano evidenzia un ampio divario: il 48% delle famiglie non riesce a risparmiare, il 61% esprime preoccupazione per la stabilità economica futura e solo il 6% possiede una polizza vita. Questo scarto tra bisogni e coperture disponibili è noto come Protection Gap ed è un fenomeno diffuso a livello globale. Allo stesso tempo, molte compagnie continuano a proporre prodotti orientati al risparmio, con processi complessi e poco in linea con le abitudini digitali dei clienti, trascurando una fascia ampia di popolazione finanziariamente vulnerabile.
Da qui l’idea di puntare sulla trasformazione digitale per avvicinare le persone all’assicurazione, migliorare la comprensione delle soluzioni disponibili e ridurre le barriere di accesso. La tecnologia diventa quindi uno strumento per intercettare questi bisogni e offrire risposte più rapide e coerenti con i comportamenti degli utenti.


























