C’è chi studia come rendere più affidabili i qubit e chi vuole portare i processori quantistici nei macchinari delle fabbriche. Chi ha scelto di fondare un’impresa dopo anni di carriera accademica e chi, invece, continua a formare gli specialisti di cui il settore ha bisogno.
Abbiamo scelto dieci protagonisti e protagoniste del quantum computing italiano: lavorano nelle università e nelle aziende del Paese, ma anche all’estero, pur mantenendo uno stretto legame con l’Italia.
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Tommaso Calarco
Nel 2016, quando le tecnologie quantistiche erano ancora lontane dal dibattito pubblico, la comunità scientifica e industriale chiedeva all’Unione europea un programma da un miliardo di euro per svilupparle, coordinare gli investimenti e sostenere la nascita di nuove imprese. L’appello, chiamato Quantum Manifesto, ha contribuito alla nascita della Quantum Flagship, il programma decennale europeo avviato nel 2018 per portare queste tecnologie dai laboratori al mercato.
Tra i promotori c’era Tommaso Calarco, dal 2018 professore ordinario all’Università di Colonia e dal 2023 all’Università di Bologna, oltre che direttore dell’Istituto per il controllo quantistico del Forschungszentrum Jülich, in Germania.
Più di recente, Calarco ha coordinato il gruppo di esperti del ministero dell’Università e della Ricerca che ha elaborato la Strategia italiana per le tecnologie quantistiche, pubblicata nella versione definitiva nel settembre 2025: il documento indica le priorità nazionali per rafforzare la ricerca, sviluppare infrastrutture, formare specialisti e favorire il trasferimento delle tecnologie alle imprese.
Elisabetta Paladino
Elisabetta Paladino è professoressa ordinaria di Fisica teorica della materia all’Università di Catania e vicedirettrice del dipartimento di Fisica e astronomia “Ettore Majorana”. Laureata in Fisica a Palermo, ha conseguito il dottorato a Catania e si occupa di dinamica e controllo dei dispositivi per il calcolo quantistico dal 2001, con particolare attenzione ai circuiti superconduttori. Oggi studia soprattutto come ridurre gli effetti del rumore, cioè le perturbazioni che possono compromettere il funzionamento dei qubit.
Alla ricerca Paladino affianca la formazione. Fa parte del National Quantum Science and Technology Institute (NQSTI), il partenariato finanziato dal PNRR che riunisce università, centri di ricerca e imprese per sviluppare le tecnologie quantistiche e favorirne le applicazioni industriali. Nello specifico coordina lo spoke 9 “Education and Outreach”, cioè le attività dedicate alla formazione, dalla scuola superiore all’università, e alla divulgazione scientifica.
Simone Montangero
Simone Montangero è professore ordinario di Fisica teorica all’Università di Padova, dove dirige il Centro di calcolo e simulazione quantistica. Dal 1999 studia i metodi computazionali alla base delle tecnologie quantistiche, sviluppando strumenti per controllare i sistemi quantistici e utilizzarli nella simulazione di fenomeni fisici complessi. È inoltre co-responsabile dello spoke dedicato al Quantum Computing di ICSC, il Centro nazionale per il supercalcolo, i Big Data e il calcolo quantistico finanziato dal PNRR, e partecipa agli organismi di coordinamento della Quantum Flagship europea.
Con Giuliano Benenti, professore di Fisica teorica della materia all’Università dell’Insubria, e Giulio Casati, fisico teorico e professore emerito dello stesso ateneo, ha scritto Il computer impossibile. Come il calcolatore quantistico cambierà il mondo, pubblicato da Raffaello Cortina Editore nel febbraio 2025. Rivolto anche ai lettori senza una preparazione specialistica, il volume parte dai principi della meccanica quantistica per spiegare come funzionano i nuovi calcolatori e quali possibilità aprono le tecnologie quantistiche, dalle comunicazioni ai sensori, fino alle applicazioni in medicina e nella sicurezza informatica.
Sabrina Maniscalco
Ha fatto parlare di sé nel settore del quantum computing la scelta di Algorithmiq, società di software quantistico fondata a Helsinki nel 2020, di trasferire il quartier generale a Milano nel maggio 2026, contestualmente a un round da 18 milioni di euro guidato da United Ventures e CDP Venture Capital. Tra i fondatori, insieme a Guillermo García-Pérez, Matteo Rossi e Boris Sokolov, c’è Sabrina Maniscalco, amministratrice delegata della società. Il suo percorso accademico l’ha portata dal dottorato in Sicilia alla Heriot-Watt University di Edimburgo e poi alle università di Turku, Aalto e Helsinki.
“Il quantum non aspetta, chi arriva tardi non recupera”, ha detto in un’intervista a EconomyUp nel corso della quale ha raccontato la sua storia, dalla Sicilia alla Finlandia con il ritorno in Italia. Il legame con la Sicilia resta forte: sogna di creare a Mazara del Vallo, dov’è nata, un Istituto mediterraneo di fisica quantistica, dove accogliere ricercatori da tutto il mondo. È inoltre cofondatrice di Women for Quantum, una rete di professoresse impegnata a sostenere la presenza e il ruolo delle donne nelle scienze quantistiche.
Fabio Sciarrino
Fabio Sciarrino è professore ordinario al dipartimento di Fisica della Sapienza Università di Roma, dove guida il Quantum Information Lab ed è delegato alle politiche per la ricerca internazionale. Il suo lavoro si concentra sull’ottica quantistica sperimentale e sull’elaborazione dell’informazione attraverso circuiti fotonici integrati, che utilizzano le particelle di luce per eseguire operazioni quantistiche. Alcuni suoi progetti di ricerca sono stati sostenuti dallo European Research Council (ERC), tra cui 3D-QUEST, sulla fotonica quantistica integrata, e QU-BOSS, sul vantaggio computazionale dei sistemi fotonici.
Dal gennaio 2024 coordina EPIQUE (European Photonic Quantum Computer), il progetto europeo per sviluppare un computer quantistico fotonico. È inoltre responsabile dello spoke “Photonic Platform for Quantum Technologies” del National Quantum Science and Technology Institute (NQSTI), dedicato allo sviluppo delle piattaforme che impiegano la luce nelle tecnologie quantistiche. Tra i suoi ambiti di ricerca c’è il Boson Sampling, un modello di calcolo specializzato che studia il comportamento di più fotoni in un circuito e permette di esplorare problemi difficili da simulare con i computer classici.
Enrico Prati
Enrico Prati è professore associato di Fisica teorica della materia all’Università Statale di Milano, dove guida il Quantum Intelligence Lab. La sua ricerca esplora l’incontro tra intelligenza artificiale e calcolo quantistico: da una parte utilizza l’IA per migliorare il controllo dei computer quantistici, dall’altra studia come questi possano eseguire algoritmi di apprendimento automatico. Il laboratorio lavora anche sulle possibili applicazioni alla sicurezza informatica e alle missioni spaziali, per esempio per riconoscere anomalie nel traffico internet o ottimizzare tempi e consumi delle missioni.
Tra i risultati più recenti c’è uno studio presentato nel maggio 2026, pubblicato su npj Quantum Information, che si ispira al funzionamento dei neuroni. Il gruppo coordinato da Prati ha dimostrato come sfruttare il rumore, solitamente un ostacolo per i computer quantistici, per eliminare progressivamente le informazioni più vecchie durante l’elaborazione. Questo meccanismo permette al sistema di conservare una memoria degli input recenti senza accumulare indefinitamente quelli passati. Il modello è pensato per analizzare dati in sequenza, con possibili applicazioni alla genomica, alle serie finanziarie e alla previsione dei consumi elettrici.
Paolo Cremonesi
Paolo Cremonesi è professore ordinario di Quantum Computing al Politecnico di Milano, dove si è laureato in Ingegneria aerospaziale e ha conseguito il dottorato in Ingegneria informatica. Dirige il Quantum Computing Lab ed è responsabile scientifico dell’Osservatorio Quantum Computing & Communication. È inoltre co-responsabile della ricerca sul calcolo quantistico del centro nazionale di ricerca ICSC.
Ha pubblicato oltre 250 articoli scientifici, è co-inventore di 10 brevetti e dal 2020 compare stabilmente nella lista Stanford–Elsevier del 2% dei ricercatori più citati al mondo. In parallelo all’attività accademica, è cofondatore e Chief Research Officer di Moviri, nata nel 2000 come spin-off del Politecnico e cresciuta fino a diventare un gruppo internazionale che sviluppa software e offre consulenza per migliorare le prestazioni dei sistemi informatici, analizzare i dati e proteggere le aziende dalle minacce digitali.
Marina Natalucci
Marina Natalucci è ingegnera gestionale, laureata al Politecnico di Milano nel 2016 con specializzazione in Digital Business & Market Innovation. Nello stesso anno ha iniziato a lavorare agli Osservatori Digital Innovation, occupandosi di cloud e gestione dei sistemi informatici. Oggi è direttrice degli Osservatori Quantum Computing & Communication e Data Center e ricercatrice senior dell’Osservatorio Cloud Transformation della School of Management del Politecnico.
L’Osservatorio Quantum che dirige ha contribuito, a supporto del ministero delle Imprese e del Made in Italy, allo studio dell’ecosistema industriale italiano, i cui risultati sono confluiti nella Strategia nazionale per le tecnologie quantistiche. È stata inoltre nominata rappresentante italiana per l’industria nel gruppo di lavoro del G7 sulle tecnologie quantistiche, istituito sotto la presidenza canadese nel 2025.
Andrea Rocchetto
Prima di iniziare la propria carriera da imprenditore, Andrea Rocchetto studiava come usare l’intelligenza artificiale per comprendere i sistemi quantistici. Ha svolto il dottorato a Oxford con Simone Severini e ha poi proseguito la ricerca all’Università del Texas ad Austin con Scott Aaronson, tra i maggiori studiosi di informatica quantistica. Oggi lavora nell’area di San Francisco ed è amministratore delegato di Ephos.
Fondata nel 2022 insieme a Roberto Osellame, Francesco Ceccarelli e Giacomo Corrielli, Ephos produce in Italia chip in vetro che guidano e manipolano la luce. Servono sia per costruire computer quantistici sia per trasferire dati nei data center, riducendo le perdite di segnale. La società partecipa al progetto europeo QLASS, che punta a sviluppare un sistema di calcolo quantistico fotonico, ed è stata tra le prime italiane scelte dalla NATO per DIANA, il programma che sostiene tecnologie utilizzabili in ambito civile e militare.
Roberto Siagri
Roberto Siagri ha già accompagnato un’impresa dalla nascita alla Borsa. Laureato in Fisica, nel 1992 ha cofondato Eurotech, che produce computer per applicazioni industriali e sistemi per connettere macchinari e raccoglierne i dati. L’ha guidata fino al marzo 2021, passando per la quotazione nel 2005 e l’espansione internazionale. In oltre trent’anni di lavoro ha attraversato l’evoluzione dell’informatica, dai computer incorporati nei dispositivi all’Internet delle cose, fino all’intelligenza artificiale e al quantum computing.
Nel 2022 ha fondato Rotonium con Fabrizio Tamburini, portando nel calcolo quantistico un’idea che aveva già coltivato con Eurotech: avvicinare la capacità di elaborazione ai luoghi in cui serve. La startup, con sede legale a Gemona del Friuli e sede operativa a Padova, sviluppa processori quantistici fotonici progettati per funzionare a temperatura ambiente, contenendo dimensioni e consumi. L’obiettivo è integrarli direttamente nei macchinari, affiancandoli ai processori tradizionali: per esempio, per organizzare i percorsi dei veicoli autonomi che trasportano materiali in fabbrica.

























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