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LOTTA ALLA SCLEROSI

Altro che Ice Bucket Challenge, contro la Sla c’è la tecnologia wearable

26 Ago 2014

Mentre diventa virale la sfida a secchiate d’acqua per richiamare l’attenzione sulla malattia, Royal Philips e Accenture annunciano un prototipo di software che aiuterà i pazienti a gestire i dispositivi elettronici casalinghi attraverso comandi cerebrali, vocali e oculari

Altro che secchiate d’acqua gelata: la sclerosi laterale amiotrofica (Sla) si combatte con la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica. La malattia è al centro del dibattito in questi giorni per l’Ice Bucket Challenge, sfida internazionale accolta da molti personaggi noti, da politici a persone dello spettacolo, che consiste nel rovesciarsi un secchio di acqua gelata in testa per richiamare l’attenzione su questa patologia. Sfida che è diventata presto un tormentone estivo, è circolata in modo virale su tutti i media e ha attirato su di sé commenti e polemiche di ogni genere.
 
Ma c’è chi lavora per soluzioni concrete. Royal Philips e Accenture hanno annunciato nei giorni scorsi lo sviluppo di un prototipo software che, collegando uno schermo indossabile alla tecnologia Emotiv Insight Brainware, in grado di  captare ed esaminare le onde cerebrali Eeg, consente ai pazienti affetti da Sla e altre malattie neurodegenerative di comandare autonomamente alcuni dispositivi elettronici presenti in casa. In pratica si potranno gestire attraverso comandi cerebrali, vocali e oculari i device presenti nell’abitazione anche da parte di chi, come i malati, è praticamente impossibilitato a muoversi.

La Sla, infatti, nota anche come “Morbo di Lou Gehrig”, colpisce oltre 400.000 persone l’anno danneggiando le cellule nervose cerebrali e del midollo spinale e portando ad una progressiva diminuzione dell’attività muscolare volontaria. I pazienti in fase avanzata diventano spesso completamente paralizzati, pur mantenendo le funzioni cerebrali.

Ma il prototipo software dà nuove speranze almeno per quanto riguarda il miglioramento della qualità della vta. Quando un schermo indossabile e la tecnologia Emotiv Insight Brainware vengono collegati a un tablet, gli utenti possono controllare i prodotti Philips tra cui Philips Lifeline Medical Alert Service, Philips SmartTv (con TP Vision) e il sistema di illuminazione connesso Philips Hue attraverso comandi cerebrali, vocali e oculari.
 
La tecnologia Emotiv utilizza infatti sensori che si sintonizzano con gli impulsi elettrici cerebrali di chi la indossa, in modo da rilevare in tempo reale pensieri, sentimenti ed espressioni. Attraverso uno schermo indossabile si ottiene quindi un feedback visivo che consente di navigare nel menù delle applicazioni attraverso un’app scaricabile su tablet.
 
Grazie a questa innovazione una persona può inviare messaggi preconfigurati, richiedere assistenza medica e controllare il funzionamento di tv e luci. Il prototipo dimostra come la tecnologia esistente può essere utilizzata per trasformare la qualità della vita dei pazienti affetti da Sla. Quando i pazienti perdono il controllo muscolare e la capacità di movimento oculare, possono ancora utilizzare tramite comandi cerebrali la gamma di prodotti Philips connessi all’interno del loro ambiente domestico.
 
L’Accenture Technology Lab di San Jose in California ha collaborato con il Philips Digital Accelerator Lab nei Paesi Bassi per creare il software che permette l’interazione fra Emotiv Insight Brainware e lo schermo indossabile. Fjord, una società di proprietà di Accenture Interactive specializzata in servizi di consulenza di design, ha progettato l’interfaccia utente dello schermo.
 
La collaborazione per l’innovazione digitale tra Philips e Accenture ha avuto origine a ottobre 2013, quando le due aziende hanno annunciato la creazione di un prototipo che utilizza gli occhiali Google Glass per migliorare l’efficacia e l’efficienza di esecuzione delle procedure chirurgiche. Il prototipo collega Google Glass alle soluzioni IntelliVue di Philips e dimostra come sia possibile ottenere in tempo reale un flusso continuo dei dati vitali del paziente sui Google Glass che consente ai medici di accedere alle informazioni cliniche critiche senza dover utilizzare le mani.
 
“Questo prototipo rappresenta un esempio di come le persone, i dispositivi elettronici, i dati e la tecnologia possano essere connessi velocemente tra loro anche al di fuori degli ambienti ospedalieri, contribuendo così a migliorare la qualità di vita dei pazienti ovunque si trovino ed in qualsiasi momento”, ha commentato Jeroen Tas, Ceo, Healthcare Informatics Solutions and Services di Philips. “Philips continuerà a collaborare con aziende esperte nell’innovazione tecnologica come Accenture per esplorare nuove soluzioni indossabili e sensoriali che cambiano la vita delle persone e ne migliorano il benessere”.
 
“Questo prototipo mostra il potenziale della tecnologia indossabile indirizzata verso un nuovo utilizzo: aiutare le persone con gravi malattie e disabilità a recuperare un maggiore controllo delle proprie vite attraverso l’innovazione digitale”, ha detto Paul Daugherty, Chief Technology Officer di Accenture. “È un’ulteriore dimostrazione di come Accenture e Philips, collaborando con altri innovatori tecnologici, si impegnano a migliorare la vita delle persone con problemi di salute”.
 
“Incoraggiare le persone affette dalla malattia di Lou Gehrig a vivere al meglio la propria vita è il cuore della missione della ALS Association”, ha dichiarato Ineke Zaal, portavoce di Stichting ALS nei Paesi Bassi. “Siamo estremamente entusiasti del potenziale di questo prototipo, in grado di garantire maggiore indipendenza e una qualità di vita più elevata alle persone affette da Sla, mentre noi continueremo a lavorare attivamente per cercare una cura”.

di Luciana Maci

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