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Corporate venture capital: che cos’è e chi lo fa (in Italia e all’estero)



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Per avere accesso privilegiato all’innovazione, alcune aziende investono direttamente nelle startup attraverso il corporate venture capital. Ecco come

Aggiornato il 10 mar 2026



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Venture builder: Telepass partecipa a Vento – Venture Originator

Il Corporate Venture Capital (CVC) è una forma di investimento di venture capital attraverso il quale un’azienda matura e consolidata investe in un’impresa target (startup o piccole imprese altamente innovative, con alto potenziale di scalabilità), ottenendo una quota di minoranza di capitale sociale (equity) di questa stessa società. Attraverso gli investimenti CVC, le aziende puntano a perseguire soprattutto obiettivi strategici di presidio e sviluppo di nuove tecnologie e/o nuovi modelli di business, accedendo a nuove competenze, idee e tecnologie all’esterno del perimetro aziendale.

Il riferimento più aggiornato sul CVC italiano oggi è il Decimo Osservatorio sull’Open Innovation e il Corporate Venture Capital in Italia, promosso da InnovUp e Assolombarda, con partnership scientifica degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano. Da lì emerge che, nel 2025, gli investimenti CVC rilevati dall’indagine del Politecnico su un campione di 49 aziende impegnate in iniziative di corporate venture capital hanno raggiunto 189 milioni di euro, in crescita del 20% rispetto ai 157 milioni del 2024. È un’inversione dopo il calo del 2024, ma il livello resta comunque sotto il picco del 2022.

Ma vediamo intanto cos’è esattamente, come funziona, le strategie e gli esempi in Italia e in Europa.

CORPORATE VENTURE CAPITAL: UN MODO PER FARE OPEN INNOVATION

Il corporate venturing (termine con cui si indicano tutte le attività di investimento di un’azienda media/grande su una startup o una piccola impresa) è diventato negli ultimi anni uno degli strumenti di open innovation, ovvero una modalità attraverso la quale individuare proposte innovative al di fuori del perimetro aziendale.

I TRE MODELLI DI CORPORATE VENTURE CAPITAL

Sulla base della letteratura sul tema CVC, si identificano tre principali modelli in cui si può strutturare l’attività di Corporate Venture Capital.

Modello balance sheet

In questa tipologia, gli investimenti di Corporate Venture Capital vengono effettuati direttamente dall’impresa che investe, utilizzando budget, struttura, e processi di allocazione del capitale interni.

Modello General Partner

L’investitore è General Partner di un fondo captive di venture capital che compie il deal, in cui l’impresa mantiene un forte, se non completo, controllo sulle decisioni strategiche.

Modello Limited Partner

L’impresa è Limited Partner di un fondo di venture capital esterno, ossia investe ma non influenza le scelte strategiche.

Stage degli investimenti

Gli investimenti di venture capital, o di corporate venture capital, non si risolvono completamente in un unico punto temporale, ma vengono diluiti nel tempo, al fine di esercitare controllo e monitoraggio della crescita e della gestione dell’impresa target, diminuendo le asimmetrie informative. Questo fenomeno è definito “staging“.

Lo staging si concretizza nella definizione di round successivi di investimento che seguono la maturità del target, che solitamente partono da pre-seed o seed, che avvengono quando l’impresa è nella fase iniziale di sperimentazione dell’innovazione o del modello di business, e proseguono in round A, round B, round C, e così via.

In particolare lo stage dell’investimento è stato suddiviso in due categorie:

Early stage, che comprende gli investimenti pre-seed, seed e round A

Late stage, che comprende gli investimenti dal round B in poi.

Governance degli investimenti

Un deal di CVC può essere effettuato, oltre che in modalità stand-alone, spesso anche insieme ad altri investitori, che possono essere di varia natura, in particolare:

• Enti finanziari (banche, fondi di venture capital o di private equity, ecc…)

• Enti corporate, categoria in cui si includono le imprese industriali e di “servizi non finanziari”

• Enti finanziari ed enti corporate congiuntamente

Strategie di investimento

Le strategie che guidano gli investimenti di Corporate Venture Capital sono state valutate in relazione a due dimensioni:

• Il grado di coerenza con il core business dell’impresa oggetto di analisi, che può essere alto o basso in base al livello di sovrapposizione tra l’innovazione o la tecnologia innovativa su cui lavora l’impresa target ed il core business dell’investitore.

• L’obiettivo dell’investimento, che può essere strategico o finanziario, come emerge dalle dichiarazioni e i comunicati stampa rilasciati da manager e rappresentanti degli investitori.

INVESTIMENTI E ACCELERATORI CORPORATE

Il corporate venturing comprende le attività di corporate venture capital, gli investimenti diretti in startup non mediati da un veicolo ad hoc e i programmi di corporate acceleration, ovvero i percorsi di accelerazione in cui le grandi imprese supportano le startup erogando servizi di mentorship, coaching, spazi, consulenza per sviluppo commerciale e, molto spesso, investimenti seed per dare avvio ai progetti imprenditoriali.

“Attraverso questi programmi – continuano Cavallaro e Gaschi – le aziende riescono a ‘vedere da vicino’ e presidiare i trend emergenti e le aziende innovative all’opera, attingendo all’acceleratore come fonte indipendente di Ricerca e Sviluppo e integrando nella propria organizzazione le innovazioni di successo più coerenti con il proprio business, diversificando ed abbattendo il rischio insito in ogni attività di Ricerca e Sviluppo”.

CHI FA CORPORATE VENTURE CAPITAL IN ITALIA

In Italia il mondo del corporate venture capital è in fase di evoluzione. Non sono molte le realtà industriali che hanno fatto questa scelta, ma sono senz’altro significative, perché hanno deciso di scommettere sull’innovazione in modo concreto e affrontando rischi reali.

QUI UNA LISTA DI CVC IN ITALIA

QUI UNA LISTA DEI RESPONSABILI DEI CVC IN ITALIA

CORPORATE VENTURE CAPITAL: I NUMERI

CVC 2025

Nel 2025 il corporate venture capital in Italia mostra segnali di ripresa, ma resta un mercato ancora selettivo e relativamente piccolo. Il dato più autorevole arriva dal Decimo Osservatorio Open Innovation e Corporate Venture Capital in Italia di InnovUp, Assolombarda e Politecnico di Milano. Secondo questa rilevazione, gli investimenti CVC osservati su 49 aziende hanno raggiunto 189 milioni di euro.
Si tratta di un aumento del 20% rispetto ai 157 milioni del 2024.

La crescita interrompe la fase di rallentamento, anche se i livelli restano inferiori al picco del 2022.

Il settore che pesa di più è Energy & Utilities, con il 34% degli investimenti rilevati.
Segue Pharma & Healthcare, che rappresenta il 23% del totale. Tra gli ambiti tecnologici più presidiati emergono ClimateTech e Intelligenza Artificiale, entrambi al 55% delle corporate analizzate. Il software segue con il 45%.


Guardando all’ecosistema delle startup e PMI innovative, circa una impresa su tre ha nel capitale altre società non finanziarie. Ma solo il 3,4% è partecipato da corporate con almeno 50 dipendenti, cioè da aziende che fanno CVC in modo più strutturato. Le imprese innovative partecipate da corporate medio-grandi sono 523. Queste aziende generano complessivamente il 6,4% dei ricavi dell’intero universo startup e PMI innovative, pari a 829 milioni di euro.

Sul piano geografico, il 32% degli investimenti va in Italia, il 31% nel resto d’Europa e il 29% in Nord America. In sintesi, il CVC italiano cresce, si concentra su AI, climate tech, energia e salute, ma non ha ancora una scala paragonabile a quella dei mercati più maturi.

CVC 2024


Dopo tre anni di stagnazione nelle operazioni di exit, nel 2024 il panorama del Corporate Venture Capital ha vissuto una fase di cambiamento, caratterizzata da un ritorno alla realtà con toni più sobri.

Al di fuori delle big tech, che continuano a disporre di capitali significativi da investire in startup attive nel campo dell’intelligenza artificiale, si osserva una tendenza generale tra le grandi imprese: gli investimenti rallentano, i tempi tra un deal e l’altro si allungano, e i responsabili delle unità CVC devono affrontare crescenti pressioni interne per dimostrarne la rilevanza strategica, in particolare nei confronti dei CFO.

Come riporta in questo articolo Alberto Onetti, Secondo Olav Ostin, managing partner del fondo TempoCap, molte aziende stanno inoltre dismettendo in modo discreto una parte significativa del proprio portafoglio – tra il 20% e il 50% – attraverso i mercati secondari.

La questione centrale, oggi, è comprendere se si tratti semplicemente di una fase post-hype oppure dell’inizio di un nuovo ciclo di consolidamento e maturazione dell’intero ecosistema CVC.

Secondo PitchBook Q1 2025, il mercato globale del CVC è ancora in fase di ripresa post-calo 2022-2023. Il 2024 ha chiuso con circa 7.900 deal CVC globali, in crescita del 15% rispetto al 2023, ma ancora lontano dal picco del 2021. In Europa, sono stati registrati 1.870 accordi per un valore complessivo di 21,3 miliardi di dollari nel 2024 (fonte: PitchBook & Sifted, aprile 2025).

Il calo del CVC 2023 anche in Europa

Come detto, il 2023 non è stato un anno positivo per il CVC. Da gennaio a luglio, dice Pitchbook, ci sono stati solo 4.335 accordi CVC. In totale, durante l’anno, c’è stata una diminuzione globale del flusso di accordi CVC di circa il 30% rispetto al 2022.

L’investimento CVC in Europa nel 2023 rispecchia da vicino la tendenza mondiale, con 977 accordi e 12,5 miliardi di dollari investiti fino a inizio luglio, rispetto a 2.741 accordi e 49,5 miliardi di dollari l’anno scorso.

I FONDI PIÙ ATTIVI DI CORPORATE VENTURE CAPITAL nel mondo

Tra il 2025 e l’inizio del 2026, tra i corporate venture capital più attivi e rilevanti a livello internazionale si segnalano:

GV (Alphabet), tra i corporate investor più attivi del 2025 a livello globale e con una forte esposizione sull’AI, oltre 50 società in portafoglio nell’area delle applicazioni AI.

Salesforce Ventures, protagonista soprattutto sul fronte dell’intelligenza artificiale: nel 2025 ha comunicato di aver investito oltre 850 milioni di dollari del suo fondo AI da 1 miliardo.

Microsoft M12, il fondo di venture capital di Microsoft, ancora attivo con focus su cloud infrastructure, enterprise software, security e AI.

Qualcomm Ventures, molto presente nei settori deeptech, enterprise, smart systems e AI; nel 2026 Qualcomm ha annunciato fino a 150 milioni di dollari di nuovi investimenti strategici in startup AI tramite Qualcomm Ventures.

Samsung Next, attivo su AI & robotics, fintech, healthtech, infrastructure e media tech.

Novartis Venture Fund, riferimento internazionale nel life sciences, con oltre 40 partecipazioni in Nord America ed Europa e circa 750 milioni di dollari in gestione.

LG NOVA, il centro di innovazione del gruppo LG in Nord America, oggi particolarmente focalizzato su venture AI-first, healthtech e cleantech.

Maersk Growth, ancora operativo e focalizzato su supply chain, logistica, digitalizzazione e decarbonizzazione, con attività sia di investimento sia di venture clienting.

Amazon Industrial Innovation Fund, attivo su automazione, supply chain e logistica, con una dotazione da 1 miliardo di dollari e circa una dozzina di investimenti effettuati dal lancio.

NVentures di NVIDIA, da considerare ormai tra i player più osservati del nuovo ciclo CVC legato all’AI e all’infrastruttura tecnologica.

A inizio 2025, BMW i Ventures ha annunciato un nuovo fondo da 300 milioni di euro focalizzato su AI, sostenibilità e software-defined vehicle.

Anche SAP.iO, la divisione CVC di SAP, ha accelerato l’investimento in startup green e di AI enterprise nel nuovo hub di Milano inaugurato ad aprile 2025

A maggio 2024, nel mondo del Corporate Venture Capital, ci sono stati due grandi annunci: Toyota ha aumentato i suoi investimenti in CVC a 800 milioni di dollari e il fondo Future Energy Ventures è diventato indipendente e ha ricevuto investimenti da CLP Group. Questo evidenzia due trend: il CVC è un mestiere per chi è in grado di fare investimenti molto elevati, e sempre più CVC si aprono ad altre aziende. Una cosa è certa: resta indispensabile per alimentare le giovani realtà innovative di cui abbiamo sempre più bisogno.

Il caso Google Ventures

Uno degli investitori di corporate venture capital più attivi negli ultimi anni è stato Google Ventures, la società di Google dedicate al corporate venture capital, insieme a Intel Capital e Qualcomm Ventures. Tra i primi CVC del mondo ci sono gli asiatici Samsung Ventures, Bertelsmann Asia Investments e Mitsui & Co. Global Investment. Fra gli investitori nell’Healthcare figurano Novartis Venture Fund, Johnson & Johnson Innovation, SR One, Alexandria Venture Investments, Roche Venture Fund, Pfizer Venture Investments e Novo Ventures.

Bosch, pioniere in Europa

Bosch è un precursore del Corporate Venture Capital in Europa. L’azienda tedesca, che ha lanciato il suo primo fondo di CVC nel 2007, in 10 anni ha investito in oltre 50 startup nel mondo, ma non ne ha mai acquisita nessuna. Finora ha realizzato 13 exit: la più famosa è quella di Movidius, che produce processori per la visione mobile, venduta a Intel nel 2016.

Il caso BP Ventures

BP Ventures è il fondo di Corporate Venture Capital di BP, colosso inglese in ambito oil and gas, oggi impegnato in una transizione strategica che dovrebbe portarlo a divenire una “Integrated Energy Company”. È un fondo (tipologia “evergreen”) avviato nel 2008 (e rilanciato con forza nel 2017) che ha complessivamente investito oltre 700 milioni di dollari e che annualmente investe 120-150 milioni all’anno. Ad oggi BP Ventures ha in portafoglio circa 45 aziende (il ticket medio degli investimenti è 5-10 milioni) e una quindicina di exit. Ma le startup sono troppo piccole per fare la differenza in una grande impresa. Ci vogliono le scaleup. Per questo BP ha creato Launchpad, un venture builder con un team di 50 persone e un budget di investimento di 100 milioni l’anno.

L’antesignano: Intel

Il corporate venture capital negli Stati Uniti nasce in forme embrionali già negli anni Sessanta, ma prende davvero slancio tra anni Ottanta e Novanta, quando le grandi aziende tecnologiche capiscono che per intercettare l’innovazione non basta più fare ricerca interna o acquisizioni a valle: bisogna entrare prima, accanto alle startup, con quote di minoranza, capitali pazienti e un obiettivo strategico oltre che finanziario. È in questo passaggio che il CVC americano smette di essere episodico e diventa un pezzo strutturale della strategia industriale, soprattutto nella Silicon Valley.

Uno dei nomi chiave di questa svolta è Avram Miller, manager e innovatore statunitense che in Intel, insieme a Les Vadász e con il supporto del CEO Andy Grove, avvia alla fine degli anni Ottanta il gruppo di Corporate Business Development che poi diventerà Intel Capital, fondata nel 1991. Miller è considerato uno dei pionieri del CVC moderno perché contribuisce a trasformare l’investimento corporate in uno strumento per far nascere nuovi mercati e accelerare l’adozione di tecnologie strategiche.

Italia: il cvc di Cassa Depositi e Prestiti

Da settembre 2021, in Italia, è operativo il Fondo Corporate Partners I di CDP Venture Capital Sgr, che mira a coinvolgere le principali aziende italiane per far crescere l’ecosistema “venture” nazionale grazie all’investimento e al supporto a startup e PMI innovative nei settori più strategici per il Paese. Il Fondo Corporate Partners I è il nono fondo di investimento lanciato da CDP Venture Capital Sgr, in linea con gli obiettivi del Piano Industriale 2020-2022 che prevede un equilibrato mix di investimenti diretti e indiretti a sostegno dell’intero ecosistema italiano del venture capital. Con una dotazione iniziale di 180 milioni di euro allocati da CDP Equity e dal Ministero dello Sviluppo economico, il Fondo opera su quattro comparti: IndustryTech, EnergyTech, ServiceTech e InfraTech.

Il Fondo Corporate Partners I è stato rifinanziato nel 2024 con una nuova dotazione di 250 milioni di euro, espandendo i comparti con focus su AI, Cybersecurity e GreenTech. Ha coinvolto nuove corporate come Leonardo, Terna, Poste Italiane e Generali.

(Articolo aggiornato al 10/03/2026)

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