Marco Roscio Ricon è il nuovo Chief Technology Officer del Gruppo Bancario Ifigest . Al manager, con oltre trent’anni di esperienza tra finanza e tecnologia, il gruppo affida l’evoluzione dell’infrastruttura digitale e un progetto particolarmente ambizioso: costruire un ecosistema interno di software agentici per semplificare i processi e sostenere le diverse linee di business.
La nomina arriva mentre il gruppo sta ampliando dimensioni e perimetro operativo. Secondo il bilancio consolidato 2025, gli asset gestiti e amministrati hanno raggiunto 5,23 miliardi di euro, in aumento del 19% sull’anno precedente, mentre l’utile consolidato è salito da 4,8 a 13 milioni.
Sono numeri che rendono la tecnologia un problema di scala: più attività, società e competenze devono poggiare su processi integrati, dati affidabili e piattaforme capaci di crescere senza moltiplicare complessità e costi.
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Il mandato di Roscio Ricon tra infrastruttura e agenti AI
Il nuovo CTO avrà la responsabilità di migliorare l’efficienza dell’infrastruttura tecnologica e digitale di Ifigest, individuando e sviluppando soluzioni basate sulle tecnologie emergenti. Il mandato mette in primo piano i software agentici, sistemi di intelligenza artificiale progettati per eseguire sequenze di attività, utilizzare strumenti e interagire con altri applicativi con un certo grado di autonomia, entro obiettivi e vincoli definiti.
Per un gruppo attivo nel wealth management, nel private banking, nel corporate e investment banking e nell’asset management, un ecosistema interno di questo tipo può trovare applicazione nella preparazione delle informazioni, nell’orchestrazione dei flussi operativi, nel supporto ai professionisti e nella gestione documentale. Ifigest non ha indicato però una roadmap, un budget o i primi casi d’uso. Restano quindi da definire il perimetro iniziale e i criteri con cui il gruppo misurerà benefici, rischi e ritorno degli investimenti.
In banca l’adozione di agenti AI richiede inoltre che velocità e automazione siano accompagnate da qualità dei dati, tracciabilità delle operazioni, controllo degli accessi e supervisione umana. La capacità di integrare questi requisiti nell’architettura e nei processi determinerà quanto il progetto potrà incidere sul lavoro quotidiano, oltre la fase di sperimentazione.
Flavio Di Terlizzi, amministratore delegato di Banca Ifigest, collega la nomina alla necessità di rendere la piattaforma del gruppo «più solida, scalabile ed efficiente». Il mandato assegnato al CTO comprende quindi sia l’affidabilità dell’infrastruttura sia la trasformazione delle nuove tecnologie in strumenti utilizzabili dalle unità di business e dai clienti.
Chi è Marco Roscio Ricon: il percorso professionale
La scelta di Roscio Ricon porta in Ifigest un profilo cresciuto all’incrocio tra mercati, prodotto digitale e impresa.
Dopo le prime esperienze nel settore bancario e in Borsa Italiana, ha trascorso 14 anni nel London Stock Exchange Group, occupandosi di servizi informativi, piattaforme digitali e strategia internet. Un comunicato di Intesa Sanpaolo del 2015 lo indicava allora come il manager che aveva guidato per diversi anni le applicazioni desktop e internet del gruppo borsistico.
Nel 2014 ha fondato MarketWall, fintech focalizzata sullo sviluppo di soluzioni software multi-device, di cui è stato CEO e CTO fino al 2025. La società ha sviluppato soluzioni multidispositivo per dati finanziari, trading e servizi bancari, lavorando con operatori quali Intesa Sanpaolo, Samsung e Morningstar. L’esperienza con Intesa Sanpaolo è partita dall’integrazione di informazione finanziaria e funzionalità di negoziazione nei canali digitali e si è poi estesa a nuovi servizi per gli investitori.
Dal 2021 al 2025 Roscio Ricon ha guidato anche InvestoPro SIM, seguendone l’autorizzazione regolamentare, la piattaforma proprietaria, il lancio e lo sviluppo commerciale. Il lancio di InvestoPro, nel 2021, aveva già messo in evidenza l’uso dell’intelligenza artificiale e la combinazione tra tecnologia, contenuti finanziari e operatività di trading.
Perché Ifigest cerca un CTO con esperienza imprenditoriale
Il percorso del nuovo CTO aiuta a leggere la nomina oltre il rafforzamento della funzione IT. Ifigest ha scelto un manager che ha partecipato alla nascita di una fintech, ne ha guidato strategia e architettura software e ha accompagnato una società di investimento dalla fase autorizzativa al mercato. Sono esperienze che riuniscono sviluppo del prodotto, vincoli regolamentari e sostenibilità commerciale.
Per Ifigest questa combinazione può essere utile nel passaggio dalla selezione della tecnologia alla sua adozione. Un agente AI produce valore soltanto quando viene inserito in un flusso di lavoro, dispone di dati adeguati, rispetta le autorizzazioni e offre un vantaggio misurabile a chi lo utilizza. Il compito del CTO riguarderà quindi anche le priorità: scegliere i processi con un ritorno concreto, coordinare competenze tecnologiche e di business e costruire modalità di controllo adatte a un intermediario finanziario.
La crescita del gruppo alza l’asticella tecnologica
I dati di bilancio mostrano il contesto in cui si inserisce il nuovo incarico. La raccolta diretta e indiretta ha raggiunto 5,73 miliardi di euro, il 14,6% in più rispetto al 2024; la sola raccolta indiretta è cresciuta del 19,3%, a 5,23 miliardi. L’utile di pertinenza della capogruppo è passato da 4 a 10,7 milioni di euro.
Il gruppo comprende Banca Ifigest, L&B Capital SGR, L&B Partners, Sevian Fiduciaria e Fundstore; conta otto sedi e circa 300 professionisti, secondo i dati diffusi con la nomina. Una struttura articolata rende rilevante la capacità di condividere dati e strumenti senza perdere le specificità delle singole attività, dalla consulenza patrimoniale alle operazioni di finanza aziendale fino alla gestione degli investimenti.
Roscio Ricon ha indicato proprio nello spazio di sviluppo tecnologico una delle ragioni del suo ingresso. Il riferimento a un team multidisciplinare suggerisce che il programma dovrà coinvolgere funzioni operative, competenze finanziarie e controllo dei rischi insieme agli specialisti IT. La qualità di questa collaborazione sarà decisiva per evitare che gli agenti restino progetti isolati o aggiungano nuovi passaggi a processi già complessi.

























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