La lettera

Invitalia precisa: solo il 28% dei progetti ammesso a Smart&Start

Non si può parlare di finanziamenti a pioggia, scrive la società. Che ricorda come su 1114 domande solo 353 sono state ammesse alle agevolazioni. Ma la questione non è la selezione, quanto l’inutilità dei microfinanziamenti. Aspettiamo adesso l’aggiornamento dei dati

Pubblicato il 14 Ott 2014

Invitalia precisa: solo il 28% dei progetti ammesso a Smart&Start
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Invitalia

Caro Direttore,

l’articolo di Luciana Maci “Smart & Start, soldi a pioggia anche per negozi di scarpe e cancelli” merita alcune doverose precisazioni.

Dal 4 settembre 2013 al 30 settembre 2014, le domande presentate per Smart&Start (www.smartstart.invitalia.it ), i due incentivi promossi dal Ministero dello Sviluppo Economico e gestito da Invitalia, sono state 1114. Di queste, 991 sono state valutate e 353 finanziate. Quindi, solo il 35% delle iniziative presentate supera la fase di valutazione e arriva ad ottenere le agevolazioni. Nel dettaglio, il 17% delle iniziative finanziate riguarda attività di valorizzazione della ricerca, il 69% iniziative di economia digitale e il 14% innovazioni di prodotto o di processo. Se si considerano solo le iniziative presentate a valere sulla misura SMART www.smartstart.invitalia.it/site/smart/home/smart il tasso di ammissione alle agevolazioni scende dal 35% a circa il 28% . Non si può quindi parlare di “soldi a pioggia”.

Per quanto riguarda la presunta scarsa innovatività delle iniziative ammesse alle agevolazioni è necessario ricordare che la misura incentiva l’adozione di innovazioni del modello di business sia sotto il profilo produttivo sia in quello organizzativo e che oggetto della valutazione è il progetto presentato e non la generica attività svolta dall’azienda. Questo significa che anche in settori maturi e in attività apparentemente molto diffuse è possibile introdurre elementi di innovazione che vanno dall’adozione di una tecnologia brevettata all’introduzione di una caratteristica distintiva del business.

Inoltre non è corretto parlare di “piazzamento” delle iniziative, non si tratta infatti di una gara: ogni singolo progetto viene valutato, anche attraverso un colloquio con i proponenti, sulla base delle sue specificità e l’entità delle agevolazioni è definita in proporzione ai costi del singolo progetto.

Infine, la trasparenza: con la pubblicazione delle iniziative ammesse alle agevolazioni Invitalia ottempera al dettato normativo. Ad oggi, nella impossibilità di rendere pubblico l’intero progetto presentato, si è optato per la pubblicazione dell’attività dell’impresa codificato secondo il Codice Ateco, codice che indica l’attività come da iscrizione al registro delle imprese ma non sempre è in grado di evidenziare il progetto e il contenuto innovativo dell’impresa nell’ambito dell’attività svolta. Confermiamo che entro ottobre è previsto l’aggiornamento con i dati al 30/09.


L’Ufficio Stampa di Invitalia

Ringraziamo Invitalia per i dettagli sui progetti ammessi. Il problema non è però la selezione, che sarà stata fatta con criterio e coscienza, prestando la dovuta attenzione al tasso di innovazione delle imprese. Se nel titolo dell’articolo è stata evocata la pioggia è per le dimensioni dei finanziamenti concessi che in molti casi sono davvero microscopici. Il problema non è solo del bando Smart&Start ma di molte iniziative pubbliche e private che prevedono sostegni economici irrisori per qualsiasi serio progetto imprenditoriale e quindi inutii per farlo decollare e tantomeno per farlo crescere. Sarebbe quindi auspicabile scegliere meno progetti ma “investirli” con somme capaci di fare la differenza e permettere a un’idea valida di strutturarsi e affrontare un piano di sviluppo. Non crediamo questo sia possibile con 17 mila euro.

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