Venture Capital in Italia, il 2018 è stato un anno di svolta: i numeri e le tendenze
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ECOSISTEMA

Venture Capital in Italia, il 2018 è stato un anno di svolta: i numeri e le tendenze



Nuovi investimenti in startup e scaleup, deal di maggiore entità e, grazie alle exit, un’apertura verso il mercato internazionale. EÈ la fotografia scattata da un Report di P101 SGR . 31 startup e scaleup hanno annunciato round da 3 milioni di euro in su, 12 sono andate oltre i 10. “E il 2019 si preannuncia favorevole”.

16 Mag 2019


Il 2018 è stato l’anno del giro di boa per il venture capital. A livello italiano, crescono gli investimenti sia nelle startup che nelle scaleup, le startup cominciano ad espandersi a livello internazionale e aumenta il numero delle exit, non solo in termini numerici, ma anche come dimensione del deal. Sono alcuni dati del quadro positivo che emerge dal terzo Report sul Venture Capital realizzato da P101 SGR .

Il gestore di fondi venture fondato da Andrea Di Camillo analizza l’andamento nel 2018 degli investimenti in startup e scaleup italiane o fondate da italiani e quali sono stati i fattori cruciali per lo sviluppo del mercato. “Il 2018 sarà un anno da ricordare perché si sono finalmente creati i presupposti per costruire un’attività solida di investimento sull’innovazione in Italia e per l’Italia. Sulla scia di questi risultati, il 2019 si preannuncia come un anno favorevole, grazie anche alla nuova legge di Bilancio che supporta gli investimenti nelle startup e PMI innovative” commenta Di Camillo, Managing Partner di P101 SGR.

2018: l’anno del Venture Capital in Italia

Nuovi fondi e più investimenti in startup e scaleup

Nella crescita del settore ha pesato molto l’aumento di investimenti nelle startup e scaleup italiane, con oltre 177 aziende che hanno annunciato round per 480 milioni di euro, per un totale di oltre 633 milioni raccolti dall’inizio della loro operatività. Rispetto all’anno precedente, il tasso di crescita è pari al 261%, in cui si registravano 52 aziende per un totale di 144 milioni. Nei dati citati, si comprende anche il ritorno all’operatività dei fondi italiani rispetto all’anno precedente, forti delle nuove raccolte dopo aver investito nel 2017 gli ultimi capitali a disposizione. A maggio, inoltre, P101 ha lanciato il suo secondo fondo, Programma 102, che nel corso dell’anno ha già finalizzato investimenti in Colvin, e-commerce di fiori, Projects Co-Living, che si occupa di immobili in sharing e Wonderflow, che si occupa di analisi dei Big Data.

Aumentano i deal e cresce l’interesse per il fintech

Non solo una crescita in termini numerici, ma anche deal di maggiori dimensioni in tutte fasi di vita delle startup. Il 2018 conta oltre 408 milioni raccolti da 31 startup e scaleup che hanno annunciato round dai 3 milioni di euro in su. In questo caso, si tratta di un valore triplicato rispetto all’anno precedente: nel 2017, soltanto 13 startup e scaleup avevano raccolto round da almeno 3 milioni di euro, per un totale di 110 milioni circa. Nel 2018 sono stati invece 12 i round da oltre 10 milioni, per un totale di oltre 316 milioni. Tra i settori che catturano l’interesse degli investitori, domina il fintech, con quasi 202 milioni di euro raccolti da 17 società. In questo caso, è da segnalare la presenza in diverse operazioni di operatori industriali.

Dal mercato italiano al mercato internazionale: il fattore exit

Il mercato italiano di scaleup e startup di grandi dimensioni è maturo e lo dimostra la capacità di attirare sempre più investimenti internazionali: gli operatori esteri si sono rivelati un fattore cruciale per la crescita, affiancando nel capitale delle aziende i fondi italiani già presenti. L’espansione sul mercato globale delle nostre startup ha registrato anche un trend inverso, segnato da una maggiore partecipazione dei fondi italiani negli investimenti in startup estere. Ultimo, ma non meno importante, elemento di novità è il fronte delle exit. Se il numero dei di investimenti resta sempre contenuto rispetto al panorama Europeo, resta comunque da considerarsi un fattore importante per lo sviluppo del mercato italiano in termini di efficienza, soprattutto nei casi in cui ha registrato l’interesse di soggetti industriali internazionali nei confronti delle startup italiane. Tra gli esempi, il Gruppo tedesco di servizi turistici TUI Group ha acquisito ad ottobre l’italiana Musement, partecipata tra gli altri da P100.

Carolina Merlo

Junior Community Manager & Web Editor