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Innovazione & industria

Startup, anche gli Agnelli si fanno l’acceleratore

11 Giu 2015

Nascerà a Torino e si dedicherà all’innovazione nella mobilità e nell’energia. Il progetto è voluto fortemente dal presidente della Fiat John Elkann, ma sta maturando all’interno della Fondazione Giovanni Agnelli. Il braccio operativo dovrebbe essere la Safm, la Scuola di Alta Formazione Manageriale

John Elkann
A Torino sta per nascere un nuovo acceleratore di imprese, in una famiglia importante. John Elkann, erede della dinastia Agnelli e presidente della Fiat, ha molto spinto su questo progetto che dovrebbe vedere la luce nei prossimi mesi. In città se ne parla e si dice che sarà dedicato all’innovazione nella mobilità e nell’energia, che sono poi i due grandi temi legati all’industria automobilistica. 

Non sembra però che la Fiat sarà coinvolta direttamente, visto che il progetto fa capo alla Fondazione Giovanni Agnelli e dovrebbe essere gestito dalla Safm, la Scuola di Alta Formazione Manageriale che è controllata dalla stessa Fondazione insieme con le Fondazioni Pirelli ed Edoardo Garrone.

Si legge nel sito: “L’Associazione, senza di fini di lucro, è espressione efficace di impegno civile e sociale di alcuni dei più importanti gruppi industriali italiani: ha come fine statutario quello di “promuovere e favorire iniziative di formazione di eccellenza in relazione alle esigenze e alle prospettive del mondo del lavoro, della ricerca e dell’impresa, anche funzionali al miglioramento dell’impiegabilità e della reimpiegabilità dei partecipanti, puntando con iniziative concrete che premino merito ed apertura all’innovazione”.

John Elkann è vicepresidente, come anche nella Fondazione che porta il nome del nonno, e può contare su una squadra che, tra gli altri, annovera anche Francesco Profumo, ex presidente del CNR, ex rettore del Politecnico di Torino, ed ex ministro dell’Istruzione. 

Il concepimento dell’acceleratore spiega il recente viaggio in Silicon Valley del presidente della Fiat in compagnia di Sergio Marchionne. Se il il capo dell’azienda è andata, forse, a studiare il modello Uber, Elkann avrà certamente colto l’occasione per capire come funzionano gli acceleratori nella valle americana dell’innovazione e magari per stringere qualche buon rapporto di collaborazione. L’iniziativa di Elkann potrebbe contribuire a dare la sveglia al sistema industriale italiano che appare ancora poco convinto della necessità di attivare politiche di open innovation. (g.io.) 

Per approfondire il tema dell’open innovation, conoscerla e soprattutto capire come guidarla e trarne vantaggio, si può far riferimento all’iniziativa del Gruppo Digital360: una piattaforma che a 360° tocca tutti i temi dell’innovazione aperta

Redazione

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