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Il report

Innovazione, 44 aziende europee hanno avamposti in Silicon Valley

09 Mar 2017

Mind The Bridge ha pubblicato il primo rapporto sulle società della Ue che hanno aperto “Innovation Outpost” nella valle californiana: sono soprattutto tedesche e francesi, l’Italia è presente con Luxottica e Enel. Obiettivi: intercettare i trend tecnologici, accelerare lo sviluppo ed effettuare investimenti

L’ultimo in ordine di tempo è stato l’Innovation Hub inaugurato pochi giorni fa da Enel all’interno dell’Università di Berkeley (California), ma sono in tutto 44 le aziende europee che hanno un “innovation outpost” in Silicon Valley, ovvero un punto di presenza stabile, utile per vari scopi: intercettare i trend tecnologici e di mercato, accelerare lo sviluppo di prototipi e business model innovativi e identificare partner strategici con i quali avviare accordi commerciali o effettuare investimenti o acquisizioni.

Che cos’è e cosa farà l’Innovation Hub di Enel a Berkeley

È quanto emerge da un rapporto di Mind The Bridge, advisory firm guidata da Marco Marinucci (fondatore e Ceo) per la parte Usa e da Alberto Onetti (Chairman) per il lato Europa, che promuove l’imprenditorialità in Europa e nel mondo ed è particolarmente impegnata per la creazione di un ponte fra la Bay Area e le startup europee. 

Lanciato in queste ore a San Francisco, è il primo report sugli “European Innovation Outposts” nella Valley californiana, completo di una lista di “Who’s Who”. (a questo link è possibile scaricare il report completo).

Delle 44 compagnie europee individuate, quelle con un numero maggiore di postazioni nella Bay Area provengono da Germania e Francia, seguite dalla Gran Bretagna. L’Italia ha solo due postazioni. I settori industriali più rappresentati sono automotive, telecomunicazioni e Fintech.

L’occasione per presentare il rapporto è stato il lancio ufficiale della terza edizione di Startup Europe Comes to Silicon Valley (SEC2SV), evento che vedrà riuniti a settembre nella Mecca dell’Innovazione i più importanti founders, imprenditori, dirigenti d’azienda, investitori e policy-maker dell’ecosistema imprenditoriale dell’Unione europea.

“Le startup europee – ha spiegato Andrus Ansip, vice president della Commissione europea sul Digital Single Market – sono sempre più indirizzate verso i mercati globali sin dalle fasi iniziali. L’Ue è aperta a collaborazioni e investimenti internazionali: l’interazione con la Silicon Valley è importante per far sì che il Digital Single Market abbia un impatto globale”.

Lo studio presentato da Mind The Bridge ha preso in esame tutte le aziende europee che hanno un innovation outpost nella Valle californiana, con almeno una persona che lavora a tempo pieno: delle 44 postazioni individuate, quasi la metà ha stabilito la presenza negli Usa dopo il 2010, oltre un terzo ha aperto negli ultimi tre anni e molte altre si stanno organizzando per lanciare i loro avamposti dell’innovazione entro quest’anno.

La presenza delle corporation varia a seconda degli obiettivi, delle dimensioni e delle operazioni. Il 46% ha optato per una presenza “leggera”, con una Corporate Innovation Antenna, ovvero un gruppo di 2 o 3 persone solitamente riunite in spazi di coworking, oppure con un ufficio di CVC-Corporate Venture Capital. Il restante 54% ha scelto una presenza più strutturata nella forma di un Corporate Innovation Lab (un gruppo di 15 o 20 persone) o di un Centro per la Ricerca e Sviluppo, composto da 50-100 dipendenti organizzati in squadri di ricerca verticali.

GEOGRAFIA – Germania e Francia sono in assoluto i Paesi più rappresentati con 15 avamposti tedeschi (34% del totale) e 13 francesi (30%). Il Regno Unito ne possiede 5 (11%) mentre le restanti 11 postazioni provengono da 6 diversi Paesi: l’Italia, che ne ha due, così come Spagna, Svezia, Svizzera e Olanda, mentre la Finlandia ne ha uno. l’Italia in ogni caso è presente, sia pure in misura non comparabile a Germania e Francia.  A Luxottica che si è insediata lo scorso anno con un team piuttosto numeroso si è appena aggiunta Enel. A queste si unisce Unipol che è molto attiva nella Bay Area attraverso la propria partnership con Mind the Bridge. E il nuovo Console Lorenzo Ortona (supportato da Alberto Acito del MISE) è determinato ad ampliare gli spazi di atterraggio per imprese italiane in Silicon Valley.

SETTORI – L’Automotive è il più rappresentato, con 8 postazioni, il 19% del totale: percentuale che cresce al 20% se si include il settore aeronautico e aerospaziale. Sette centri per l’innovazione appartengono a industrie delle telecomunicazioni e dei servizi finanziari. Un’altra industria ben rappresentata è quella dell’energia con 5 company, l’11% del totale. Seguono: Life Science/Pharmaceutical/Chemicals, Software e Consulting con due terzi delle postazioni.

LOCATION – Quattordici postazioni sono a San Francisco, mentre 26 sono al di fuori della Valley. I luoghi maggiormente presi di mira sono Mountain View, Palo Alto e Sunnyvale.

“Comprendere più facilmente ‘chi è chi’ in questo ambito e quali sono gli obiettivi e le opportunità offerti dagli avamposti dell’innovazione può garantire benefici sia alle aziende sia alle comunità che stanno tentando di coinvolgere” ha detto  Alberto Onetti, presidente di Mind the Bridge.

“Gli avamposti di innovazione in Silicon Valley – ha aggiunto Marco Marinucci, Ceo di Mind the Bridge – consentono alle company di realizzare progressi tecnologici importanti ed offrire un vantaggio competitivo diretto. Per questo è fondamentale apprendere dalle aziende che sono più avanti su questo terreno”. (L.M.)

Luciana Maci
Giornalista

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale