Audi, come funziona l’auto connessa che comunica con i semafori | Economyup

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Audi, come funziona l’auto connessa che comunica con i semafori



Audi sta effettuando test di semafori intelligenti a Düsseldorf: grazie all’interazione tra veicolo e rete semaforica, le auto connesse possono sfruttare meglio l'”onda verde”, cioè la sequenza di luci verdi agli incroci, diminuendo i tempi di percorrenza e le emissioni. IL VIDEO

17 Feb 2020


Dopo la prima sperimentazione a Ingolstadt, città di 135mila abitanti dove sorge il suo quartier generale, Audi prosegue i test dei semafori intelligenti anche a Düsseldorf, capitale tedesca della moda con una popolazione di oltre 600mila persone. Qui, tramite la tecnologia V2I (vehicle-to-infrastructure), dalla fine di gennaio i veicoli della casa automobilistica tedesca abilitati (e-tron, A4, A5, A6, A7, A8, Q3, Q7 e Q8 prodotti dopo il luglio 2019 con installati il pacchetto connect Navigation & Infotainment e la telecamera per il riconoscimento della segnaletica stradale) vengono connessi con la rete semaforica del progetto Traffic Light Information e ricevono informazioni sulla strumentazione di bordo direttamente dai 150 semafori connessi sparsi per la città (su un totale di circa 600, ma nei prossimi mesi il numero di semafori abilitati crescerà fino ad almeno 450). E grazie all’interazione tra veicolo e rete semaforica, perfetto esempio di integrazione del veicolo con la smart city, le auto connesse possono sfruttare meglio l'”onda verde”, cioè la sequenza di luci verdi agli incroci, diminuendo i tempi di percorrenza e le emissioni.

 

Audi e l’auto connessa: le funzioni

Il sistema messo a punto da Audi prevede due funzioni principali: il GLOSA (Green Light Optimized Speed Advisory) e il Time-to-green. La prima calcola e comunica in tempo reale al conducente la velocità ideale da mantenere per cavalcare l'”onda verde”, aumentando o diminuendo l’andatura anche in prossimità dei semafori per raggiungere l’incrocio proprio quando scatta il verde così da evitare fermate. Il Time-to-Green, invece, scatta quando non si può far altro che fermarsi al rosso: in questo caso, inizia un conto alla rovescia (come quello già presente sui semafori di alcune città anche in Italia) che indica quanto tempo manca al verde, in modo che chi è al volante non venga poi preso alla sprovvista.

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Gli obiettivi

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“Con  Traffic Light Information – ha spiegato spiega Andre Hainzlmaier, responsabile dello sviluppo di app, servizi connessi e smart city di Audi – intendiamo far risparmiare chi guida, aumentare la sicurezza e incoraggiare uno stile di guida economico, che porti gli automobilisti a guardare lontano. Per raggiungere questo risultato dobbiamo prevedere con la massima precisione come si comporteranno i semafori nei due minuti successivi. Fare una previsione esatta è la sfida più grande, perché alcuni impianti reagiscono adattandosi ai volumi del traffico e cambiando continuamente i tempi del verde e del rosso”.

L’algoritmo messo a punto da Audi per l’auto connessa

E in questo, anche gli stessi veicoli della casa tedesca contribuiscono al sistema, perché, prosegue il dirigente Audi, “ogni auto invia dati anonimi tutte le volte che attraversa un incrocio, permettendo di controllare se il momento del passaggio è stato effettivamente quello previsto oppure no“. E migliorando di continuo l’algoritmo messo a punto da Audi e dal partner TTS (Traffic Technology Services), che riceve dati anche dal programma di controllo dei semafori, dal computer che gestisce il traffico e da sensori e telecamere posti sulla strada. E che si basa anche su dati storici (come ad esempio gli orari di punta, o quelli in cui i bambini escono da scuola).

È utile anche per le amministrazioni

Il servizio, secondo Audi, in futuro consentirà anche di trasmettere alle città i dati raccolti dai semafori, in modo che le amministrazioni possano capire se, ad esempio, a un determinato incrocio le auto si incolonnano troppo spesso oppure se il tempo di attesa è troppo elevato.

 

Concetta Desando

Due menzioni speciali al premio di giornalismo M.G. Cutuli, vincitrice del Premio Giuseppe Sciacca 2009, collaboro con testate nazionali. Per EconomyUp mi occupo di startup, innovazione digitale, social network