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FORMAZIONE E INFORMAZIONE

Fatturazione elettronica, scendono in campo i Digital Champion

03 Mar 2015

Dopo una giornata di formazione, dal 9 marzo gli “ambasciatori” selezionati da Riccardo Luna saranno nelle Camere di Commercio a informare le imprese. Tumietto (Menocarta.net): «Perché non coinvolgere i professionisti?». E c’è chi teme che l’iniziativa diventi una promozione per i servizi di Infocamere

Riccardo Luna, Digital Champion
A due mesi e mezzo dalla nascita, i Digital Champion sono già al lavoro su un preciso argomento: la fatturazione elettronica. Il 31 marzo scatterà infatti l’obbligo di fatturazione elettronica per le imprese che forniscono beni e servizi alla Pubblica Amministrazione.

Tutti, dalle grandi multinazionali al piccolo artigiano, dovranno adeguarsi alle nuove regole di fatturazione che implicano l’utilizzo di posta elettronica certificata, firme digitali e un software per archiviare i documenti in modo sicuro per almeno 10 anni. Una rivoluzione che dovrebbe comportare un miliardo di euro di risparmi all’anno per lo Stato e circa 600 milioni per i fornitori della PA.

Per aiutare le imprese a intraprendere questo nuovo percorso sono stati chiamati a raccolta anche i Campioni Digitali italiani. Chi sono? “Ambasciatori” disseminati in tutta Italia scelti da Riccardo Luna, di fatto l’unico che può ufficialmente fregiarsi di questo titolo essendo stato nominato Digital Champion italiano nella Ue lo scorso settembre dal governo Renzi.

Ieri si è tenuta a Roma una giornata di formazione sulla fatturazione elettronica, ma è più opportuno parlare di un evento a cui hanno partecipato anche il Ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia, il direttore generale dell’AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) Alessandra Poggiani e il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi. Soprattutto hanno partecipato 110 Campioni Digitali da tutta Italia. Sul sito di Luna risulta che al momento i Digital Champion sono in tutto 837, lui assicura che sono già 1.500, puntualizzando che la “catalogazione” è ancora in fieri perché è un’attività non retribuita e svolta a titolo volontaristico da parte di tutti.

L’evento si è svolto in partnership con AgID e in collaborazione con Unioncamere, Infocamere, Asset Camera e Camera di Commercio di Roma. I relatori hanno condiviso le informazioni con i Digital Champions italiani. Questi a loro volta, a partire dal 9 marzo, diventeranno “antenne” sul territorio, rendendosi protagonisti di incontri informativi sulla fatturazione elettronica organizzati dalle locali Camere di Commercio.

A supportare la squadra arrivano anche Telecom Italia e Rai. Dal primo aprile al 30 giugno, all’interno di una sezione del sito Italiani.digital, realizzato dall’Associazione Digital Champions con il sostegno di Telecom Italia, sarà messo a disposizione di tutti un help desk per rispondere alle domande sul tema.

Quanto alla Rai, come ha scritto Luna su Italiani.digital, intende dare una copertura televisiva sul processo di digitalizzazione, “una copertura mai vista prima che durerà per settimane per spiegare davvero a tutti, non solo come si fa, ma anche perché è importante. È una cosa bella e rara: si chiama servizio pubblico”.

Un grande progetto che punta ad aiutare concretamente la PA. Come tutti i grandi progetti, però, non mancano, insieme agli applausi, anche qualche osservazione e qualche critica. “È un’iniziativa eccellente e seria, che va portata avanti, ma sotto certi aspetti può essere migliorata” dice a EconomyUp Daniele Tumietto, commercialista, partner di Menocarta.net (rete di imprese in cui sono presenti commercialisti e notai che offre servizi di fatturazione e conservazione sostitutiva) e componente del Forum italiano della Fattura elettronica presso l’Agenzia dell’Entrate. “Per esempio bisognerebbe coinvolgere non solo le Camere di Commercio ma tutti i player, compresi i professionisti” afferma Tumietto, presente alla giornata di ieri. Insomma, nelle Camere di Commercio, oltre al Digital Champion di turno, a spiegare la fatturazione elettronica ci dovrebbero essere rappresentanti di aziende che vendono servizi di fatturazione e professionisti che lavorano nel settore.

Altri esperti della PA sottolineano che l’argomento “fatturazione elettronica” non è così semplice e una giornata di formazione – per quanto approfondita, con conseguente invio a tutti i partecipanti di kit formativo online – potrebbe non essere sufficiente per far diventare i “formati” a loro volta “formatori”. Qui si apre anche la questione delle effettive competenze dei Digital Champion, che nessuno mette in dubbio ma che ovviamente andranno verificate sul campo.

Occorrerà poi capire se le Camere di Commercio avranno solo una funzione di “ospitalità” o se, attraverso i Campioni Digitali, potrebbero diventare in qualche modo parte attiva nel promuovere il servizio di fatturazione elettronica di Infocamere. Ovviamente solo un’ipotesi, facilmente smentibile nei fatti quando inizieranno gli incontri. Ma il problema si sta ponendo tra alcune delle aziende private che, come Infocamere, vendono servizi di fatturazione elettronica. In pratica i suoi competitor. E i Digital Champion potrebbero rischiare di trasformarsi da divulgatori a venditori. C’è il rischio che passi questo messaggio” ammette Tumietto. “La giornata di ieri è stata un successo anzitutto comunicativo, ed è un  bene, perché più si parla di fatturazione elettronica meglio è. Però sembra che alla fine il messaggio trasmesso sia stato: grazie alle Camere di commercio le pmi possono fare fatturazione elettronica. E non è esattamente così”. Perché l’intera operazione sia pienamente super partes, Tumietto ha un suggerimento molto pratico per Riccardo Luna: “Proporre uno schema, una sorta di tabella comparativa tra tutte le soluzioni di fatturazione e conservazione elettronica presenti sul mercato: tabella che potrebbe essere gestita da Agid”. Così le imprese potrebbero vedere a colpo d’occhio chi offre cosa, e a quale prezzo, e scegliere il fornitore del servizio che ritengono più idoneo alle loro esigenze.

Non tutti i privati però hanno le stesse perplessità. Aruba, azienda italiana specializzata in domini, hosting, cloud, server dedicati, e-security e pratiche online e che, tra i vari servizi, offre anche quelli di fatturazione elettronica, sottolinea l’importanza comunicativa dell’evento di ieri: “In generale direi che ogni attività volta a spiegare meglio come evolvono le normative di questo tipo è sicuramente utile” commenta ad EconomyUp Stefano Sordi, Direttore Marketing di Aruba. “Già la Finanziaria 2008 aveva stabilito che la fatturazione nei confronti delle amministrazioni dello stato dovesse avvenire esclusivamente in forma elettronica attraverso il Sistema di Interscambio. Poi dal giugno 2014 le imprese hanno dovuto emettere fatture elettroniche verso ministeri, agenzie fiscali, enti nazionali di previdenza e assistenza e adesso, a partire dal 31 marzo 2015, tale obbligo si estenderà a tutte le altre amministrazioni centrali. Risulta chiara, quindi, da un lato l’importanza di informare a riguardo, dall’altro la possibilità di offrire alle categorie coinvolte dalla normativa dei servizi pensati ad hoc e delle agevolazioni, così come stiamo facendo in Aruba con il servizio DocFly – Fatturazione PA che consente di gestire l’intero ciclo della fatturazione elettronica attraverso un’unica soluzione”.

Del resto quello della fatturazione elettronica è anche un grosso business. Come rileva una recente ricerca dell’Osservatorio ICT & Professionisti della School of Management del Politecnico di Milano nel prossimo biennio in Italia gli studi professionali concentreranno i loro investimenti in tecnologie soprattutto sugli ambiti Fatturazione Elettronica verso la PA e Conservazione Digitale a norma dei documenti. Tenendo conto sia delle tecnologie già adottate che di quelle per cui c’è interesse nel prossimo futuro, la fatturazione elettronica verso la PA è l’area di maggior investimento (73%), seguita da Gestione Elettronica Documentale (68%), sito web (68%) e Conservazione Digitale (63%).

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