Amazon diventa "banca" anche in Italia | Economyup
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Innovazione nel credito

Amazon diventa “banca” anche in Italia

01 Lug 2015

È atteso nei prossimi mesi Amazon Lending, servizio già operativo in Giappone e Usa per i commercianti che usano la piattaforma per il proprio business. Sarà il colosso dell’e-commerce a scegliere a chi prestare il denaro attraverso un algoritmo che individua i venditori più efficienti

Amazon si prepara a lanciare anche in Italia “Amazon Lending”, il servizio di prestiti ai piccoli rivenditori che le consente di scegliere a chi prestare i soldi tramite un algoritmo. Il colosso dell’e-commerce con sede a Seattle diventerebbe così una sorta di banca operativa sul nostro territorio.

Amazon Lending è già realtà dal 2012 in Giappone e Stati Uniti, ma nei prossimi mesi sarà esteso anche a Canada, Francia, Germania, India, Spagna, Regno Unito e, appunto, Italia. Si tratta, in pratica, di fondi dedicati ai rivenditori terzi che utilizzano la piattaforma per il proprio business e necessitano di prestiti a breve termine per essere più competitivi.

I prestiti potranno partire da 1000 fino ad arrivare a 600.000 dollari a tre e sei mesi, ma per poterne richiedere uno bisogna essere invitati da Amazon. L’azienda guidata da Jeff Bezos userà algoritmi interni per scegliere i venditori, basandosi sulla popolarità dei loro prodotti e la frequenza con cui esauriscono le scorte. La società guadagna sugli interessi e sulle maggiori vendite ottenute grazie alla spinta economica.

Finora da alcune stime sembra che abbia erogato centinaia di milioni di dollari, ma non ci sono dati ufficiali sui risultati economici conseguiti dal 2012.

Sono in molti a pensare che i rischi siano troppo alti, perché le piccole attività hanno una percentuale di fallimento molto elevata, soprattutto in Cina e India, ma l’azienda americana assicura di effettuare accurati controlli dei dati prima di invitare un rivenditore nel piano prestiti, oltre a garantirsi il rientro dei capitali direttamente dalle vendite effettuate tramite la piattaforma di e-commerce.

Sul mercato ci sono già altri competitor: eBay (PayPal) e Alibaba forniscono da tempo credito ai rivenditori indipendenti che utilizzano la loro piattaforma. Amazon e gli altri potrebbero trasformarsi in un elemento di disruption per il settore del credito nazionale. Ci si chiede però se, per effettuare in Italia questo servizio assimilabile a un servizio bancario, il colosso statunitense non debba seguire le regole del settore dettate dalla Banca d’Italia. (L.M.)

Luciana Maci
Giornalista

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale

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