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Perché Vivino, il Netflix dei vini, vale un investimento di 115milioni di dollari

In linea con il trend di crescita del settore Food & Beverages online, la piattaforma di ecommerce di vino danese ha visto una crescita del 103% tra 2019 e 2020. Vivino offre consigli personalizzati su quale vino acquistare, basati sullo stesso sistema di Netflix

Pubblicato il 05 Feb 2021

Perché Vivino, il Netflix dei vini, vale un investimento di 115milioni di dollari
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Continua il boom del settore food & beverages: Vivino, la maggiore piattaforma ecommerce di vino a livello globale, ha chiuso un round di finanziamento da 155 milioni di dollari. Il round, guidato dalla compagnia d’investimento svedese Kinnevik, con la partecipazione di Sprints Capital, GP BullHound e Creandum, già investitore della prima ora, porta gli investimenti totali nella startup a 221 milioni.

L’aumento di capitale sarà usato per incrementare la presenza di Vivino nei suoi mercati principali: Germania, UK, Portogallo, USA e anche Italia, e potenziare la funzionalità più caratteristica della piattaforma: i consigli personalizzati.

Vivino, il “Netflix dei vini”

Vivino, che ora ha sede principale negli USA, è stata fondata in Danimarca nel 2010  da Heini Zachariassen, founder e CEO. L’dea dell’app nasce quasi per gioco, come soluzione al problema di non saper mai scegliere quale bottiglia di vino acquistare per una cena da amici.

Particolarità della piattaforma ecommerce danese di vini è infatti Personal Match, una funzione di intelligenza artificiale che si occupa di consigliare il vino giusto per ogni singolo utente, in modo non dissimile da come Netflix consiglia i suoi contenuti: si passa dagli acquisti precedenti, dalle preferenze e dalle varietà predilette, tenendo sempre a mente le informazioni condivise dall’utente su ogni bottiglia di vino, così da proporre un indice relativo alla corrispondenza invece di una scelta dettata dalle valutazioni complessive di un vino. In sostanza, quindi, più bottiglie si valutano e maggiori sono le possibilità di ricevere poi abbinamenti centrati sui propri gusti.

Un’idea che di per sé non è rivoluzionaria, ma applicata al settore dei vini dà alla piattaforma un grande vantaggio competitivo, non essendoci concorrenti in grado di attingere a una mole di dati come quelli che ha a disposizione adesso Vivino.

E i fatti confermano la teoria: Vivino ha registrato un’enorme crescita nell’ultimo anno, con un aumento del 103% delle vendite di vino tra il 2019 e il 2020. Le vendite online rappresentano attualmente il 3% dell’industria vinicola globale da 380 miliardi di dollari, ma Vivino è fiduciosa che la proporzione continuerà a crescere.

Food & Beverages: +60% nel 2020

La crescita di Vivino si colloca all’interno del trend generale dell’intero mercato online di cibi e bevande, in fermento dall’inizio della pandemia. Esemplari sono stati l’exit di Tannico comprato da Campari nel 2020, e quella recente di MyMenu acquisito dal Gruppo Pellegrini.

Nel 2019, la spesa online rappresentava il 2,5% del mercato, ma nel 2020 è aumentata di quasi il 60%, arrivando a coprire il 4% di tutte le vendite, e le proiezioni suggeriscono che raddoppierà di nuovo nei prossimi cinque anni.

Cosa farà Vivino dell’investimento

La priorità di Vivino è quella di potenziare la sua funzione principe: il nuovo capitale sarà innanzitutto investito per affinare la tecnologia della piattaforma al fine di migliorare i consigli personalizzati per eventuali acquisti.

Altri obiettivi sono l’ampliamento dell’organico, con gli attuali 200 dipendenti che dovrebbero diventare almeno 300, ed incrementare la presenza sui mercati chiave come Stati Uniti, Regno Unito, Germania e Italia, stringendo relazioni con le aziende che vendono vini sulla piattaforma per ampliare il catalogo e offrire diverse iniziative che possano solleticare l’interesse degli utenti.

Infine, Vivino punta ad espandersi nel breve-medio periodo in altri mercati, a partire da Messico, Portogallo, Polonia e Giappone.

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