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La Santa Innovazione, tutte le volte che Papa Francesco è disruptive



Jorge Bergoglio è intervenuto con un video a TED, appuntamento internazionale per chi esplora gli scenari futuri. È solo l’ultimo degli atti di disruption del Pontefice che ha una forte presenza social e crede nello sviluppo tecnologico (coniugato con l’equità sociale). Una strategia comunicativa che punta ai Millennials

di Luciana Maci

04 Mag 2017


La partecipazione al TED di Vancouver è solo l’ultimo episodio nel cammino di un “santo innovatore”. Sul palco di TED, “marchio” di una serie di prestigiose conferenze internazionali sull’innovazione, sono saliti negli anni Bill Gates, Larry Page, Sergey Brin, Bill Clinton e molti altri, ma un Papa non c’era mai stato. Invece è successo. Papa Francesco è intervenuto a sorpresa – seppure solo virtualmente attraverso un video –  al recente TED tenutosi nella città canadese, intitolato “The Future You”. Sorpresa sì, ma non troppo, perché Jorge Mario Bergoglio, sin dall’inizio del pontificato, si è mostrato disponibile ad affrontare le questioni poste dall’innovazione tecnologica ed ha avuto lui stesso un approccio innovativo nella gestione della comunicazione del Vaticano, a partire dall’uso dei social network. Approccio che gli ha fatto persino conquistare la copertina della rivista Rolling Stone dal titolo “Papa pop”. E che ora lo ha portato a diventare speaker di un TED, dove ha avuto modo di sottolineare l’importanza della connessione e dell’interazione, dello sviluppo tecnologico coniugato con una maggiore equità sociale e della fiducia nel futuro.

Che cos’è TED – È un’organizzazione americana no profit, acronimo di Technology, Entertainment e Design e oggi sinonimo di “idee che meritano di essere diffuse”. Da oltre 25 anni TED organizza conferenze mondiali divenute punto di riferimento per le menti più curiose perché raccolgono storie, idee e pensieri di persone che hanno avuto il coraggio di andare oltre i limiti fisici, oltre i costumi sociali e spesso anche oltre i confini umani, diventando vera fonte di ispirazione per chi li ha potuti ascoltare. “Crediamo fortemente nel potere che hanno le idee di cambiare gli atteggiamenti, le vite e, in definitiva, il mondo” recita lo statuto di TED. Tra gli speaker più celebri, TED ha ospitato l’ex presidente degli USA Bill Clinton, il Premio Nobel James Dewey Watson, il produttore televisivo e attivista politico Norman Lear, il fisico Murray Gell-Mann, il cofondatore di Wikipedia Jimmy Wales, i cofondatori di Google Sergey Brin e Larry Page e il fondatore di Microsoft Bill Gates. 

► Cosa ha detto il Papa al TED

InterazioneBergoglio ha sottolineato uno degli elementi chiave di Internet: il collegamento con gli altri. “Mi piacerebbe innanzitutto – ha confidato – che questo incontro ci aiuti a ricordare che abbiamo tutti bisogno gli uni degli altri, che nessuno di noi è un’isola, un io autonomo e indipendente dagli altri, che possiamo costruire il futuro solo insieme, senza escludere nessuno. (…) Anche le scienze – lo sapete meglio di me – ci indicano oggi una comprensione della realtà, dove ogni cosa esiste in collegamento, in interazione continua con le altre”.

Futuro – “Sono contento – ha detto – qualsiasi ora sia lì, di partecipare al vostro incontro. Mi è piaciuto molto il titolo ‘The future you’ perché, mentre guarda al domani, invita già da oggi al dialogo: guardando al futuro, invita a rivolgersi a un ‘tu’. Il futuro è fatto di te, è fatto cioè di incontri, perché la vita scorre attraverso le relazioni”. 

Tecnologia sostenibile – “Sogno un futuro di pace nel quale lo sviluppo tecnologico passa coniugarsi con una maggiore equità sociale”. 

Se è la prima volta che un Papa partecipa a un Ted, non è la prima volta che Jorge Mario Bergoglio si sofferma su temi quali innovazione e nuove tecnologie, arrivando ad adottare comportamenti decisamente disruptive rispetto ai suoi predecessori. Vediamone alcuni esempi.

TUTTE LE AZIONI DISRUPTIVE DI PAPA FRANCESCO

1. Papa social – Bergoglio ha dimostrato grande disinvoltura nell’uso del suo profilo Twitter in varie lingue, riscuotendo grande successo. Soltanto sull’account in italiano ha attualmente 4,33 milioni di follower. Come si legge in questo articolo su Cnbc, la strategia mediatica realizzata attraverso Twitter è quella di attirare soprattutto i Millennials, assidui frequentatori dei social network. La rivista cita un esempio: Bergoglio ha lanciato un tweet durante i Mondiali di calcio 2014 che è stato retwittato quasi 20mila volte. A febbraio scorso ha registrato un videomessaggio per il Super Bowl, la finale del campionato Usa di football che si gioca a Houston: è stata la prima volta che un Pontefice è intervenuto sull’evento tv più seguito negli Stati Uniti. Dal 19 marzo il Papa ha attivato anche un account Instagram. Il Vaticano non ha ancora ritenuto opportuno aprire un profilo Facebook, ma ci sono vari gruppi dedicati a Francesco sul social di Zuckerberg. Francesco è anche stato il primo Pontefice ad adottare i selfie: un’innovazione non strettamente tecnologica ma indicativa di un modo di comunicare che si adegua ai trend del momento, sempre allo scopo di riuscire a comunicare meglio soprattutto con le giovani generazioni. 

2. Con gli youtuber –  A maggio 2016 Bergoglio ha incontrato in Vaticano 12 youtuber e ha risposto per circa

Il Santo Padre con 12 giovani youtuber
un’ora a tutte le loro domande, annunciando anche la sua intenzione di lavorare all’uscita del suo primo libro social, “Chiedete. Le mie risposte alle vostre domande“, un progetto curato da Tiziana Lupi per Mondadori. All’incontro erano presenti star del web di vari Paesi, tra i quali la youtuber italiana Greta Menchi

3. Il progetto del primo libro social  – Il succitato progetto editoriale “Chiedete. Le mie risposte alle vostre domande” è realizzato da Mondadori in collaborazione con Scholas Occurrentes e la startup eFanswer. L’anno scorso, a maggio, Mondadori scriveva in una nota: “Papa Francesco invita i giovani di tutto il mondo a fargli delle domande attraverso questo sito sviluppato insieme alla startup eFanswer e disponibile in cinque lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo e portoghese. Si può chiedere tutto, non ci sono argomenti o temi predefiniti, l’importante è che quello che si desidera sapere nasca dal cuore. Le domande verranno raccolte e selezionate da Mondadori e da Scholas sulla base di due criteri principali: la varietà e l’originalità. Le risposte del Santo Padre saranno pubblicate in questo libro che uscirà nei prossimi mesi e i cui diritti saranno venduti in tutto il mondo”. Il libro non è ancora uscito ma il sito è tuttora attivo per la raccolta di domande.

4. L’incubatore di startup – Papa Francesco ha lanciato Scholas Labs, acceleratore di progetti non-profit a sostegno dell’educazione e dei giovani. Lo ha fatto a febbraio 2015 in un hang out con studenti disabili in collegamento da Spagna, India, Brasile e Stati Uniti. Un progetto che ha immediatamente destato l’attenzione internazionale. Qui tutti i dettagli. Scholas Labs è in pratica l’incubatore delle Scholas Occurrentes sparse per il mondo. Scholas Occurrentes è un’organizzazione internazionale legata al Vaticano (presente in 82 paesi attraverso un rete che comprende più di 400 mila scuole e reti educative) che mira a promuovere l’integrazione sociale e la cultura dell’incontro attraverso la tecnologia, l’arte e lo sport,

5. L’Hackathon – Nell’ambito di Scholas Labs, nel 2016 è stato lanciato l’hackathon Scholas Labs Jam, un’iniziativa senza fini di lucro per invitare professori, studenti e imprenditori ad adottare un approccio innovativo alla formazione attraverso tecnologia e service design. La Jam si è tenuta dall’11 al 13 marzo in contemporanea mondiale in cinque sedi: Roma, Buenos Aires, Madrid, Città del Messico e Miami. Lo scopo dei partecipanti, che sono stati chiamati a lavorare in team, era proporre un progetto di scuola 2.0 aperta e partecipativa. A Roma trenta persone che non si conoscevano tra loro sono state convocate in Vaticano per elaborare un progetto su questi temi. Tra questi Dianora Bardi, insegnante al Liceo Lussana di Bergamo che ha messo a punto un metodo didattico innovativo,”Impara Digitale”, una rappresentanza  di Codemotion Kids, associazione che si occupa di coding, computing, robotica e minecraft per l’istruzione e anche una blogger Chiara De Leonardis, nota come Mamma Lean.

6. Altissima risoluzione – La prima messa di Papa Francesco celebrata in Piazza San Pietro per l’inaugurazione del suo Pontificato è stata ripresa con l’innovativa telecamera 4K F55 di Sony, che ha assicurato riprese con una risoluzione quattro volte maggiore rispetto all’Alta Definizione (HD). “Questo testimonia l’importanza della comunicazione e il desiderio di documentare gli eventi di tale portata mediatica con la maggiore ricchezza di dettagli possibile e con gli strumenti tecnologici più avanzati” ha detto in quel contesto Monsignor Viganò, direttore del Centro Televisivo Vaticano (Ctv). Le immagini in 4K offrono una quantità di informazioni quattro volte maggiori rispetto all’HD, grazie ad un sensore evoluto S35mm capace di una risoluzione di 4.096×2.160 pixels, garantendo quindi una qualità delle immagini di gran lunga superiore.

7. A tu per tu con i big dell’hi-tech – Il Papa incontra periodicamente personalità di vario tipo a livello nazionale e internazionale. Nel corso del suo pontificato ha avuto occasione di incontrare anche personaggi di rilievo delle aziende tecnologiche e delle telco. A gennaio 2016 il Papa ha incontrato Eric Schmidt, executive chairman ed ex Ceo di Google, insieme a Jared Cohen, manager alla guida di Google Ideas. Il mese successivo ha ricevuto in udienza privata a Santa Marta i dirigenti di Eutelsat, Globecast e Sony, alla presenza dei vertici della Segreteria per la Comunicazione e del Centro Televisivo Vaticano (CTV), invitandoli a collaborare per costruire ponti attraverso la comunicazione televisiva. Ad ottobre sono stati i vertici di Vodafone a recarsi da Bergoglio. All’incontro hanno partecipato Vittorio Colao, ceo del Gruppo, il chairman Gerard Kleisterlee e l’amministratore delegato di Vodafone Italia Aldo Bisio, insieme ai membri del cda di Gruppo e dei comitati esecutivi di Italia e della compagnia. A loro ha chiesto che “la tecnologia incoraggi al dialogo interreligioso”.

8. Internet “dono di Dio” – Nel 2014, durante la Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali, il Papa ha sottolineato che “Internet può offrire maggiori possibilità di incontro e di solidarietà tra tutti, e questa è una cosa buona”. Addirittura ha parlato della Rete come di “un dono di Dio”. Tuttavia, in varie occasioni, ha più volte sottolineato  i rischi connessi a un uso scorretto o distorto delle tecnologie.

9.  Messa online interattiva – Primato anche per la messa virtuale. A Pasqua 2013 gli oltre 4 milioni di utenti di Banjo, la principale piattaforma di geolocalizzazione per la condivisione di feed dai più diffusi social network, hanno potuto assistere virtualmente alla messa celebrata da Papa Francesco. Tutti i feed sul neo eletto Pontefice sono risultati accessibili direttamente dal “luogo” personalizzato disponibile in home page il giorno della festività pasquale.

Luciana Maci

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale