Il primo luglio Bending Spoons ha suonato la campanella al Nasdaq, con il ticker BSP. Prezzo di collocamento a 29 dollari per azione, chiusura della prima giornata a 40,50 dollari, quasi il 40% in più. Un’azienda cresciuta a Milano, valutata circa 25 miliardi di dollari alla fine della prima seduta di contrattazioni. Tredici anni fa i fondatori erano partiti con circa 40.000 euro di capitale iniziale e una prima acquisizione da 10.000 euro. Oggi possiedono AOL, Evernote, Vimeo, Eventbrite, WeTransfer, Meetup, komoot, Remini, StreamYard, Brightcove, Harvest, con oltre 500 milioni di utenti attivi mensili.
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Guadavo con invidia la sede di Evernote e adesso faccio il tifo per Bending Spoons
La quotazione di Bending Spoons al Nasdaq non rappresenta soltanto il successo di un’azienda italiana, ma l’inizio di una nuova fase per l’ecosistema dell’innovazione: più capitali, nuovi imprenditori e un effetto moltiplicatore che potrebbe durare anni. L’analisi di un italiano che è stato imprenditore in Silicon Valley
Partner di The Liquid Factory

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