L’L’intelligenza artificiale entra in un numero crescente di imprese italiane. Nel 2025 (ultimo dato disponibile) la utilizza il 16,4% delle aziende con almeno dieci addetti, contro l’8,2% del 2024. Il dato è raddoppiato in un anno, ma resta inferiore alla media UE del 20%. La Danimarca, prima in Europa, raggiunge il 42%. Sono questi i dati comparabili più recenti pubblicati da Istat ed Eurostat.
La crescita, però, non riduce il divario tra imprese di dimensioni diverse. In Italia usa l’AI il 53,1% delle grandi aziende, contro il 15,7% delle PMI con almeno dieci addetti. La distanza è salita da circa 25 punti percentuali nel 2024 a 37 nel 2025. Le imprese con meno di dieci addetti non rientrano in questa rilevazione: è un limite da tenere presente quando si parla dell’adozione dell’AI nelle PMI italiane.
Anche i settori procedono a velocità differenti. Nel 2025 impiega l’AI il 53% delle imprese informatiche e dei servizi d’informazione, il 37,3% delle telecomunicazioni e il 33,2% delle aziende energetiche; nella manifattura la quota complessiva è del 14,7%. Il precedente riferimento al 28% nelle telecomunicazioni descriveva quindi la situazione del 2024 e va aggiornato.
Indice degli argomenti
I casi d’uso dell’AI per finalità aziendali
Si tratta di valori decisamente bassi (nelle PMI ancora di più!).
Ma quali sono le tecnologie utilizzate e gli ambiti d’impiego?
- estrarre conoscenza e informazione da un documento di testo (text mining);
- convertire la lingua parlata in un formato leggibile (riconoscimento vocale);
- generare linguaggio scritto o parlato (generazione del linguaggio naturale);
- generare immagini, video e audio
- identificare oggetti o persone sulla base di immagini (riconoscimento, elaborazione delle immagini);
- analizzare dati attraverso l’apprendimento automatico (machine learning, deep learning, reti neurali);
- automatizzare i flussi di lavoro o supportare nel processo decisionale (Robotic Process Automation, software per automatizzare le attività umane);
- consentire il movimento fisico delle macchine tramite decisioni basate sull’osservazione dell’ambiente circostante (robot, droni, veicoli a guida autonoma).
Le applicazioni più diffuse dell’AI
Passando dalla teoria alla pratica, le applicazioni più diffuse dell’AI sono quelle che hanno impatti concreti sul business. Il primo passo per molte PMI è usare l’AI per fare meglio ciò che già fanno, riducendo costi e inefficienze e velocizzando le attività.
Possiamo dividere le opportunità in due macro-aree: l’efficienza interna, per migliorare i processi, e la creazione di valore esterno, per potenziare l’offerta e il rapporto con il mercato.
Applicazioni AI per l’efficienza Interna
Produttività individuale
- Strumenti di copywriting assistito. Probabilmente l’applicazione più diffusa (e spesso non censita in azienda), con strumenti di scrittura, correzione, traduzione, sintesi, creazione. I casi d’uso vanno dalla creatività fino alla stesura di bozze di testi legali.
Amministrazione e processi di back-office:
- Automazione documentale. L’AI è in grado di leggere e processare documenti non strutturati. Algoritmi di Natural Language Processing (NLP) estraggono dati da fatture, contratti e ordini, li classificano e li inseriscono nei sistemi gestionali, liberando il personale da compiti ripetitivi e a basso valore.
- Gestione Risorse Umane. L’AI può supportare i processi di selezione automatizzando lo screening iniziale dei curricula, confrontando le competenze dei candidati con i requisiti della posizione.
Manifattura e produzione intelligente:
- Manutenzione predittiva. È uno degli ambiti a più alto ritorno. Invece di seguire un calendario fisso, gli algoritmi di AI analizzano i dati provenienti dai sensori dei macchinari (ma anche di edifici ed infrastrutture) per prevedere guasti imminenti. Il risultato è una drastica riduzione dei fermi macchina non programmati, un’ottimizzazione delle scorte di ricambi, un aumento della vita utile degli impianti, e, soprattutto, un aumento della sicurezza.
- Controllo qualità automatizzato. I sistemi di computer vision (visione artificiale) superano i limiti dell’occhio umano. Telecamere potenziate dall’AI ispezionano i prodotti sulla linea di produzione a velocità e precisione inimmaginabili, identificando difetti minimi, errori di assemblaggio o componenti mancanti. Questo non solo migliora la qualità del prodotto finale, ma riduce gli scarti e i costi associati.
- Sicurezza informatica. l’IA è presente in molte applicazioni per anticipare e contrastare le minacce cyber, automatizzando i controlli di routine. I sistemi di intelligenza artificiale analizzano continuamente enormi quantità di dati, cercando pattern sospetti per identificare aree di potenziali attacchi.
- Salute La potenzialità dell’IA nella R&D medica risiede nella sua capacità di analizzare enormiquantità di dati, identificando pattern non evidenti e accelerando significativamente i cicli di sviluppo nel settore farmaceutico. In ambito PMI un campo di applicazione più abbordabile è quello del supporto alla diagnostica, dove l’AI identifica elementi non visibili ad occhio nudo, da far poi approfondire al personale medico.
Applicazioni AI per la creazione di valore esterno
Servizio clienti evoluto:
- Assistenti virtuali e chatbot: I moderni chatbot non si limitano a rispondere a domande frequenti. Integrati con i sistemi aziendali, possono gestire prenotazioni, tracciare spedizioni e risolvere problemi complessi 24/7. L’AI gestisce le richieste di routine, lasciando agli operatori umani i casi più delicati o a maggior valore aggiunto.
Marketing e vendite:
- Previsione della Domanda: Gli algoritmi analizzano serie storiche di vendite, dati di mercato e variabili esterne (stagionalità, trend) per prevedere la domanda futura con una velocità superiore ai metodi tradizionali e spesso con maggiore accuratezza. Per una PMI, questo significa ottimizzare le scorte, evitare rotture di stock o eccessi di magazzino e pianificare la produzione in modo più efficace.
- Marketing Personalizzato: L’AI analizza i dati di comportamento dei clienti (navigazione online, acquisti) per profilarli e suggerire prodotti o comunicazioni su misura. Si potenzia il marketing one-to-one, aumentando l’efficacia delle campagne e la fidelizzazione.
Il giusto approccio delle PMI verso l’AI
Le barriere all’adozione dell’AI non riguardano soltanto i costi. Secondo gli ultimi dati Istat disponibili, riferiti al 2025, tra le imprese con almeno dieci addetti che non usano l’AI ma ne hanno valutato l’adozione, il 58,6% segnala la mancanza di competenze adeguate, il 47,3% l’incertezza sulle conseguenze legali, il 45,2% la scarsa disponibilità o qualità dei dati, il 43,2% i timori per la privacy e la protezione dei dati e il 43% i costi elevati.
Attenzione: queste percentuali non si riferiscono a tutte le PMI e la rilevazione esclude le imprese con meno di dieci addetti.
Tuttavia, l’approccio vincente è graduale e pragmatico. Bisogna iniziare con il costruire applicazioni che si affianchino ai processi standard, sotto stretta supervisione umana.
Non serve una strategia faraonica, ma partire da un problema specifico e circoscritto, dove il ritorno sull’investimento sia misurabile.
Il rischio maggiore, oggi, non è sbagliare progetto, ma restare fermi.
(Articolo aggiornato al 24/09/2026)































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