Enerbrain, come un startup dell'energy tech è diventata una scaleup che piace all'Europa | Economyup
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SCALEUP STORY

Enerbrain, come un startup dell’energy tech è diventata una scaleup che piace all’Europa



La società, che propone alle aziende un kit per monitare la qualità dell’aria degli edifici, ha raggiunto 2 milioni di euro di fatturato, ha quadruplicato i dipendenti e sta raccogliendo 3 milioni di nuovi finanziamenti. “Abbiamo guardato subito fuori dall’Italia”, dice il cofounder Giuseppe Giordano. I piani per il 2019

29 Ott 2018


Passare da 150mila a 2 milioni di euro di fatturato, raccogliere un milione di euro di finanziamenti (con altri tre milioni in arrivo), passare da 6 a 25 dipendenti, lavorare per l’espansione internazionale, tutto questo in tre anni: è così che Enerbrain, startup dell’energy-tech, è cresciuta fino a diventare una scaleup. Una delle poche scaleup italiane, per la verità, perché nel nostro Paese ci sono spazi di incubazione e incentivi per le startup, ma è nella fase imprenditoriale successiva che spesso si infrangono le aspettative delle giovani società. Enerbrain è piaciuta agli addetti ai lavori, tanto da conquistare diversi premi, l’ultimo in ordine di tempo quello all’EIT Digital Challenge, contest europeo per scaleup. Ma il suo Ceo, Giuseppe Giordano, resta con i piedi per terra: “In questo lavoro – spiega a EconomyUp – è tutto un rincorrersi di alti e bassi: un giorno una buona notizia, l’altro giorno una pessima”. È la realtà delle imprese innovative: il rischio di impresa è ancora maggiore per chi sperimenta strade ancora inesplorate. Tuttavia Enerbrain prosegue il suo percorso. Con una strategia: guardare, il più possibile, fuori dall’Italia. Vediamo cosa ha fatto nei suoi tre anni di vita.

Giuseppe Giordano

ENERBRAIN: I FONDATORI E IL BUSINESS

Enerbrain aiuta chi possiede edifici a monitorare la qualità dell’aria in modo da poter intervenire per ridurre emissioni e risparmiare energia. È stata fondata nel 2015 a Torino da quattro cervelli in fuga (poi rimpatriati): Giuseppe Giordano, oggi Ceo, un background in architettura e un Master in Design Sostenibile, già product manager in Curb Energy; Filippo Ferraris, una laurea in architettura al Politecnico di Torino, esperienze professionali a Londra e New York, la partecipazione alla realizzazione del Future Food District all’Expo di Milano; Marco Martellacci, fisico esperto di cibernetica; Francesca Freyra, ingegnere per l’ambiente e il territorio con esperienze a Londra. Al gruppo si è poi unito Alexis Susset, esperto di network architecture e cloud computing con dieci anni di esperienza in Vodafone.

Enerbrain è una società B2B che ha brevettato un sistema di regolazione dinamica di riscaldamento, raffreddamento e ventilazione per migliorare il confort degli ambienti chiusi e ridurre i consumi di aria condizionata. In pratica fornisce alle aziende un kit IoT, con un sensore che monitora confort e qualità dell’aria degli edifici. È plug and play, con una durata della batteria di 4-8 anni ed è pensato per l’edilizia non residenziale (aeroporti, mall, centri conferenze, scuole, ospedali ecc. ecc). Dai dati raccolti nel cloud si può verificare, per esempio, la presenza di CO2 nell’aria. Dopodiché, una volta avuto il quadro della situazione, si possono controllare gli impianti attraverso un altro dispositivo attuatore IoT. La caratteristica di Enerbrain è che è installabile da chiunque, si connette a qualsiasi rete 3G o 4G, e consente il controllo degli impianti da remoto senza cambiamenti invasivi. La startup assicura che chi utilizza Enerbrain può arrivare a risparmiare fino al 30%-40% dei costi energetici. L’obiettivo finale è regolare la qualità dell’aria rendendo gli edifici più vivibili e piacevoli, aumentando la produttività e riducendo la diffusione di malattie in spazi affollati. Insomma, un mondo più salutare e più green.

ENERBRAIN: DA STARTUP A SCALEUP

“Come abbiamo fatto a diventare una scaleup italiana? Abbiamo guardato subito fuori dall’Italia” dice Giuseppe Giordano. “Abbiamo una presenza da consolidare nel nostro Paese, ma ci vogliono 12/18 mesi per implementare le nostre soluzioni sul mercato. Intanto abbiamo realizzato installazioni pilota in Francia, Portogallo, Inghilterra, Austria, Svizzera ed Emirati Arabi. Ora siamo concentrati sull’espansione internazionale”. Enerbrain conta di farlo grazie all’EIT Digital Challenge, di cui è risultato tra i vincitori. La gara, che si è svolta il 18 ottobre a Bruxelles, garantisce infatti al primo classificato di ogni categoria 50mila euro di finanziamenti più l’accesso gratuito all’acceleratore. “Con EIT Digital è un match perfetto – dice Giordano – perché hanno business developer, internazionalità e basi in tutta Europa”. L’obiettivo del 2019 è aprire uffici a Londra, Parigi, Berlino, Barcellona. “Intanto stiamo raccogliendo altri tre milioni di euro di finanziamenti” dice Giordano. “Nel frattempo abbiamo fatto partire una business unit dedicata all’Industria 4.0, con focus sul settore manifatturiero e dell’automotive. Vogliamo portare l’applicazione di Enerbrain nella Fabbrica 4.0”.