Berkshire Hathaway torna a investire in Bending Spoons e rafforza la propria scommessa sul gruppo tecnologico italiano. Il 14 ottobre la società milanese ha annunciato un accordo per un nuovo investimento da 330 milioni di dollari, che si aggiunge ai 600 milioni investiti dalla holding americana in occasione dell’Ipo di luglio 2026. La partecipazione complessiva di Berkshire sale così al 4%, con un impegno cumulato di 930 milioni di dollari.
Per Bending Spoons, passata dallo status di unicorno alla quotazione al Nasdaq, l’operazione ha un duplice significato: offre risorse per alimentare le acquisizioni e rafforza la fiducia nella strategia industriale. La reazione del mercato è stata immediata: Reuters ha registrato un rialzo del titolo di circa il 40% nelle prime contrattazioni del 14 ottobre. Un’accoglienza che misura il peso dell’investitore, ma lascia aperta la verifica sui risultati futuri del gruppo.
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Come funziona l’investimento: nuove azioni a 33 dollari
L’operazione è avvenuta attraverso un collocamento privato di 10 milioni di nuove azioni ordinarie, sottoscritte a 33 dollari ciascuna. Il capitale è entrato quindi direttamente in Bending Spoons: è un finanziamento alla società attraverso l’emissione di titoli, con conseguente diluizione degli azionisti esistenti.
Il documento depositato presso la Securities and Exchange Commission, l’autorità americana di vigilanza sui mercati, precisa che i proventi lordi sono pari a circa 330 milioni di dollari. La società intende utilizzare le risorse nette per finalità aziendali generali e nuove acquisizioni.
L’accordo vincolante è annunciato, mentre il completamento resta subordinato alle consuete condizioni di chiusura. Bending Spoons prevede il closing nel quarto trimestre del 2026. Le azioni sono offerte in esenzione dagli obblighi di registrazione previsti per un’offerta pubblica negli Stati Uniti; il documento prevede inoltre consueti diritti di registrazione a favore dell’investitore.
Ma chi è l’investitore e perché è così importante?
Cosa fa Berkshire Hathaway, il gruppo costruito da Warren Buffett
Berkshire Hathaway è una holding multinazionale quotata alla Borsa di New York, con quartier generale a Omaha, in Nebraska, e attività internazionali attraverso le società controllate. Le sue radici risalgono all’industria tessile americana dell’Ottocento: l’attuale denominazione nasce nel 1955 dalla fusione tra Berkshire Fine Spinning Associates e Hathaway Manufacturing. Nel 1965 Warren Buffett ne assume il controllo, trasformandola progressivamente in un conglomerato diversificato, costruito insieme al socio Charlie Munger, scomparso nel 2023. Oggi il gruppo opera nelle assicurazioni, con Geico e le attività di riassicurazione, nelle ferrovie con BNSF, nell’energia con Berkshire Hathaway Energy, oltre che nella manifattura, nei servizi e nel commercio, e possiede partecipazioni in grandi società quotate. A fine 2025 conta circa 387.800 dipendenti nel mondo, l’80% negli Stati Uniti, e registra 371,4 miliardi di dollari di ricavi annui e quasi 67 miliardi di utile netto attribuibile agli azionisti. Dal gennaio 2026 l’amministratore delegato è Greg Abel; Howard Buffett assume la presidenza nel settembre dello stesso anno, mentre Warren Buffett resta nel consiglio di amministrazione come presidente emerito.
Ferrari e Patarnello: fiducia nel modello e risorse per lo shopping
Il CEO e cofondatore Luca Ferrari presenta Berkshire come un riferimento nella gestione del capitale e legge il nuovo investimento come un rafforzamento del rapporto avviato con la quotazione.
Francesco Patarnello, cofondatore e responsabile delle acquisizioni, collega l’operazione alla continua valutazione di potenziali target. Secondo il manager, la partecipazione di Berkshire esprime fiducia nel team e nella piattaforma operativa del gruppo, ampliando la flessibilità finanziaria per cogliere nuove opportunità.
Ad oggi Bending Spoons ha acquisito realtà come Airtable, AOL, Brightcove, Eventbrite, Evernote, Tractive, Vimeo e WeTransfer. Un tragitto che EconomyUp ha ricostruito nel profilo di Bending Spoons e della sua evoluzione da sviluppatore di app a gruppo tecnologico internazionale.
Perché l’operazione conta: capitale per un modello fondato sulle acquisizioni
Per comprendere la portata dell’investimento bisogna guardare a come funziona la macchina delle acquisizioni di Bending Spoons. Il gruppo compra aziende digitali già affermate, ne modifica prodotti e organizzazione e punta a utilizzare le risorse generate per finanziare altre operazioni.
L’accesso al capitale è quindi una componente del modello industriale. In questa prospettiva, i nuovi fondi possono ampliare la capacità di valutare e finanziare acquisizioni, affiancandosi alle altre fonti di finanziamento.
La scala delle operazioni rende evidente il tema: Airtable, acquisita a settembre, presenta un enterprise value di 1,285 miliardi di dollari; l’accordo annunciato nello stesso mese per Miro, con chiusura prevista nel quarto trimestre, indica un enterprise value di 1,355 miliardi. I 330 milioni di Berkshire costituiscono dunque una risorsa aggiuntiva all’interno di una strategia finanziaria più ampia.
Il significato industriale: una scommessa sulla capacità di gestire il capitale
La lettura che emerge dall’operazione riguarda anche la capacità di scegliere, comprare e trasformare aziende. Berkshire incrementa l’esposizione a un gruppo il cui sviluppo dipende dalla ripetibilità di questo processo.
È ragionevole interpretare il nuovo investimento come un segnale di fiducia nella possibilità di applicare il metodo Bending Spoons su dimensioni crescenti. Si tratta di una lettura industriale dell’operazione: l’annuncio riporta le valutazioni dei manager italiani, senza fornire una spiegazione dettagliata delle motivazioni di Berkshire.
Per il gruppo milanese, avere un azionista di questo profilo può inoltre rafforzare la credibilità presso investitori e controparti nelle future operazioni. È un possibile beneficio reputazionale, che si aggiunge alla disponibilità finanziaria.
La direzione resta quella descritta nella lettera di Luca Ferrari agli investitori, in occasione del percorso verso il Nasdaq: costruire un’organizzazione capace di acquisire e trasformare un numero crescente di attività digitali.
Il punto da verificare: quanto valore producono le acquisizioni
Il prestigio dell’investitore non chiude il dibattito sulla valutazione. Barron’s presenta l’investimento come una scelta sorprendente per una holding tradizionalmente orientata al valore e osserva che Bending Spoons tratta a un enterprise value vicino a dieci volte i ricavi attesi. Il rilievo riguarda quindi un prezzo che incorpora aspettative elevate sulla crescita futura.
Per Bending Spoons la sfida è dimostrare che l’aumento delle dimensioni si traduce in risultati economici sostenibili. I parametri da seguire sono la crescita delle attività già possedute, la generazione di cassa, i costi delle trasformazioni e il rendimento del capitale impiegato nelle acquisizioni.
Il nuovo investimento rafforza le condizioni per proseguire l’espansione. Per l’ex unicorno italiano, la prova successiva consiste nel mostrare che il metodo applicato alle aziende acquistate continua a funzionare anche su un portafoglio più grande e complesso, sotto l’osservazione quotidiana del mercato.
































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