Sistemi avanzati di assistenza alla guida, l'importanza degli ADAS per lo sviluppo dei veicoli autonomi | Economyup

L'ANALISI

Sistemi avanzati di assistenza alla guida, l’importanza degli ADAS per lo sviluppo dei veicoli autonomi



Gli Advanced Driver Assistance System (ADAS) sono i pilastri della rivoluzione dell’auto connessa e autonoma: servono a eliminare le cause di incidenti. Le case automobilistiche non possono stare a guardare. Ci sarà da gestire l’esplosione dei dati e dei servizi connessi con effetti dirompenti sui modelli di business

di Florian Baumann

01 Giu 2020


Photo by Gabe Pierce on Unsplash

ADAS, ovvero Advanced Driver Assistance System. Con i sistemi avanzati di assistenza alla guida andiamo nel cuore della rivoluzione che cambierà l’industria automotive. Ma perché sono così importanti e come influenzeranno lo sviluppo dei veicoli a guida autonoma e dei modelli di business connessi? Ecco l’analisi di Florian Baumann, CTO-AI & Automotive di Dell Technologies.

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Roma non è stata costruita in un giorno e anche le rivoluzioni sono frutto di continui sommovimenti di massa, sviluppi incrementali che portano a un cambiamento. Qualcosa che i produttori automobilistici conoscono molto bene.

Le economie di oggi stanno cambiando radicalmente, spinte dai progressi dei mercati emergenti, dall’ascesa accelerata delle nuove tecnologie, dalle politiche di sostenibilità e dalla mutata idea del concetto di proprietà da parte di diversi consumatori. Eppure, tra tante “perturbazioni” si creano nuove e potenziali opportunità di crescita reale: ne sono un esempio l’autonomous driving (AD) o i data service distribuiti attraverso le piattaforme mobili. Si prevede che il valore del mercato legato ai servizi e alle soluzioni data-driven, entro il 2035, dagli attuali 2 miliardi di dollari raggiungerà i 151 miliardi di dollari all’anno, segnando dunque una impressionante crescita del 7.500%.

La disruption dei veicoli autonomi e dei servizi connessi

Tuttavia, è quando si comincia a pensare a come sviluppare i veicoli autonomi connessi e ai servizi che abilitano l’accesso a questa torta multimilionaria che inizia la vera big challenge per tutta la filiera del settore: dai produttori di componenti alle case automobilistiche ai mobility provider. Siamo di fronte a una vera e propria disruption.

Mentre le road map tecnologiche sono fluide per definizione, le aziende hanno la necessità di unire le forze, creare joint venture e testare nuove strade per ottenere vantaggi competitivi e raggiungere il Santo Graal dell’Autonomous Driving. Come per tutte le grandi avventure, la vera domanda non è: “Dove si arriverà?”, ma: “Da dove cominciare?”.

Le case automobilistiche e l’intero comparto hanno ormai compreso che la strada verso il digitale e il cosiddetto “autonomous” è tracciata; il passo successivo è accettare che, in questo contesto, mettere in discussione i collaudati modelli di business e gli attuali flussi di lavoro per far fronte all’aumento dei dati e alla differente domanda della società è solo l’inizio del percorso. Ciò che sarà importante saranno gli investimenti in tecnologia e nuove competenze, soprattutto quando all’orizzonte si cominciano a intravedere alleanze tra attori che mirano a ricavarsi un vantaggio competitivo nel settore.

ADAS, la centralità degli Advandced Driver Assistance System

Tuttavia, un futuro digitale completamente autonomo non può prescindere dai sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS – Advanced Driver Assistance System), i building block di questa rivoluzione oltre che la vera porta d’accesso a nuovi flussi di dati.

Gli OEM (original-equipment manufacturers) e i loro fornitori non possono essere meri spettatori: la tecnologia e i componenti saranno il vero fattore differenziante per l’AD e, di conseguenza, determineranno quelle differenze tra brand da cui dipenderà o meno la crescita del loro fatturato.

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Lo scopo principale di questi sistemi è quello di “eliminare la causa di incidenti” o “ridurre al minimo i danni”. Se infatti per decenni, e fino ad oggi, è stato l’uomo alla guida a prendere l’ultima decisione su una azione da compiere, con lo sviluppo e l’implementazione degli ADAS non sarà più così: questo controllo sarà affidato ai sensori, come le telecamere di bordo o i radar che rilevano le informazioni dal mondo esterno e che parlano direttamente con altri veicoli per garantire la sicurezza di entrambi. In sintesi, la sicurezza e il successo dell’AD sta nella precisione, nell’analisi in tempo reale e nei dati misurati da questi sensori.

Perché lo sviluppo di reti 5G sarà fondamentale per gli ADAS

Se una componente fondamentale degli ADAS è la comunicazione tra e con i veicoli, strategico sarà lo sviluppo di reti 5G, così come, per consentire il necessario upload ultraveloce dei dati, lo saranno i progressi nel campo dell’edge computing. Se infatti non si sarà in grado di sviluppare piattaforme di comunicazione che non abbiano problemi di latenza e che siano in grado di far fronte alla grande quantità di dati che verrà prodotta, si dovrà abbandonare il sogno dell’Autonomous Driving e non solo.

La tecnologia ha contribuito al progresso umano per secoli, ma se guardiamo l’Autonomous Driving questa accelerata sembra non avere davvero precedenti. Le auto di oggi sono già connesse e dotate di accesso ad Internet e attraverso dispositivi condividono dati sia all’interno sia all’esterno del veicolo; i dati non aumentano però solo di quantità, ma anche di valore, e come tali diventeranno essenziali nell’ecosistema della guida avanzata. Per avere una idea dei numeri, va considerato che oggi un’automobile, mediamente, genera tra i 15 e i 100 data point: una goccia nell’oceano se pensiamo che Frost & Sullivan ha stimato che, una volta che l’AD sarà una realtà diffusa, l’intera industria automobilistica genererà complessivamente uno zettabyte (ZB) di dati. Ciò significa che ogni veicolo genererà probabilmente 10 terabyte (TB) di dati al giorno – l’equivalente di 520 milioni di messaggi WhatsApp.

L’esplosione dei dati: come capitalizzarli?

La gestione di questi dati sarà cruciale e, se gestita e utilizzata in modo efficace, questa esplosione di disponibilità di dati rappresenterà una fonte importante di guadagno. Se le case automobilistiche vorranno capitalizzare i dati si dovranno dotare di infrastrutture cloud software defined e agili, in grado di gestire volumi di dati sempre maggiori. Per gli OEM, significherà passare dalla raccolta, memorizzazione e categorizzazione dei dati generati dai veicoli a un approccio incentrato su un modello platform-centric.

Se continuiamo a implementare i sistemi più disparati infatti, i problemi di inoperabilità e la frammentazione dei dati segneranno la fine del sogno dell’AD. Le nuove tecnologie saranno presto in grado di facilitare e accelerare la comunicazione e lo scambio di dati tra i vari soggetti, garantendo loro la possibilità di supportare, catturare, catalogare, spostare, archiviare, proteggere e indicizzare enormi volumi di dati (strutturati e non) siano essi provenienti da fonti mobili o da risorse basate su cloud e/o edge. Adattando un approccio platform-centric questi dati possono poi essere condivisi con il network dei partner, consentendo una migliore analisi e una maggiore visibilità. Soprattutto per l’Autonomous Driving, i dati sono davvero la forza.

Il ri-orientamento dei modelli di business

Sicuramente la strada che porta l’AD ad essere una realtà è ancora piena di ostacoli, come la capacità di comprendere appieno le potenzialità delle tecnologie dirompenti, di gestire enormi set di dati, le comunicazioni e i cambiamenti nei processi aziendali, nella tecnologia e nella strategia. In questo contesto, non si deve dimenticare la tassativa necessità di poter contare su competenze e personale altamente qualificato. Dietro ogni grande innovazione tecnologica c’è una forza lavoro solida, unita e qualificata. L’implementazione di una strategia che incoraggi l’ambizione di creare cambiamenti attraverso il software e gli algoritmi di differenziazione sarà essenziale nel ri-orientamento dei modelli di business.

Ciò che è chiaro è che, se si vuole ottenere il massimo delle potenzialità dall’implementazione dell’AD, molto dipenderà da quello che saranno in grado di fare gli OEM. I sistemi avanzati di assistenza alla guida sono il primo passo verso nuovi modelli di guadagno; con una quantità di dati che l’industria automobilistica non ha mai visto prima, si possono ottenere grandi vantaggi, ma si hanno anche grandi responsabilità.

 

Florian Baumann

CTO Automotive & AI at Dell Technologies